Clamoroso furto in Toscana: rubate 30.000 bottiglie di vino pregiato per un valore di 5 milioni di euro

ROMA – Un colpo da film, studiato nei minimi dettagli e condotto con agghiacciante precisione, ha colpito al cuore uno dei simboli dell’eccellenza italiana nel mondo: il vino. Una banda di ladri mascherati si è introdotta, infatti, nei magazzini della celebre casa vinicola Marchesi Antinori a Cortona, portando via ben 30.000 bottiglie di vino di altissima gamma per un valore complessivo stimato in circa 5 milioni di euro (oltre 5,6 milioni di dollari). A riportare la notizia è tra gli altri anche il Wall Street Journal.

La dinamica del furto, avvenuto lo scorso fine settimana ma scoperto solo al momento della ripresa dei lavori lunedì mattina, evidenzia una pianificazione meticolosa. I malviventi, a volto coperto, sono riusciti a disattivare i sistemi di allarme e a forzare i cancelli della struttura. Una volta all’interno, hanno utilizzato gli stessi carrelli elevatori dell’azienda per caricare centinaia di casse su due grandi tir, pronti per la partenza. Le bottiglie rubate erano già state imballate ed etichettate, pronte per essere spedite verso i mercati esteri.

Il bottino comprende tre delle etichette più prestigiose e iconiche della cantina, tutte appartenenti alla pluripremiata annata 2023: Solaia, Guado al Tasso e Tignanello. Per ciascun vino sono state sottratte circa 10.000 bottiglie. Un danno economico imponente, aggravato dal fatto che per il solo Solaia, il più prezioso del lotto, con un prezzo al dettaglio che oscilla tra i 450 e i 560 dollari a bottiglia, la quantità rubata rappresenta circa il 20% dell’intera produzione annua.

“Mai avrei potuto immaginare un furto di queste dimensioni”, ha commentato Renzo Cotarella, amministratore delegato di Antinori, sottolineando come la ditta non avesse mai subito episodi simili in passato. Cotarella ha spiegato che le bottiglie non erano assicurate e ha espresso profondo rammarico: “Non si tratta solo di una perdita finanziaria, è anche un duro colpo emotivo per i proprietari e per tutti i lavoratori, molti dei quali vantano un legame generazionale con questa tenuta”.

L’azienda, la cui fondazione risale al 1385 e che tuttora fa capo alla famiglia Antinori, ha immediatamente fatto scattare l’allerta internazionale. Con una rete di esportazione che copre 170 Paesi, la casa vinicola ha inviato comunicazioni urgenti a tutti gli importatori e clienti esteri, mettendoli in guardia dal rischio di imbattersi in partite di merce rubata e invitandoli a segnalare tempestivamente qualsiasi offerta o movimento sospetto sul mercato.