Certificati e inchiesta sui medici, il presidio in piazza a Bologna: “Bisogna abolire i Cpr”. Ma è scontro politico

Bologna, 19 settembre 2026 – Bologna è scesa in piazza a sostegno dei medici perquisiti, e in alcuni casi indagati, per i certificati di idoneità all’ingresso dei migranti nei Cpr, gridando che “la libertà di cura non è reato” e che i “Cpr vanno aboliti”. Sotto al Nettuno e a palazzo Re Enzo ieri pomeriggio c’erano più di trecento persone, solidali con i 23 professionisti sanitari di tutta Italia coinvolti nell’inchiesta, partita e coordinata dalla Procura di Ravenna.

La mobilitazione in piazza: “Questo è un fortissimo attacco all’autonomia e alla deontologia medica”

Un’operazione che ha spinto associazioni e colleghi a indire una manifestazione di piazza, promossa da Làbas, Laboratorio di Salute Popolare e il collettivo Luna. Ad aderire c’era anche Tpo: “Un’ulteriore linea rossa è stata superata, questo è un fortissimo attacco all’autonomia e alla deontologia medica – tuona al megafono Andrea Mariano, medico e volontario del Laboratorio di Salute Popolare –. La figura medica che opera in scienza e coscienza, in assoluta libertà, subisce una forte intimidazione”. Tanti gli interventi, ma il messaggio è unanime: “Il Cpr va abolito, perché nessuno è idoneo a essere rinchiuso”, men che meno in strutture “con impronta carceraria”.

“Siamo qui per rivendicare la nostra professione e anche per tutelare i nostri colleghi”

Presenti anche Sanitari per Gaza e un gruppo di medici-infettivologi arrivati dalla Romagna: “Siamo qui per rivendicare la nostra professione e anche per tutelare i nostri colleghi – spiegano i dottori –. Ci viene chiesto di curare. Chiederci di fare altro è molto sbagliato, nei confronti nostri ma soprattutto dei pazienti. Qualunque tipo di interferenza ci fa curare peggio”. La riflessione cade sulle persone sottoposte ai controlli per l’eventuale idoneità. Persone che “spesso sono provate da viaggi pesantissimi. Se ci trovassimo noi a doverle valutare, sarebbe molto difficile pensare di poter esprimere un giudizio senza un inquadramento complessivo delle loro condizioni di salute”.

Circa 300 persone hanno partecipato al presidio

Circa 300 persone hanno partecipato al presidio

Anche la Cgil sostiene la mobilitazione

Anche la Cgil ha sostenuto la mobilitazione: “Siamo sempre stati contro i Cpr”, dice il segretario Michele Bulgarelli, secondo cui in un Paese “al disastro come certificato anche dall’Istat”, per il Governo “è più facile manovrare e creare capri espiatori: ieri i magistrati e oggi i medici. Non ci faremo intimidire da questi metodi da Gestapo”, in riferimento alla Polizia segreta del nazismo.

Di Stasi (Pd): “Inaccettabile la campagna politica strumentale che si è scatenata contro professionisti della sanità”

In piazza anche Coalizione Civica con il capogruppo Detjon Begaj: “Lavorare in questo modo, con questa pressione politica da parte del governo, che da un anno spinge i Cpr, è grave. I medici devono avere libertà di decidere. E nella vicenda dell’accesso nei Cpr, hanno una responsabilità che non devono avere. Nessuno è idoneo a stare in un luogo disumano. I Cpr vanno chiusi”.

Per il Pd ci sono Claudio Mazzanti, Antonella Di Pietro, Erika Ferranti e Mery de Martino. Per il segretario Enrico Di Stasi è "inaccettabile la campagna politica strumentale che si è scatenata contro professionisti della sanità, prima ancora che siano state accertate responsabilità individuali”.

Forza italia attacca il Pd: “La partecipazione dei dem al presidio? Grave e incomprensibile”

E Forza Italia attacca il Pd che “dovrebbe prendere le distanze da chi mette in discussione l’autonomia e l’indipendenza dell’autorità giudiziaria, alimentando sospetti strumentali sul corretto funzionamento delle istituzioni”, commenta il capogruppo in Regione Pietro Vignali, per il quale è stata “grave e incomprensibile” la partecipazione dei dem al presidio.