Cercava mirtilli nel bosco ma trova un aereo della Seconda Guerra Mondiale

Un abitante di Świnoujście, città polacca affacciata sul Baltico, era entrato in un bosco costiero per raccogliere mirtilli. Al posto dei frutti, però, ha trovato una buca circondata da frammenti di alluminio e munizioni bruciate sparse tra la vegetazione.

L’uomo ha raccolto uno dei pezzi e lo ha portato alla Città Sotterranea, un ex centro di comando militare della Guerra fredda oggi collegato al Museo della Difesa Costiera di Fort Gerhard. Gli esperti hanno seguito le indicazioni fino al punto del ritrovamento, dove sono emersi decine di altri resti (recentemente nelle acque siciliane è stato trovato un relitto simile).

Le sottili lamiere, la disposizione dei rivetti e la struttura delle munizioni hanno fatto pensare subito a un velivolo. Secondo il museo, il materiale potrebbe appartenere a un aereo alleato precipitato durante la Seconda guerra mondiale. Tra i reperti figurano proiettili identificati preliminarmente come calibro .303 British, usati nelle mitragliatrici aeronautiche Browning, e un tratto di tubo di rame senza saldature contrassegnato dalla sigla “T7”.

Gli indizi sull’origine britannica del relitto

La documentazione tecnica della Royal Air Force associa quella marcatura a tubazioni impiegate nei sistemi di carburante, olio, gas e accensione degli aerei britannici. Sul tubo è stato inoltre riconosciuto un raccordo ad alta pressione Avimo, presente anche negli impianti di raffreddamento dei motori Rolls-Royce Merlin. Il dettaglio rafforza l’origine britannica del relitto, ma non permette ancora di identificarne il modello: il Merlin equipaggiava velivoli diversi, tra cui Avro Lancaster, de Havilland Mosquito e Supermarine Spitfire.

L’ipotesi del Lancaster nel Baltico

Un possibile collegamento conduce proprio a un Lancaster. Nel 2009 alcuni pescatori recuperarono dal Baltico una sezione d’ala lunga circa cinque metri, oggi conservata dallo stesso museo. Il punto del recupero dista meno di un chilometro dal nuovo sito. Gli studiosi ritengono quindi possibile che i due ritrovamenti provengano dallo stesso aereo, forse impegnato in una missione contro obiettivi industriali nei pressi di Police o Stettino.

Area protetta e possibili resti dell’equipaggio

Il terreno, inoltre, presenta avvallamenti e rilievi innaturali, compatibili con un impatto e con la presenza di una parte consistente del velivolo ancora sepolta. Non si esclude che sotto il suolo possano trovarsi anche i resti dell’equipaggio. Per questo il luogo non è stato reso pubblico ed è stato segnalato alle autorità competenti, agli enti forestali e agli organismi responsabili delle tombe di guerra.

Il museo ha chiesto di evitare scavi improvvisati e la rimozione di frammenti, in attesa di un’indagine professionale. Solo uno scavo autorizzato potrà chiarire l’identità dell’aereo e restituire un nome agli uomini scomparsi a bordo. Intanto recentemente è stato ritrovato dopo oltre un secolo il sottomarino affondato in 10 secondi.

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