Chi compra online dall’estero deve pagare l’IVA in Italia?

Quasi sempre si paga l’IVA per e-commerce con l’estero, ma spesso senza accorgersene: l’IVA è già inclusa nel prezzo. Per acquisti extra-UE oltre 150 euro arriva con dazi e spese doganali alla consegna. Per i servizi digitali la paga il fornitore. Guida pratica per privati e partite IVA.

Compri un paio di scarpe da un sito tedesco. Ordini un libro elettronico da una piattaforma americana. Acquisti elettronica da AliExpress. In tutti e tre i casi ti chiedi: devo pagare l’IVA in Italia? E se sì, quando e come?

La risposta alla domanda su se chi compra online dall’estero debba pagare l’IVA è quasi sempre sì — ma il modo in cui si paga cambia radicalmente a seconda di dove si trova il venditore, di cosa si compra e di chi è il compratore. In molti casi l’IVA è già inclusa nel prezzo senza che il consumatore se ne accorga. In altri arriva alla consegna, accompagnata da dazi e spese doganali.

Indice

  • Comprare da un venditore europeo: privato consumatore
  • Comprare da un venditore europeo: partita IVA italiana
  • Comprare da un venditore extra-UE beni fino a 150 euro
  • Comprare da un venditore extra-UE beni oltre 150 euro
  • Il ruolo dei marketplace: Amazon, AliExpress e simili
  • I servizi digitali: abbonamenti, download, piattaforme online
  • Quando un pacchetto misto complica le cose

Comprare da un venditore europeo: privato consumatore

Quando un privato italiano acquista beni fisici spediti da un altro Paese dell’Unione Europea, si applicano le regole sulle vendite a distanza B2C nell’UE.

La soglia decisiva è 10.000 euro annui di vendite complessive verso privati UE. Finché il venditore non supera questa soglia, può applicare l’IVA del proprio Paese — e il consumatore italiano paga l’aliquota, ad esempio, tedesca o francese. Una volta superata la soglia, scatta l’obbligo di applicare l’IVA del Paese del consumatore: il venditore tedesco che vende a un italiano deve applicare l’IVA italiana del 22%, o dell’aliquota ridotta pertinente.

Per farlo senza aprire una partita IVA in ogni Stato UE dove vende, il venditore può aderire al regime OSS — One Stop Shop registrandosi in un solo Stato membro e dichiarando lì tutta l’IVA dovuta negli altri Paesi. Il risultato per il consumatore italiano è che l’IVA italiana è già inclusa nel prezzo mostrato sul sito, senza sorprese.

In ogni caso, sugli acquisti intracomunitari non ci sono dazi o spese doganali: i beni si muovono liberamente all’interno dell’UE.

Comprare da un venditore europeo: partita IVA italiana

Se il compratore è una partita IVA italiana che agisce nell’esercizio della propria attività, le regole delle vendite a distanza non si applicano. Si tratta di un acquisto intracomunitario B2B: l’acquirente italiano applica il reverse charge — autoliquida l’IVA in Italia senza pagarla al fornitore estero — e la dichiara nella propria dichiarazione IVA italiana.

Comprare da un venditore extra-UE beni fino a 150 euro

Per i beni spediti da Paesi fuori dall’Unione Europea — Cina, USA, Turchia, e così via — si tratta di un’importazione. Qui il valore della spedizione è discriminante.

Per beni con valore intrinseco non superiore a 150 euro — esclusi costi di trasporto e assicurazione — il venditore può applicare il regime IOSS — Import One Stop Shop: riscuote l’IVA italiana direttamente al momento dell’ordine, la dichiara e la versa mensilmente alle autorità fiscali. Se il venditore o il marketplace usa l’IOSS correttamente, il consumatore italiano paga l’IVA al checkout e alla consegna non trova nulla da pagare.

Se il venditore non usa l’IOSS, l’IVA all’importazione viene riscossa dal corriere o dall’ufficio postale alla consegna, attraverso un regime speciale gestito dall’Agenzia delle dogane. In questo caso il consumatore riceve il pacco con una richiesta di pagamento, spesso accompagnata da spese di sdoganamento praticate dal corriere.

Comprare da un venditore extra-UE beni oltre 150 euro

Sopra i 150 euro di valore intrinseco, l’IOSS non si applica. Si applicano le regole ordinarie di importazione: IVA e dazi doganali vengono calcolati e riscossi in dogana. In pratica il corriere anticipa queste somme e le riaddebita al destinatario al momento della consegna — o chiede il pagamento prima di consegnare il pacco.

I dazi variano a seconda della categoria merceologica del prodotto. L’IVA all’importazione si calcola sul valore del bene aumentato dei dazi e delle spese di trasporto. Il risultato finale può essere significativamente superiore al prezzo pagato online.

Il ruolo dei marketplace: Amazon, AliExpress e simili

Quando si acquista tramite un grande marketplace da un venditore extra-UE, la normativa UE prevede una finzione giuridica: per le vendite da soggetti extra-UE di beni importati con valore fino a 150 euro, il marketplace stesso è considerato il venditore ai fini IVA. L’operazione viene scomposta in due cessioni — dal venditore al marketplace, esente da IVA; dal marketplace al consumatore, imponibile — e il marketplace è responsabile della corretta applicazione e versamento dell’IVA.

Questo significa che quando si acquista da un venditore cinese su Amazon, è Amazon — non il venditore cinese — a gestire l’IVA italiana. Se il marketplace non adempie correttamente, ne risponde lui stesso nei confronti del fisco, non il consumatore.

I servizi digitali: abbonamenti, download, piattaforme online

Per i servizi digitali — abbonamenti a piattaforme streaming, download di contenuti, accesso a software, giochi online — la regola generale è che l’IVA è dovuta nel Paese del consumatore. Un privato italiano che acquista un abbonamento a Netflix USA o scarica un software da un sito americano deve pagare l’IVA italiana.

Il fornitore extra-UE è tenuto ad applicare l’IVA italiana, che può fare registrandosi al regime OSS in uno Stato UE oppure nominando un rappresentante fiscale in Italia. Per il consumatore l’IVA è già inclusa nel prezzo — non ci sono obblighi aggiuntivi per il privato.

Se invece il compratore è una partita IVA italiana che acquista servizi digitali da un fornitore estero, si applica il reverse charge: è il compratore italiano ad autoliquidare l’IVA in Italia.

Quando un pacchetto misto complica le cose

Se l’acquisto comprende elementi diversi — un e-book, una sessione di consulenza telefonica e l’accesso a un gruppo online — occorre capire se si tratta di un’unica prestazione o di più prestazioni autonome. Se prevale il download di contenuti digitali, l’intera prestazione segue le regole dei servizi digitali ed è rilevante in Italia. Se prevale l’elemento consulenziale, possono applicarsi regole di territorialità diverse. In caso di dubbio, il fisco guarda alla prevalenza economica della prestazione.