Christa Pike, l'orrore dell'esecuzione (fallita): «Sette aghi e vesciche sulla pelle, lei urlava 'mi scoppia il braccio'»

Gli avvocati di Christa Pike, la donna che mercoledì scorso è sopravvissuta a due dosi leatli di pentobarbital nella camera della morte in Tennessee, si sono presentati davanti al giudice per chiedere che venga ordinato di conservare le prove dell'esecuzione fallita. L'udienza arriva dopo che ieri è stato reso noto che Pike, dopo essere rimasta per giorni incosciente, attaccata ad un ventilatore, ora è cosciente e parla.

Christa Pike, i dettagli choc

Secondo i legali della donna, che ha 50 anni ed è stata condannata a morte per un delitto commesso quando ne aveva appena 18, il team della camera della morte non è riuscito ad inserire l'ago in vena per iniettare il cocktail letale che quindi è entrato nel corpo della condannata e non nel suo sangue. I legali hanno dato anche dettagli sconcertanti dell'esecuzione, durante la quale sono stati inseriti nel braccio della condannata, legata sul lettino, «almeno sette aghi». «Un ago si era piegato a novanta gradi quando è stato rimosso», si legge nella mozione di urgenza depositata per imporre alle autorità carcerarie di consegnare la prove.

Durante questi tentativi, che sono durati un'ora, Pike ha anche collaborato persino dicendo dove inserire l'ago per trovare la vena, hanno detto ancora gli avvocati che ricordano come prima dell'esecuzione avessero avvisato il team della camera della morte che la donna aveva vene difficili da trovare. Quando finalmente l'esecuzione è stata bloccata, dopo che i testimoni hanno visto Pike agitarsi, lamentarsi e infine crollare in uno stato di incoscienza, i medici dell'ospedale di Nashville dove è stata trasferita hanno trovato le braccia di Pike «ustionate, gonfie e con vesciche». Nella mozione i legali ricordano che il Pentobarbital «provoca ustioni al contatto con la pelle, tessuti e vene». I testimoni hanno raccontato di aver sentito Pike gridare «mi sembra che mi stia scoppiando il braccio».

Lei non può contattare legali

«Sulla base delle nostre informazioni, lo staff medico ha chiesto che fossero tolte le manette che legano la paziente al letto e le autorità carcerarie del Tennessee hanno respinto la richiesta», ha detto uno dei legali. Secondo l'avvocato Luke Ihnen, le autorità carcerarie del Tennessee «continuano a creare ostacoli, non solo per lo staff dell'ospedale, ma anche per noi legali, che chiediamo di poter avere accesso continuo e libero alla signora Pike», la quale in questo momento non ha modo di contattare i suoi avvocati. Inoltre viene chiesto al giudice di ordinare che qualsiasi trasferimento di Pike dall'ospedale dove ora è ricoverato venga notificato in anticipo


Ultimo aggiornamento: mercoledì 7 ottobre 2026, 19:27

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