Chi è Paolo Strippoli, il regista pugliese candidato all'Oscar. "Ho visto tante chiamate, pensavo fosse successo qualcosa..."

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mercoledì 23 settembre 2026, 18:38
L’Italia ha scelto il suo candidato per la 99ª edizione degli Academy Awards: a correre per la statuetta al Miglior film internazionale sarà L'estranea, diretto dal trentatreenne Paolo Strippoli. In streaming da Los Angeles, il regista ha commentato a caldo la notizia con un misto di sollievo e stupore: quando «ho visto tante chiamate sul telefono pensavo fosse successo qualcosa di grave, che fosse morto qualcuno ... invece fortunatamente era per qualcosa di bello».
Classe 1993, di Corato (Bari), laureato in Arti e Scienze dello Spettacolo alla Sapienza di Roma e diplomato al Centro Sperimentale, Strippoli è stato in passato assistente alla regia di Gianni Amelio, ha vinto il premio Solinas e ha già firmato altri tre titoli: A Classic Horror Story (codiretto con Roberto De Feo), Piove e La Valle dei sorrisi. Incursioni nell'horror e nel thriller che gli hanno aperto subito le porte dei circuiti internazionali.
L'estranea, favola nera interpretata da Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi, arriva a questo traguardo dopo il concorso a Venezia, il secondo posto al Midnight Madness di Toronto e in vista dell'uscita nelle sale l'8 ottobre con 01 Distribution. Ha superato una lista di 21 titoli forti, tra cui le opere di Nanni Moretti, Gabriele Muccino, Riccardo Milani, Marco Bechis e Monica Guerritore: «Ci sono in quella lista tanti colleghi che stimo tantissimo - dice -. Sono felice sia stato selezionato L'Estranea, però sono anche consapevole che c'erano dei film molto validi e che ho apprezzato tanto».
La sua designazione segna una doppia rottura: anagrafica e di genere. A 33 anni, solo Marco Bellocchio nel 1967 (con La Cina è vicina, a 27 anni) è stato più giovane di lui a rappresentare l'Italia. «E' un segnale enorme, fortissimo, anche perché è un film di genere, e penso che siano tantissimi anni che non viene proposto qualcosa che gioca con il thriller, con l'horror.
Un altro aspetto che rende questa scelta molto inaspettata e molto coraggiosa». Il fatto «che io abbia 33 anni - aggiunge - è il segnale di fiducia nei confronti di questo film e quindi anche nei miei confronti e questo mi commuove». Una svolta che «spero non sia un unicum, ma venga raccolto anche dai decision maker della nostra industria cinematografica. Abbiamo sempre questa concezione che sia piccola, invece siamo molto grandi e dimostriamo una varietà che poi appena esci dai nostri confini ci riconoscono. Questo non è un segnale che porta i trentenni davanti ai grandi maestri, ai registi che hanno un'esperienza maggiore, ma li fa coesistere».
All'estero «c'è un grande amore per il nostro cinema, anche per quello contemporaneo» sottolinea Strippoli, citando l'interesse americano per registe come Carolina Cavalli e Laura Samani o autori come Gabriele Mainetti: «La luce su di loro da parte degli studios, dei produttori, è super accesa». Per lui, il cinema d'autore contemporaneo è proprio «il cinema di generi, ibrido, un incontro scontro di diverse culture e elementi», pur mantenendo un'anima «profondamente italiana».
Il film, nato «da una troupe di ragazzi, che mi accompagna dall'inizio. Con loro ho fatto la scuola di cinema e il mio sceneggiatore (Salvatore De Chirico, ndr) è mio amico dai tempi dell'infanzia», è prodotto da Propaganda Italia con Rai Cinema e Dinamo Film, e coprodotto da Kazak Productions e Tarantula Film. Ora comincia la partita della campagna promozionale negli Stati Uniti. Come sintetizza Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema: «Si sta ragionando in modo molto concreto con dei distributori di un certo peso. La campagna Oscar senza un distributore che crede fortemente in America nel film è, non dico Mission Impossible, ma quasi. Qui, a mio avviso, se andranno in porto determinati ragionamenti, secondo me siamo un passo avanti».
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