Cinema, rapporto Apa: +3% mercato e occupati, primo calo investimenti

Roma, 21 ott. (askanews) – Nel 2025 il settore audiovisivo attrae 16,8 miliardi di euro, registrando un +3,1% rispetto all’anno precedente ma in calo rispetto al trend del 2024 (+9% sul 2023). A trainare è l’online video (+15% le offerte gratuite, +10,3% quelle a pagamento). E il 2026 è destinato a chiudersi con risultati del tutto simili. Cresce anche il dato relativo all’occupazione: la filiera continua a generare lavoro con 128.336 persone coinvolte nelle attività audiovisive nel 2026, il 3,3% in più rispetto al 2024. Questo, a fronte della prima flessione negli investimenti avvenuta dal 2018: nel 2025, infatti, la destinazione di fondi nella produzione audiovisiva per cinema, TV e VoD cala a 2 miliardi di euro (-7,4% sull’anno precedente). Il calo degli investimenti ha riguardato soprattutto i titoli scripted per TV e VoD (-122 milioni di euro), con la produzione di fiction attestata a 740 milioni (-5,5%), non in linea con la crescita media annua (+7,7%) registrata dal 2018 al 2025. A incidere sulla tenuta del settore è soprattutto l’incertezza sul sistema di sostegno pubblico, dai volumi delle risorse ai criteri di accesso, alle tempistiche delle procedure. Una condizione che ostacola la programmazione da parte dei produttori, aumenta gli oneri finanziari e riduce i margini, penalizzando tutte le imprese, in particolare le più piccole, con ricadute sulla liquidità e sulla capacità di investimento. Questo il quadro emerso dall’8° Rapporto sulla produzione audiovisiva nazionale di APA – che riunisce le ricerche di CeRTA-Università Cattolica, eMedia, Fondazione Symbola e OpenEconomics, presentato dalla Presidente APA Chiara Sbarigia nell’ambito del MIA | Mercato Internazionale Audiovisivo, a Palazzo Barberini.

Nei dati illustrati da APA è stata poi evidenziata la radicale evoluzione del settore che vede la progressiva riduzione delle quote di mercato della TV lineare (gratuita e a pagamento) a fronte di una continua crescita delle Global Platform: iI comparto Video online valeva il 21% nel 2020 mentre ora raggiunge il 43% e nel breve-medio periodo supererà in valore la TV lineare.

Per la televisione, l’unscripted resta la spina dorsale dei palinsesti delle Reti, con oltre 17mila ore originali in prima visione. La produzione indipendente firma il 59% dei titoli. Anche l’offerta degli streamer aumenta: +51% di contenuti e +30% di ore. Il Factual è il genere che cresce di più (+36% delle ore) e raddoppiano i titoli factual adattati da format internazionali. Il Game guadagna terreno sulle reti generaliste tra preserale e prime time.

“I titoli consolidati della produzione indipendente continuano a portare valore alle reti – sottolinea la presidente Apa Chiara Sbarigia – ‘Stasera tutto è possibile’ (Endemol Shine), per esempio, vale 11,8 punti di share in più nel prime time di Rai2”. Anche la produzione scripted originale cresce in termini di titoli: sono 101 i titoli della stagione (+9%), trainati dalle reti lineari (74 titoli), mentre l’offerta degli streamer si stabilizza su 27 titoli, con lo SVOD in crescita (+5%). Il Rapporto mostra come la fiction italiana si confermi capace di raggiungere pubblici vasti e diversificati: sul lineare Sandokan (Lux Vide) e La preside (BiBiFilm) superano i 4,6 milioni di spettatori medi, mentre nel digitale Mare Fuori (Picomedia) supera i 2,1 miliardi di minuti visti e Il paradiso delle signore arriva a 2 miliardi (Aurora tv); su Netflix Il Mostro (The Apartment) raggiunge 9,7 milioni di visualizzazioni globali nella prima settimana. La produzione originale di fiction italiana continua inoltre a valorizzare una pluralità di territori, anche grazie al lavoro eccellente di tutte le nostre Film Commission, sotto tutti i punti di vista, non ultimo quello della promozione del turismo – dichiara Sbarigia – E, di fronte all’IA e alla diffusione di contenuti sintetici a basso costo, il “Made by Humans” diventa un vero premium di autenticità, con le funzioni autoriali e artistiche umane destinate a crescere, specie per le produzioni editorialmente curate”.

Il Lazio rimane la regione più rappresentata nelle storie, con circa un titolo su cinque.