“Cene con ostriche e champagne, viaggi con auto di lusso”, ma l’avvocato lo paga lo Stato: smascherato il finto povero

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Il Tribunale di Rimini respinge il ricorso di un 31enne per la revoca del legale gratis nell’ambito di un processo a suo carico: le indagini sullo smartphone svelano un tenore di vita stellare e il coinvolgimento in una rete di spaccio

L'uomo faceva la vita da nababbo e si concedeva cene con ostriche e champagne (foto di repertorio)

L'uomo faceva la vita da nababbo e si concedeva cene con ostriche e champagne (foto di repertorio)

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Rimini, 1 ottobre 2026 – Faceva la vita da nababbo (cene con ostriche e champagne, hotel di lusso e auto di grossa cilindrata) anche se aveva dichiarato di essere “non abbiente” e fosse stato ammesso al gratuito patrocinio da parte dello Stato, nell’ambito di un processo penale a suo carico.

La revoca del patrocinio gratuito

Ma appena il Tribunale di Rimini ha scoperto l’inganno, constatando che l’uomo aveva un tenore di vita ben più elevato di chi non può permettersi un avvocato, gli ha revocato il diritto acquisito. Non contento il 31enne di origine albanese ha fatto ricorso, respinto però dallo stesso Tribunale.

Il processo per droga e la dichiarazione di essere indigente

La vicenda – come riporta il Corriere di Bologna – affonda le radici in un procedimento penale per spaccio di stupefacenti avviato nel 2020, nel quale l'imputato — condannato in primo grado e attualmente in attesa del giudizio d'appello — aveva ottenuto la copertura statale delle spese legali dichiarandosi indigente. All'epoca il limite di reddito massimo per accedere al beneficio era fissato a 11.500 euro.

Le foto sul cellulare che lo hanno tradito

A smascherare la reale disponibilità finanziaria dell'uomo sono state le indagini condotte sul suo telefono cellulare. Tra i file archiviati sono spuntati scatti che ritraevano mazzette di contanti e panetti di cocaina, insieme a conversazioni che ne attestavano il ruolo attivo e ben inserito in un giro di spaccio di alto livello. Dalle indagini è emerso un quotidiano fatto di uscite nei locali più esclusivi, vacanze estive in albergo e l'uso di veicoli di grande cilindrata.

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Un posto da sogno dove passare una vacanza

Un tenore di vita incompatibile con la qualifica di operaio

Un quadro economico del tutto incompatibile sia con la qualifica di operaio presentata dall'imputato, sia con i redditi dichiarati in sede processuale (circa 15 mila euro, cifra già di per sé superiore al tetto stabilito dalla legge).

Il giudice civile del Tribunale di Rimini, Gloria Verzella, ha quindi respinto l'impugnazione del 31enne, stabilendo la piena legittimità della revoca sulla base dei numerosi elementi materiali che attestavano un reddito reale di gran lunga superiore ai limiti consentiti.

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