Chi era Mity Simonetto, la donna che riuscì a trasformare l’immagine di Silvio Berlusconi

"Ero l’unica donna che partecipava alle riunioni del venerdì ad Arcore ed ero la sola a cui dava del lei. A volte mi chiamava signora". Così, in una delle rarissime dichiarazioni pubbliche, si raccontava Matilde "Mity" Simonetto, scomparsa il 6 luglio a 77 anni, uno dei volti più discreti ma più presenti nella lunga stagione politica e mediatica di Silvio Berlusconi.

Per oltre quindici anni è stata una figura di assoluta fiducia, tanto da essere ribattezzata "consulente ombra", accanto al Cavaliere, seguendone e influenzandone da vicino immagine pubblica, apparizioni e comunicazione. Dal 1994 al 2010 ha lavorato al suo fianco senza quasi mai comparire in pubblico, contribuendo in modo decisivo a costruire lo stile con cui Berlusconi si è presentato agli italiani nel corso della sua carriera politica.

Un compito di custodia attiva che lei svolse a lungo con entusiastica dedizione e affidabile cortesia, sempre di buonumore, come era nei codici e nella prassi nel rinomato staff del Cavaliere. Mity, il cui vezzeggiativo deriva, pare, dai genitori veneti che sempre si appellavano l’un l’altro “mi” e “ti”, donde Mi-ti, poi Mity, dopo il liceo linguistico, ottenne un diploma da figurinista e iniziò a lavorare come indossatrice in Giappone. Poi passò ad occuparsi di sfilate e di pubbliche relazioni nel mondo della moda.

La carriera di Mity Simonetto

Mondo, quello del fashion, che amò ma che abbandonò per poteri occupare dell'immagine dell'alloro austro nascente della politica Silvio Berlusconi. Il passaggio alla televisione è arrivato con l’incarico di addetta stampa a Canale 5, esperienza che le ha aperto le porte dell’entourage di Berlusconi. Lei stessa ha raccontato che è bastato "un colloquio di dieci minuti con il dottore" per far partire una collaborazione durata più di dieci anni.

"Ti guardava fisso- disse ad Oggi - per capire se avevi le bollicine. Ti scandagliava l'aura e l'anima, capiva subito se valevi o se eri un cretino. Anche se io gli ho visto tirare fuori del sale anche da dei cretini monumentali. Comunque, l'esame durò dieci minuti. Mi chiese due o tre cose e poi mi disse: 'Le va bene se cominciamo domani?'. Avevo un buon curriculum, sapevo tre lingue ed ero in Fininvest dal 1982, ma fuori c'erano tante altre candidate".

La leggenda aziendale dice che si affermò nel cerchio magico dell'ex premier per la garbata decisione e la disponibilità economica con cui negoziava, acquistava e rastrellava tutte le foto in cui Berlusconi non era “venuto bene”. Insomma, a Simonetto toccava il compito di togliere dalla circolazione pance prominenti, riporti al vento, palpebre rilassate, tracce di sudore, inquadrature che ritraevano il leader o troppo basso o con le gambe un po' storte (e, si dice, proprio su quest'ultimo difettuccio s’innescò una interminabile trattativa a proposito di un libro fotografico della Camera dei Deputati).

Assistente alla regia e addetta alla supervisione del celebre video della discesa in campo nel finto studio di Macherio, al Quirinale comparve nella primavera del 1994 come depositaria di un elegante beauty-case con pennelletti, trucchi, cerone e tamponi per le riprese televisive del premier. Nel 2001 Simonetto curò la cospicua iconografia (250 foto di B. in 130 pagine) di quell’almanacco, Una storia italiana, che inviato per posta a milioni di elettori ripristinava l’antico genere dell’agiografia adeguandolo alla civiltà post-moderna della leadership iper-visibile e dell’intrattenimento. Negli anni trascorsi accanto a lui, Simonetto ha seguito ogni uscita pubblica, evento e campagna elettorale, occupandosi dell’immagine del leader di Forza Italia.

L'omaggio a Berlusconi il giorno della sua morte

In un’intervista al Quotidiano Nazionale aveva ricordato con orgoglio quel rapporto di lavoro molto stretto. Anche dopo la fine della collaborazione, il legame con Berlusconi non si è mai interrotto davvero. Il 12 giugno 2023, giorno della sua morte, Simonetto gli ha dedicato un messaggio sui social che ha colpito molti sostenitori: "Caro Dottore, la tristezza come l’amore è un sentimento che non si può descrivere. Io continuerò a curare la sua immagine per tutta la vita". Nel tempo, il suo nome è stato anche associato alla leggenda della “calza sulla telecamera”, la presunta idea di velare l’obiettivo durante il celebre annuncio della discesa in campo del 1994 per attenuare le rughe del volto di Berlusconi. Una versione che lei ha sempre smentito, definendola una semplice leggenda metropolitana.

Ma perché Simonetto lasciò l'incarico che tanto aveva amato e al quale tanta dedizione aveva dedicato?

Ma perché Simonetto lasciò l'incarico che tanto aveva amato e al quale tanta dedizione aveva dedicato? Perché, pare, non resse il tracollo diciamo "morale" del periodo delle cosiddette "cene eleganti", altrimenti dette Bunga Bunga. Già la scelta della bandana (tornata, per altro, di gran moda) piacque poco a Simonetto, immaginiamo la sua pena dinanzi alle immagini dei party a villa Certosa, alle paparazzate sui convogli di Lele Mora ad Arcore per finire, al Ruby Gate, eccetera. Tanti anni di lavoro meticoloso andati in fumo in uno schiocco di dita.

E Mity, nel 2010, dolorosamente si chiamò fuori dal cerchio magico. Dopo aver lasciato l’entourage del Cavaliere, ha continuato a lavorare come consulente freelance nel campo dell’immagine e della comunicazione. Sempre molto riservata sulla vita privata, non ha mai rivelato dettagli sulla famiglia, su un eventuale matrimonio, sui figli o sulla città in cui viveva. Tra le sue passioni c’era il cinema, al quale dedicava moltissimo tempo. In una delle rare interviste aveva raccontato con ironia di arrivare a vedere "anche dodici film al giorno col velocino". La notizia della sua scomparsa ha subito suscitato profondo cordoglio nel capoluogo lombardo, l'ambiente in cui Simonetto ha tessuto gran parte della sua rete professionale, accompagnando il Cavaliere nelle sue storiche tappe lavorative e istituzionali. L'ultimo saluto alla storica manager della comunicazione si terrà mercoledì 8 luglio alle 15, presso la chiesa di San Camillo a Milano, dove amici, colleghi e cittadini potranno renderle l'estremo omaggio.