Ceuta, la crisi continua: dopo le tensioni con la polizia, i migranti tornano verso le spiagge

Torna a salire l'allerta a Ceuta, exclave spagnola nel nord dell'Africa al confine con il Marocco, già al centro di una crisi internazionale nelle ultime settimane. L'operazione di trasferimento dei migranti dalle spiagge di Benítez ed El Trampolín verso il nuovo campo di accoglienza allestito nella zona del porto, iniziata nella mattinata di venerdì 18 settembre poco prima delle 7, ha infatti vissuto diversi momenti di tensione.

Tensioni con la polizia

 I migranti, organizzati in piccoli gruppi, si sono accalcati intorno alle unità antisommossa della polizia, provocando una calca nel tentativo di attraversare il percorso designato. Gli agenti, scrive El Pais, ha sparato in aria per disperdere la folla, poi è intervenuta con i manganelli contro diversi migranti che da quasi un'ora subivano la pressione delle centinaia di persone alle loro spalle. La situazione, dopo qualche momento, è ripreso senza particolari preoccupazioni.

A migliaia sulle spiagge

 L'operazione, secondo le autorità spagnole, è considerato concluso, ma per i media spagnoli sarebbero ancora "migliaia" le persone rimaste senza un posto. Motivo per cui hanno nuovamente preso la via del ritorno verso accampamenti di fortuna sulle spiagge. Nel complesso, gli spazi abilitati nel porto provvisti di tendoni per ospitare i migranti, possono ricevere 1.700 persone. Il loro uso è stato autorizzato dal tribunale spagnolo dell'Audiencia Nacional dopo giorni di diatriba politica e giudiziaria.

La crisi continua

 A Ceuta attualmente permangono alcune migliaia di migranti (il numero esatto non è chiaro viste anche le diverse stime fornite da autorità nazionali e locali, ma si parla di almeno 13mila) dopo gli ingressi di massa dalla frontiera marocchina alla fine dello scorso luglio. El País sottolinea che molti dei migranti che non hanno trovato posto in tali strutture temporanee sono rimasti "visibilmente infastiditi".

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Governo nel mirino

 Nel frattempo, le polemiche per la gestione del trasferimento da parte del governo centrale sono già planate sulla scena politica. "Di cosa ha bisogno il signor Sanchez per indignarsi? Di una invasione di Ceuta e Melilla da parte del signor Trump?", si è chiesto il leader dell'opposizione, il popolare Alberto Núñez Feijóo, in un duro affondo contro il premier socialista che accusa di aver "difeso di più la Groenlandia come parte della Danimarca che Ceuta e Melilla come città spagnole di pieno diritto". Il governo, da parte sua, sostiene invece che l'operazione odierna di Ceuta "è riuscita molto bene considerando le difficoltà della situazione".

Il sostegno della Nazionale

 Il sostegno, nel frattempo, arriva dal calcio. Il commissario tecnico della Spagna, Luis de la Fuente, ha annunciato i convocati per i prossimi impegni in Nations League proprio da Ceuta, in un gesto di sostegno alla città spagnola divenuta epicentro di una crisi migratoria. Per il primo annuncio della squadra dopo la vittoria della Coppa del Mondo da parte della Spagna, De la Fuente ha svelato la lista in un video che lo ritraeva insieme ad alcuni residenti dell'exclave spagnola. Il commissario tecnico non ha fatto riferimento diretto all'attraversamento del confine o alle sue conseguenze, ma ha dichiarato: "Questa è Ceuta, questa è la Spagna".