Civate, parte il restauro di Villa Sacro Cuore: il centro paese si rifà il look
Il sindaco Isella: “La sua rinascita rappresenterà un motore di sviluppo e un fattore di attrattività per l’intera comunità”

Villa Sacro Cuore risale almeno al 1761 È stata sede di una casa di riposo

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Civate, 2 settembre 2026 – Un cantiere, ma anche un laboratorio. Cominciano a Civate i lavori propedeutici al recupero di Villa Sacro Cuore. Si tratta di un intervento pilota, sia per la definizione delle modalità più idonee per la conservazione, sia per definire l’uso sociale dello storico edificio, che attualmente è vuoto e fatiscente.
“Con il cantiere pilota sperimenteremo tecniche di intervento differenti per la conservazione delle superfici esterne e interne della villa, alcune delle quali dipinte, e per i serramenti storici ancora esistenti – spiega Mariacristina Giambruno, esperta di conservazione del patrimonio storico e docente del Politecnico di Milano –. Grazie al lavoro di restauratori specializzati e secondo le indicazioni dei progettisti, per le superfici dipinte verranno testate differenti tecniche di pulitura, di riadesione delle parti distaccate al supporto, di consolidamento e di coloritura finale. Per i serramenti, alcuni dei quali risalenti al Settecento, saranno effettuate stratigrafie per la definizione delle coloriture che si sono succedute nel tempo, verificato lo stato di conservazione del materiale ligneo, la possibilità di sostenere l’introduzione di nuovi vetri maggiormente efficienti energeticamente e lo stato di cardini e parti in metallo”.
Grazie ai primi risultati si procederà alla stesura del progetto di fattibilità tecnica ed economica. La consegna delle chiavi di Villa Sacro Cuore da parte del sindaco Angelo Isella ai professionisti incaricati è un passaggio che rappresenta il primo, importante tassello dell’ambizioso progetto di riqualificazione del centro storico.
“Villa Sacro Cuore, infatti, diventerà uno spazio di vita – anticipa il primo cittadino – un luogo inclusivo, dinamico e al servizio del territorio. La rinascita di questo edifico storico vuole rappresentare un motore di sviluppo, capace di favorire nuove relazioni, attrattività e opportunità per la comunità”.
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