"Che destinazione avranno i terreni lasciati incolti?"

Serrato dibattito in Consiglio. Punti di contatto tra maggioranza e opposizione

L’ingresso del Policlinico

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Il futuro del Policlinico ha tenuto banco in Consiglio comunale fino a tarda sera. E tra critiche e distinguo, il confronto ha visto più punti di contatto che muri. Dal Pd, Federica Di Padova ha accolto il progetto con una condizione: "Se arriveranno centinaia di milioni di euro per la sanità modenese, sarà una straordinaria notizia". Purché siano risorse aggiuntive, che non tolgano nulla agli altri ospedali. E purché "il cuore del Policlinico rimanga dov’è, in via del Pozzo". Di Padova ha anche richiamato un’indagine del sindacato Anaao: quasi un medico modenese su due valuterebbe di trasferirsi in un’altra azienda.

Più netto il collega Francesco Antonio Fidanza: il Policlinico, ha detto, "è stato costruito sui bisogni di sessant’anni fa" e non può ospitare le tecnologie della medicina moderna. Per questo un grande polo accanto a Baggiovara è "l’opzione più logica e razionale", mentre via del Pozzo diventerebbe un grande ospedale di prossimità per la città, con pronto soccorso h24.

Piergiulio Giacobazzi di Pluralia ha ricordato che di nuovo, in fondo, c’è poco: "Sono anni che c’è qualcosa nell’aria". Già quando fu progettato Baggiovara, ha spiegato, si sapeva che prima o poi avrebbe assorbito il Policlinico. E ha posto una domanda precisa: che destinazione ha il terreno accanto all’ospedale, lasciato incolto da vent’anni? Senza contare il Piano attuativo locale, fermo da quindici anni.

Aperturista anche il leghista Giovanni Bertoldi. Il Policlinico, ha ricordato, fu inaugurato nel 1963 ed era "già vecchio quando è nato". Ma ha chiesto che la discussione avvenga "alla luce del sole e non nelle segrete stanze", con il coinvolgimento degli esperti e del Consiglio. "Dò la mia disponibilità a ragionare sulla sanità del futuro", ha detto.

Di tutt’altro avviso Fratelli d’Italia. Per la vicecapogruppo Elisa Rossini, che con Luca Negrini firma una nota durissima, "altro che rassicurazioni, si va verso una dismissione mascherata". L’alternativa proposta è ricostruire il Policlinico per fasi, trasferendo temporaneamente i reparti in una struttura nell’area dell’ex Aeronautica, in strada Minutara. Perché, è la sintesi, "ristrutturare non significa svuotare".

Infine Maria Grazia Modena, cardiologa e consigliera di Modena per Modena, che il progetto lo sposa "completamente". Il suo timore riguarda semmai i tempi: "Se fossimo negli Stati Uniti non avrei alcuna preoccupazione: in un anno o poco più ciò che si progetta si realizza". E al sindaco ha lanciato un’idea: fare di via del Pozzo un polo pubblico per gli anziani, con pochi letti e tanta attività ambulatoriale, perché "questa è la popolazione modenese".

p.t.

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