Champions League, arbitri contro la «sindrome della giraffa»

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Non solo sorteggi in quel di Montecarlo. Il grande appuntamento per stabilire gli accoppiamenti della prossima Champions League è servito anche per un punto con Roberto Rosetti, capo degli arbitri della UEFA, per capire in quale direzione andranno gli arbitraggi nella maggiore competizione continentale. E il messaggio che emerge, riportato dal Corriere della Sera, è abbastanza eloquente:

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BUDAPEST, HUNGARY - MAY 30: The UEFA Champions League trophy is displayed inside the stadium prior to the UEFA Champions League Final 2026 match between Paris Saint-Germain and Arsenal FC at Puskas Arena on May 30, 2026 in Budapest, Hungary. (Photo by Carl Recine/Getty Images)
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"Combattere la «sindrome della giraffa» è la missione di Roberto Rosetti, capo degli arbitri Uefa: «Appena c’è un caso dubbio, ricevo il video sul mio smartphone: se devo allungare il collo come una giraffa per vedere di cosa si tratta, allora non va bene. I casi da valutare alla Var devono essere evidenti e subito comprensibili, il gioco va velocizzato e vogliamo arbitri che decidono sul campo, più coraggiosi, che non aspettino per la seconda chance rappresentata dalla videoassistenza: dobbiamo fare un piccolo passo indietro e riportare l’arbitro al centro».

La squadra di fischietti internazionali può essere all’altezza di un compito reso più difficile dalla abitudine delle nuove generazioni all’utilizzo della tecnologia, quasi un vizio: questo «scarto» si percepisce di più nelle leghe nazionali, ma Rosetti evita di entrare nelle questioni locali, soprattutto se sono italiane, come il caso De Bruyne-Vazquez in Genoa-Napoli che ha sollevato i primi dubbi sulla nuova linea arbitrale, vista al Mondiale, supportata dall’Uefa e anche dal nuovo designatore di serie A Orsato.

Quella cioè di preservare il «football», inteso anche come gioco di contatto, e fischiare i falli «veri». La risposta di Rosetti non esclude che la spinta di Kdb fosse fallo: «Non rispondo sul singolo caso, ma in generale mi piace la linea che si è presa...».