Ci provano ancora. Dopo Danilo Petrucci è la volta di Remy Gardner, lanciato nell’inferno Red Bull Romaniacs - News - Moto.it
Dopo la leggenda di Danilo Petrucci, primo pilota al mondo a vincere sulla pista e una tappa della Dakar, il fascino dell’enduro estremo intrappola un altro specialista della pista, Remy Gardner, Campione del Mondo Moto2 e pilota ufficiale Yamaha Superbike
6 agosto 2026
Sibiu, Romania, 1 Agosto. Alle spelle dei miti del Fuoristrada non solo pubblico in delirio e amatori che raccolgono la sfida. Ci sono anche altri specialisti, campioni e leggende di altre discipline che subiscono il fascino dell’avventura della Dakar, per esempio, o del supplizio della mulattiera. Uno dei nostri miti assoluti è Danilo Petrucci che, nel 2021, “licenziato” da KTM si vide offrire una speciale liquidazione: la partecipazione alla Dakar da Pilota ufficiale. Sapevano, a Mattighofen, che Petrux è un appassionato vero, e che la carta stesa sul tavolo, quindi, era vincente. Danilo non è pesce che si fa prendere all’amo, sa stare al mondo, sa come stanno le cose e sa gestire la sua vita. Però quel regalo aveva un fascino particolare, e lo accettò di buon grado. L’amore per la moto, per il fuoristrada e per la Dakar si condensarono in una partecipazione che potremmo definire a sua volta leggendaria: Petrucci fini la sia prima Dakar e, non solo, si permise il lusso di vincere la quinta tappa, diventando così il primo pilota al mondo a vincere una gara in MotoGP e una tappa della Dakar. Fantastico.
Allora, Dakar abbiamo visto di tutto e di più. Principi e principesse, cantanti e attori, velisti e giocatori di rugby, calciatori, allenatori e piloti di Formula 1. il femomeno si estende anche alle altre discipline del motorsport. Raramente nel cross, meno di rado nell’enduro. A saltare oltre un triplo ci si deve pensare bene prima, su una ripida mulattiera di sassi son buoni tutti… a fermarsi per tempo. E così, ancora per estensione, l’estremo, disciplina che distilla il meglio dell’Enduro e aggiunge qualcos’altro, che non è solo scenografia, richiama spesso pro e campioni “cugini” di altri rami dell’immenso, affascinante Lago dell’Enduro. Anche Red Bull Romaniacs, quello che a buona ragione (e giocando un pizzico sulla formula) è definito come il Rally Enduro più duro del mondo, cioè il girone infernale massimo, esercita il suo fascino a attira i funambili del trial, dell’enduro, del trial e di tutti insieme, e chiama all’appello tale Remy Gardner, campione della velocità su pista.
Agosto, pausa estiva del Mondiale Superbike 2026. Remy Gardner, cui le cose stanno andando nel riflesso della scarsa incisività dei tre diapason sull’asfalto, 45 punti soltanto in otto delle 12 gare previste e una posizine da camion scopa, si concede un extra. Cambio di Yamaha, dalle slick alle artigliate, e ecco il campione della Superbike che si schiera al via dell’inferno rumeno dell’Enduro. Categoria Silver, d’accordo, la sotto le ruote le difficoltà non cambiano.
Se non altro il ventottenne australiano avrà scoperto un buon modo per mantenersi in forma nelle settimane senza gare. Gardner ha iniziato con l’enduro, ha conosciuto l’hard enduro, e così il campione del mondo Moto2 si è spinto fino all'evento più duro di questo segmento: il Red Bull Romaniacs! Cinque giorni fino ai propri limiti e oltre. Remy vuole il traguardo finale. Lo ottiene scavalcando tutti gli ostacoli e terminando al 34° posto. Vabbè, con un distacco di 7 ore e 32 minuti, ma non è certo questo il punto!
Remy Gardner. «Quando al primo punto di assistenza pensavo che la giornata fosse quasi finita, mi mancavano ancora quattro ore all'arrivo, ma sono stati quattro giorni di duro enduro in montagna fantastici. È roba davvero hardcore, oltre 27 ore di gara effettivi».
L'edizione di quest'anno del Red Bull Romaniacs — la 23ª della sua storia — è stata vinta per la settima volta da Manuel Lettenbichler. Il pilota KTM ha conquistato tre delle quattro tappe fuoristrada giornaliere, aggiudicandosi la vittoria con oltre un'ora di vantaggio.
© Immagini Red Bull Content Pool