Che cosa dice la Carta di Reggio Children: “Ripudio della guerra e di ogni genocidio”
Reggio Emilia, 11 ottobre 2026 – Il ripudio della guerra, così come recita la Costituzione italiana e la condanna “di ogni forma di genocidio”, la difesa dei diritti umani, la costruzione di una cultura e di azioni di pace. Sono alcuni dei punti che Reggio Children, “in un tempo di guerre e di indifferenza”, ha voluto ribadire nella ‘Carta per una educazione democratica e partecipata’. Non vengono citate Gaza, né il governo di Benjamin Netanyahu, non sono menzionati i territori occupati né ci sono esplicite richieste di abiura. Soprattutto, non compare la frase citata da vari media internazionali di ispirazione ebraica: “Prendo le distanze dall’occupazione di Gaza e dalla violazione dei diritti dei bambini e degli esseri umani nei territori occupati e in ogni altra parte del mondo”. La frase da cui è partita la bufera di indignazione internazionale.
La Carta – frutto di oltre un anno di lavoro – lo scorso 6 ottobre è stata presentata alla Consulta delle scuole e dei nidi d’infanzia al centro internazionale Loris Malaguzzi, mentre davanti al cancello un centinaio di manifestanti gridava: “Fuori il sionismo dalle scuole”.
Un documento sollecitato dal basso, dopo che già un anno fa la visita della delegazione ebraica era stata rimandata per la delicata situazione geopolitica internazionale, che raccoglie i principi fondanti del Reggio Emilia Approach per essere proposta a chiunque entri in relazione con il sistema educativo reggiano: partner, gruppi di studio, scuole e singole persone.
“Vi chiediamo di difendere i diritti umani e la dignità della persona in Italia e nel mondo – si legge nel documento –. Sostenere una società aperta, democratica, pluralista, fondata sulla solidarietà e la convivenza delle differenze; riconoscere l’uguaglianza di ogni essere umano”.
I punti principali della Carta di Reggio Children
Tra i punti, “ripudiare ‘la guerra come strumento di offesa della libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali’”, “rigettare ogni forma di conflitto armato e di violenza. Condannare ogni forma di genocidio, crimine di diritto internazionale”. E ancora “condannare fermamente ogni forma di militarizzazione delle scuole, di ogni ordine e grado e in ogni Paese”, “educare alla nonviolenza, superando la cultura del ‘nemico’, per costruire, dall’aula scolastica al mondo, esperienze di convivenza pacifica tra diversi e una visione del conflitto come occasione di confronto e dialogo”.
L’impegno richiesto e “a fare delle nostre scuole luoghi di libertà di espressione e di incontro e ascolto delle differenze, nonché di pace, riconoscendo nella diversità e nella convivenza una ricchezza da valorizzare. Ci impegniamo a prendere le distanze dalla violazione dei diritti dei bambini e degli esseri umani in ogni territorio occupato in ogni parte del mondo”.
La citazione di Gaza
Ma, per alcuni membri della Consulta (genitori e insegnanti della rete di Reggio Children) la sola Carta non era sufficiente. Chiedevano – assieme alla Cgil – che dalla delegazione ebraica in arrivo pervenisse una presa di distanza formale, citando anche espressamente Gaza e i territori occupati. Di questo e del clima che si era instaurato in città prima del loro arrivo è stata resa partecipe anche la delegazione americana, attraverso interlocuzioni informali con Reggio Children; dialoghi che – stando alle ricostruzioni – sintetizzavano in alcuni messaggi le varie, insistenti e anche ripetute pressioni di citare espressamente Gaza. Ma Reggio Children, oggi lo ribadisce, si riconosce esclusivamente nei contenuti della Carta: l’unico documento ufficiale del sistema che, dicono, non contiene alcun riferimento a governi o Stati.

