Cielo giallo a Roma e al Centro Sud, cosa sta succedendo: cos'è il pulviscolo sahariano e quali sono i rischi per la salute

Cielo giallo su Roma e su parte del Centro Sud e delle isole. Osservando le ultime immagini satellitari salta subito all'occhio una vistosissima e densa scia dai toni giallastri: si tratta di un'enorme nube di sabbia sahariana in sospensione nei cieli del Mediterraneo e di gran parte d'Italia. L'atmosfera appare opalescente, lattiginosa e surreale, schermando in parte la luce solare e creando un paesaggio quasi spettrale, particolarmente evidente al Centro-Sud e sulle Isole Maggiori.

La causa del cielo giallo 

Ad innescare questo imponente trasporto di pulviscolo, spiega IlMeteo.it è la presenza di una profonda area di bassa pressione situata a ovest del Vecchio Continente. Ruotando in senso antiorario, questa struttura depressionaria funge da vero e proprio motore aspirante, innescando un intenso e prolungato richiamo di correnti dai quadranti meridionali che pescano l'aria direttamente dalle zone più interne e aride del deserto del Sahara. Queste forti raffiche sollevano tonnellate di polveri e particelle microscopiche a migliaia di metri d'altezza, trasportandole per migliaia di chilometri attraverso il Mediterraneo fino a proiettarle dritte verso l'Italia.

Gli effetti per la salute

Le polveri desertiche possono far aumentare soprattutto il PM10, ma durante gli episodi di trasporto a lunga distanza possono crescere anche le concentrazioni di PM2,5. L'OMS segnala che gli episodi di polvere desertica sono associati soprattutto a effetti respiratori e possono aggravare asma e altre patologie respiratorie. In sostanza quando le concentrazioni di particolato aumentano, le persone più sensibili possono avvertire maggiormente gli effetti dell'aria carica di polveri. Tra i disturbi possibili ci sono irritazione di occhi e gola, tosse, senso di irritazione delle vie respiratorie e, nei soggetti predisposti, un peggioramento dei sintomi respiratori.

Particolare attenzione è consigliata soprattutto a chi soffre di asma, broncopneumopatie croniche o altre patologie respiratorie, oltre ad anziani e bambini. L'Organizzazione mondiale della sanità evidenzia infatti un'associazione tra gli episodi di polvere desertica e un peggioramento di alcune patologie respiratorie, compresa l'asma. 

Come comportarsi

In presenza di concentrazioni elevate di PM10 è prudente evitare attività fisica intensa e prolungata all'aperto, soprattutto per le persone più vulnerabili. La cautela è ancora maggiore nelle aree urbane dove alla polvere sahariana si sommano le altre fonti di inquinamento atmosferico.

Non significa però che sia necessario rimanere chiusi in casa per un normale episodio di trasporto di sabbia. La misura più utile è controllare i dati sulla qualità dell'aria della propria zona e adottare maggiori precauzioni se i livelli di particolato risultano elevati. ARPA Lazio, per esempio, pubblica dati e previsioni relativi al PM10 nei comuni della regione.

Cosa succederà nei prossimi giorni

Nelle prossime ore e almeno fino al weekend, le concentrazioni di polvere in quota si manterranno su livelli molto alti, specie al Centro-Sud, dove le temperature continueranno a toccare picchi roventi come possiamo vedere dalla mappa del modello skiron Dust. Entro l'inizio della prossima settimana, l'ingresso di correnti più fresche ed instabili d'origine atlantica porterà a una progressiva attenuazione del fenomeno. Tuttavia, laddove si verificheranno i primi temporali di passaggio, assisteremo al classico fenomeno del "wash-out": la pioggia raccoglierà la sabbia presente in sospensione nell'aria, facendola precipitare al suolo e depositandola in modo evidente su auto, vetri e superfici all'aperto.

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