“Ciao patatina”: al Corvetto l’ultimo abbraccio di Milano alla sua amata Wilma De Angelis

Milano, 14 ottobre 2026 – Si sono svolti questa mattina nella parrocchia di San Luigi Gonzaga, in zona Corvetto, i funerali dell’indimenticata cantante e artista Wilma De Angelis. Era nata a Milano, città che amava profondamente, l’8 aprile 1930. Protagonista della musica italiana tra gli anni Cinquanta e Sessanta, Wilma De Angelis partecipò più volte al Festival di Sanremo, lasciando il segno con canzoni come "Nessuno", "Quando vien la sera" e "Patatina".

Wilma De Angelis era nata a Milano l'8 aprile 1930

Wilma De Angelis era nata a Milano l'8 aprile 1930

Negli anni successivi era riuscita a reinventarsi come volto amatissimo e popolare della televisione, diventando una pioniera della cucina in tv con programmi come "Telemenù" e "Sale, pepe e fantasia" su Telemontecarlo. Quest’ultimo un grande successo degli anni Ottanta – anche e soprattutto grazie alla sua simpatica e amabile conduzione – antesignano degli attuali format dedicati alla cucina.  

Il feretro viene portato fuori dalla chiesa al termine della cerimonia funebre

Il feretro viene portato fuori dalla chiesa al termine della cerimonia funebre

Star di Sanremo 

Un percorso costellato di successi e celebrità quello di Wilma De Angelis, fra le protagoniste applaudite dei festival di Sanremo negli anni Sessanta. La musica è del resto la colonna sonora della giovinezza di Wilma. I quaranta-cinquantenni la ricordano per il fortunato programma di Telemontecarlo. In realtà Wilma De Angelis negli anni del Boom inanella un successo musicale dietro l’altro. Anche in duetto con altri grandi artisti. 

Una delle ultime apparizioni pubbliche di Wilma De Angelis, nel febbraio 2024

Una delle ultime apparizioni pubbliche di Wilma De Angelis, nel febbraio 2024

L'ultima partecipazione al Festival della canzone italiana è tuttavia nel 1963, con "Non costa niente", in coppia con Johnny Dorelli, che raggiunge la finale, e "Se passerai di qui", interpretata anche da Flo Sandon's. L'anno successivo Wilma appare a "Studio Uno", nella celebre "Biblioteca" del Quartetto Cetra, interpretando Rossella O'Hara in una parodia di "Via col vento". Non è più soltanto la cantante dei festival: sta imparando a muoversi in un mondo in cui il talento deve saper diventare anche presenza televisiva. 

Una folla di persone, fra famigliari, amici e tanti residenti del quartiere, ha voluto dare l'ultimo saluto a  Wilma De Angelis

Una folla di persone, fra famigliari, amici e tanti residenti del quartiere, ha voluto dare l'ultimo saluto a Wilma De Angelis

Il successo in Nord Europa 

Eppure, proprio quando la sua esperienza sembra allargarsi, il mercato discografico cambia direzione. A metà degli anni Sessanta le case discografiche cercano volti nuovi. Nel 1965 Wilma rinnova il contratto con la Philips per altri cinque anni, ma non le vengono affidate nuove incisioni. Per una cantante abituata a lavorare senza interruzioni, è un colpo duro. Restano i concerti e le tournée, soprattutto nei Paesi Bassi e in Danimarca, dove ha conservato una parte del pubblico conquistato negli anni precedenti. Sono anni difficili, che lei stessa ricorderà come una stagione di grande fatica. La popolarità non garantisce continuità e il mestiere dello spettacolo può cambiare direzione da un momento all'altro. 

Wilma De Angelis negli anni Ottanta, protagonista del programma di cucina su Telemontecarlo

Wilma De Angelis negli anni Ottanta, protagonista del programma di cucina su Telemontecarlo

Gli anni Settanta 

Wilma, però, non si ritira. Nel 1966 incide "Io so già che tornerai" per la Starlet e pubblica l'album "Bailar - 12 successi latino-americani". Nel 1970 torna al Festival di Napoli con "'O cavalluccio russo russo" e registra altri brani. Nel 1976 incide "La donna che ti vuole bene" e "Tua". Sono tentativi di mantenere vivo il rapporto con la musica, mentre il panorama della canzone italiana si trasforma. La prima vita professionale sembra arrivata al capolinea. 

Wilma De Angelis e Betty Curtis negli anni Sessanta

Wilma De Angelis e Betty Curtis negli anni Sessanta

L’intuizione di Paolo Limiti 

Ma la storia di Wilma è appena a metà. La svolta arriva alla fine degli anni Settanta, grazie a Paolo Limiti. Autore e uomo di televisione, Limiti intuisce che la cucina può diventare un appuntamento quotidiano capace di intrattenere e fidelizzare il pubblico. Nel 1979, quando lavora a Telemontecarlo, propone a Wilma di condurre un programma dedicato alle ricette. L'idea, oggi quasi scontata, è allora innovativa. La cucina non è ancora diventata il territorio di gare, chef-star, giudici severi e competizioni televisive. L'ipotesi è più semplice: preparare un piatto davanti alle  telecamere, spiegare come si fa e accompagnare chi guarda in un gesto familiare. Wilma accetta. In seguito racconterà di aver ricevuto la proposta attraverso un messaggio sulla segreteria telefonica. Con Limiti realizza una puntata sperimentale, il cosiddetto numero zero, da presentare agli sponsor.  

Da sinistra, Wilma De Angelis, Carla Boni, Nilla Pizzi e Giorgio Consolini

Da sinistra, Wilma De Angelis, Carla Boni, Nilla Pizzi e Giorgio Consolini

Il debutto con Telemenù 

La risposta è sorprendentemente favorevole: arrivano finanziamenti per due anni e si forma una lista d'attesa di inserzionisti. Nasce così "Telemenù". La formula è elementare: una ricetta, gli ingredienti, i passaggi della preparazione e una conduttrice che parla al pubblico con naturalezza. Wilma non proviene dal mondo della cucina professionale. La sua forza è un'altra: sa mettere a proprio agio chi guarda, non assume il tono dell'esperta irraggiungibile, non trasforma il piatto in una prova di abilità. Il suo modo di spiegare è confidenziale, quotidiano, privo di solennità. "Telemenù" diventa un appuntamento duraturo. Nel tempo cambia nome, si trasforma in "Sale, pepe e fantasia" e passa attraverso diversi contenitori televisivi, ma conserva la propria identità. 

Un successo lungo vent’anni 

La rubrica prosegue per quasi vent'anni, arrivando alla metà degli anni Novanta e trovando spazio anche nel salotto di "Tappeto volante", il programma di Luciano Rispoli. Wilma diventa così una pioniera della cucina televisiva italiana. Molto prima che i programmi gastronomici si moltiplichino, capisce che il cibo non è soltanto un argomento pratico: è un linguaggio domestico, un modo per raccontare abitudini, ricordi e relazioni. La ricetta è importante, ma conta altrettanto la persona che la propone.