La sede dell'organizzazione Reggio Children
Il percorso della Carta e l’incontro del 22 ottobre
Reggio Children fa sapere che “giovedì 22 ottobre 2026 si terrà il primo di una serie di incontri pubblici dedicati alla democrazia e alla pace, con la partecipazione del Parents Circle - Families Forum, l'organizzazione che riunisce famiglie israeliane e palestinesi che hanno perso un familiare nel conflitto”.
Fondato nel 1995 da Yitzhak Frankenthal e da un gruppo di famiglie israeliane, il Parents Circle - spiega Reggio Children - riunisce oggi famiglie israeliane e palestinesi, ciascuna delle quali ha perso un familiare nel conflitto. “I suoi membri hanno scelto di trasformare il proprio dolore in un lavoro di dialogo e di riconciliazione, che portano nelle scuole, nelle comunità e negli incontri pubblici, in Israele, in Palestina e nel mondo. All'incontro ne seguiranno altri nei prossimi mesi”.
La Carta “nasce dal Regolamento delle Scuole e Nidi d'Infanzia del Comune di Reggio Emilia, che definisce l'educazione un “terreno di incontro dove si pratica la libertà, la democrazia, la solidarietà e si promuove il valore della pace”.
Ne riprende i fondamenti e li rende espliciti: la dignità di ogni persona, a partire dalle bambine e dai bambini; il contrasto a ogni discriminazione; il ripudio della guerra e la condanna di ogni genocidio; scuole che, in ogni Paese, restino fuori da ogni forma di militarizzazione; un'educazione alla nonviolenza capace di superare la cultura del nemico. Nessun governo e nessun Paese vi sono nominati: i principi valgono ovunque, e per chiunque".
Com’è nata la Carta di Reggio Children
“Il lavoro ha preso forma all’inizio del 2026 – continua la nota – per accompagnare la vita quotidiana delle scuole con un momento di riflessione comune sui propri principi. Successivamente, in un incontro che ha riunito l'Istituzione, Reggio Children, l'Amministrazione comunale, è maturata la decisione di dare a quei principi la forma di un testo scritto e a giugno è iniziata la stesura. Da quel momento il documento è cresciuto nel confronto. A giugno le sue intenzioni sono state presentate alla Consulta Infanzia Città, poi alle équipe pedagogiche; in estate le prime stesure sono state condivise con il network internazionale di Reggio Children, in incontri dedicati, ed è stato avviato parallelamente anche un confronto con i vari gruppi di studio internazionali e i suoi rappresentanti. A settembre il testo è stato discusso dalla commissione paritetica dell'Istituzione, alla presenza del personale e delle rappresentanze sindacali, dal gruppo della convenzione tra Istituzione e Reggio Children e dall'équipe allargata. A fine mese lo hanno letto e commentato i rappresentanti di tutti i nidi e le scuole dell'infanzia comunali, all'inizio di ottobre la segreteria dei Consigli Infanzia Città, che riunisce genitori e personale. Il 6 ottobre è approdato alla Consulta Infanzia Città, il luogo in cui si incontrano i Consigli di tutte le scuole e i nidi della città. Il percorso e il confronto non è finito, continua, perché la carta è aperta”.
Qual è l’idea di fondo della Carta
"Ma l'idea di fondo è ribadire a tutto il mondo che le scuole sono laboratori di pace, da cui partire per creare quella cultura del dialogo, del rispetto, dell'ascolto. Le relazioni di Reggio Children nel mondo sono fatte soprattutto di persone: insegnanti, educatrici ed educatori, pedagogisti, scuole, singoli individui che in molti Paesi lavorano con il Reggio Emilia Approach", prosegue la nota. “A tutti coloro che entreranno in relazione con il Sistema la Carta sarà illustrata e proposta, senza alcuna distinzione di provenienza, appartenenza o storia personale. I suoi principi restano fermi. Le parole con cui li esprime potranno precisarsi nel confronto con contesti, lingue e culture diverse”.