Chi è Carolina Cavalli, la regista a Venezia 2026 come presidente della giuria Opera Prima
- Nome completo: Carolina Cavalli
- Data di nascita:
- Luogo di nascita: Milano
- Segno zodiacale:
- Professione: Regista, sceneggiatrice e scrittrice
- Profilo Instagram: @bluemermaidmilk
- Perché è famosa: È la regista e sceneggiatrice del film Amanda (2022) e di Il rapimento di Arabella (2025), oltre che co-sceneggiatrice di Fremont (2023). Nel 2026 presiede la giuria Venezia Opera Prima "Luigi De Laurentiis" alla Biennale di Venezia.
Milanese di nascita e cineasta di formazione internazionale, Carolina Cavalli è oggi una delle firme più riconoscibili del nuovo cinema d'autore italiano.
Il suo nome torna con forza al centro dell'attualità nell'estate 2026: la Biennale di Venezia l'ha infatti scelta per presiedere la giuria del premio Venezia Opera Prima "Luigi De Laurentiis", un riconoscimento che consacra ufficialmente il suo percorso da autrice esordiente a punto di riferimento del settore.
- Carolina Cavalli alla Festa del Cinema di Roma con il film Fremont
- Da Moretti a Brad Pitt, la Mostra del Cinema di Venezia 2026 prende forma: tutte le star e i film del Lido
- Il rapimento di Arabella e il filo che lega Benedetta Porcaroli alla regista Carolina Cavalli
Chi è Carolina Cavalli
Regista, sceneggiatrice e scrittrice, Carolina Cavalli si è imposta all'attenzione della critica internazionale con uno stile immediatamente riconoscibile: personaggi femminili disfunzionali, ambientazioni sospese e straniate, un umorismo venato di malinconia che richiama, secondo diversi osservatori, la lezione di autori come Wes Anderson o Yorgos Lanthimos, pur restando saldamente originale. La sua cifra autoriale si muove tra grande schermo, televisione e narrativa, componendo un profilo artistico versatile e coerente.
Carolina Cavalli alla cerimonia di apertura della quarta edizione del Festival Internazionale del Cinema di Biarritz “Nouvelles Vagues” (23 giugno 2026).
Gli inizi
Cresciuta a Milano, Cavalli si avvicina al linguaggio del cinema studiando le tecniche della regia e della scrittura per immagini, per poi affinare sul campo un metodo in gran parte autodidatta, nutrito da una forte esposizione alla narrativa audiovisiva internazionale. I primi passi nel settore risalgono al 2016, quando inizia a lavorare come sceneggiatrice, un percorso che la porta rapidamente a distinguersi per l'originalità della sua voce.
Il primo vero salto di qualità arriva nel 2020, quando crea, firma e co-dirige la miniserie Mi hanno sputato nel milkshake, nata come progetto vincitore del Premio Solinas Experimenta Serie: una storia di paranoie generazionali raccontata con l'ironia surreale che diventerà la sua firma stilistica.
Carolina Cavalli all’Hotel Excelsior durante l’82ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia (27 agosto 2025)
La carriera
Il 2021 segna un altro passaggio importante: Cavalli entra nello staff di sceneggiatura della serie Zero, prodotta per Netflix. Ma è con il suo esordio alla regia che Carolina Cavalli conquista davvero la scena internazionale: Amanda (2022), presentato in anteprima alla 79ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e al Toronto International Film Festival, racconta la storia di una ventenne sola e disadattata alla ricerca disperata di un'amicizia. Il film, interpretato da Benedetta Porcaroli, ottiene tre candidature ai David di Donatello — tra cui quella per il Miglior Debutto alla Regia — e due nomination ai Nastri d'Argento, oltre a una distribuzione internazionale rara per un'opera prima italiana.
