Chi è Emanuele Bruno, il judoka che ha vinto Physical Italia su Netflix

Finalmente la prima edizione di Physical Italia: da 100 a 1 ha incoronato il suo trionfatore assoluto. A spuntarla sui cento protagonisti e portare a casa il ricco montepremi da 100mila euro è stato Emanuele Bruno, judoka romano classe 1992, che ha sbaragliato la concorrenza con una mix perfetto di tecnica marziale e resistenza d'acciaio.


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Dalle medaglie sul tatami ai record mondiali: la scalata sportiva di Emanuele Bruno

Nato a Roma il 10 dicembre 1992, Emanuele Bruno è un figlio d'arte. Il legame con il tatami scorre nel suo sangue: la madre Sabrina Giungi è stata campionessa tricolore, mentre la zia Alessandra Giungi ha scritto pagine leggendarie del judo italiano vincendo un titolo mondiale e sfiorando il podio olimpico. Salito sulla materassina per la prima volta ad appena cinque anni, Bruno ha trasformato la passione di famiglia in una carriera agonistica di altissimo livello.

I successi arrivano fin da giovanissimo: nel 2010 vince il titolo nazionale nella categoria juniores e l'anno seguente si ripete nella classe under 23, traguardo che gli spalanca le porte del prestigioso gruppo sportivo delle Fiamme Gialle. Negli anni successivi colleziona medaglie nei campionati italiani assoluti, confrontandosi e battendo mostri sacri della disciplina come l'olimpionico Elio Verde, per poi conquistare un argento europeo under 23 a Samokov, in Bulgaria.

Tra i suoi premi ricordiamo tre medaglie in Coppa del Mondo, un podio nella tappa Open di Praga nel 2018 e un prestigioso argento ai World Police Games di Milano nel 2019, oltre alla partecipazione ai primi Giochi Europei di Baku. Quando toglie il judogi da gara, Emanuele mette la propria esperienza a disposizione delle nuove generazioni: insieme al fratello e alla madre allena i giovani talenti nel Nippon Club Pomezia, la palestra di casa.

Il suo controllo motorio e la rapidità esecutiva lo hanno portato anche nel Guinness dei Primati attraverso Lo Show dei Record su Canale 5. Nel 2024 ha stabilito il record mondiale completando ben 54 proiezioni in un solo minuto. Dodici mesi più tardi è tornato nello studio tv per siglare un secondo primato imbattibile, mandando a segno 22 esecuzioni volanti di leva al braccio in sessanta secondi.

L'avventura a Physical Italia e non solo: Emanuele Bruno oltre l'agonismo

La versatilità atletica di Emanuele Bruno ha trovato la consacrazione televisiva definitiva nel format Netflix ispirato ai grandi show di sopravvivenza fisica. Entrato nell'arena torinese insieme a cento specialisti di ogni disciplina - dai campioni olimpici come Jury Chechi, Tania Cagnotto e Federica Pellegrini fino a volti dello spettacolo come Elisabetta Canalis e Luis Sal -, Bruno ha superato una prova estenuante dopo l'altra.

Nella finalissima a sei, il judoka ha dovuto vedersela con rivali durissimi, tra cui il collega Manuel Lombardo, il surfista Edoardo Papa, il pompiere Tommaso Nisi, il modello e dj Giulio Domi e il calciatore Matteo Sartori, riuscendo a imporsi grazie all'abitudine allo scontro corpo a corpo e alla gestione dello stress sotto sforzo prolungato.

Non si tratta, però, della sua prima esperienza davanti alle telecamere: nel 2016 era già stato protagonista su Rai 4 del docu-reality Un weekend con il nonno, accanto all'amata nonna Lina.

Dal 2023 scende in campo con la Nazionale Italiana Calcio Olimpionici e Campioni (N.I.C.O.) per raccogliere fondi a favore di persone in difficoltà, oltre ad aver prestato il proprio volto alla campagna ministeriale per la donazione del sangue e i corretti stili di vita.

Insieme al campione di karate Stefano Maniscalco ha inoltre fondato JK Self-Defense, un innovativo programma di difesa personale femminile patrocinato da ACSI che fonde le leve del judo con le percussioni del karate, focalizzandosi su prevenzione, autocontrollo e gestione della paura, radunando centinaia di donne nei seminari in tutta Italia.