Parallelamente, Carolina Cavalli sceneggiatrice firma insieme al regista iraniano Babak Jalali la sceneggiatura di Fremont (2023), presentato al Sundance Film Festival e al SXSW: un lavoro che le vale, nel 2024, il premio John Cassavetes agli Independent Spirit Awards e una candidatura ai British Independent Film Awards.
Nel 2025 torna dietro la macchina da presa con Il rapimento di Arabella, il suo secondo lungometraggio, presentato in anteprima mondiale nella sezione Orizzonti dell'82ª Mostra di Venezia. Nel cast, di nuovo Benedetta Porcaroli, affiancata da Chris Pine, Eva Robin's, Lucrezia Guglielmino e Marco Bonadei. La storia segue una giovane donna convinta di aver ritrovato se stessa bambina in una bimba realmente incontrata: un'ulteriore variazione sui temi dell'identità e dell'alienazione cari alla regista.
Non solo cinema: nel 2022 Cavalli ha debuttato anche in narrativa con il romanzo Metropolitania, pubblicato da Fandango Libri, confermando la sua versatilità di scrittrice oltre che di regista.
Carolina Cavalli sul red carpet de Il rapimento di Arabella all’82ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia (28 agosto 2025)
Perché si parla di lei oggi
Il 2026 porta con sé il riconoscimento più significativo della carriera di Cavalli fino a questo momento. La Biennale di Venezia ha ufficializzato la composizione delle giurie della 83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica (2-12 settembre 2026), diretta da Alberto Barbera: Carolina Cavalli è stata scelta per presiedere la giuria internazionale del premio Venezia Opera Prima "Luigi De Laurentiis", affiancata dal regista britannico-nigeriano Akinola Davies Jr. e dal produttore statunitense Ted Hope.
Un ruolo che la porta, per la terza volta consecutiva, sul red carpet del Lido, questa volta non più solo come autrice in gara ma come giudice chiamata a selezionare le opere prime più promettenti del panorama internazionale.
Vita privata
Cavalli mantiene un profilo estremamente riservato per quanto riguarda la propria sfera personale, preferendo lasciare che siano i suoi film a parlare per lei. Nelle interviste concesse nel corso degli anni, l'autrice ha raccontato soprattutto il proprio rapporto con il mestiere e con l'Italia come set narrativo, evitando di condividere dettagli sulla vita privata.
Stile e immagine pubblica
Sul red carpet, come nei suoi film, Carolina Cavalli predilige un'estetica sobria e personale, lontana dagli eccessi patinati dello star system tradizionale. La sua identità visiva pubblica sembra rispecchiare quella delle sue opere: un gusto per il dettaglio insolito, una certa ironia nella scelta degli abiti, mai calcolata per stupire ma coerente con il profilo di autrice indipendente e riflessiva che ha costruito nel tempo, film dopo film.
Social
La presenza online di Cavalli è discreta e coerente con il suo profilo di autrice più interessata al lavoro che all'esposizione mediatica. Sui social la regista condivide raramente contenuti personali, preferendo lasciare spazio alla promozione dei propri progetti cinematografici e letterari.
Curiosità
- Il suo film d'esordio, Amanda, è stato girato in Piemonte, una scelta di ambientazione che la regista ha spiegato con la volontà di raccontare un'Italia meno rappresentata al cinema, sospesa nel tempo e nello spazio.
- Prima di dedicarsi interamente alla regia, Cavalli ha diretto diversi cortometraggi indipendenti, terreno di allenamento per lo stile che l'avrebbe resa riconoscibile.
- Con Il rapimento di Arabella è tornata a lavorare per la seconda volta con Benedetta Porcaroli, già protagonista di Amanda: un sodalizio artistico che si conferma centrale nel suo cinema.
- Nel 2026 è l'unica regista italiana a presiedere una giuria internazionale alla Mostra di Venezia, incarico che condivide idealmente con la giuria Orizzonti guidata dalla regista, attrice e sceneggiatrice francese Valérie Donzelli.


