Caterina Balivo: "Dei miei primi 25 anni non ricordo niente. Insostenibile tenere la scuola chiusa per tre mesi. I miei figli? Fossi in loro mi sopporterei poco"

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Redazione 13 settembre 2026 13:52

Caterina Balivo, foto da Instagram

Dettagliatissima sul lavoro, affettuosa ma rigorosa con i figli, e nettamente in controtendenza sull'uso della tecnologia in casa. Caterina Balivo si racconta a cuore aperto in un'intervista al Corriere della Sera, svelando lati inediti della sua personalità pubblica e privata.

Se non avesse intrapreso la carriera televisiva, la conduttrice si sarebbe vista perfettamente dietro la scrivania di una multinazionale a gestire l'organizzazione. Un'attitudine all'ordine visibile anche dietro le quinte: “Prima di cominciare metto a posto tazzine e cuscini, chiedo al pubblico di sistemarsi in base ai colori degli abiti e all’acconciatura… Sono molto attenta ai dettagli”.

Un rigore che si riflette inevitabilmente anche tra le mura domestiche con i figli Guido Alberto (14 anni) e Cora (9 anni): “Un continuo: chiudi la bocca, stai composto, attento al gomito, non rispondere male, metti a posto le scarpe. Se fossi in loro mi sopporterei a fatica, ma al tempo stesso sono una mamma molto fisica, li bacio e li abbraccio sempre”.

Il pruning e i ricordi che non ci sono più

La rivelazione più sorprendente riguarda la sua memoria: la conduttrice ha spiegato di non ricordare quasi nulla della sua vita vissuta prima dei venticinque anni. “Faccio pruning: libero il mio cervello da ciò che è stato per accogliere nuove informazioni e nuove emozioni”, ha raccontato. Per ricostruire la propria infanzia e giovinezza deve affidarsi al racconto delle sorelle, delle amiche e alle foto di famiglia inviate nelle chat di gruppo: “Mia mamma dice: ‘Caterina, per fortuna hai avuto una bella infanzia, altrimenti cosa penserebbe la gente…’. A volte, parlando in studio con i ragazzi dei loro sogni, mi vengono dei flashback della mia vita passata. È bellissimo”.

A spiegare cosa sia il pruningè la Fondazione Umberto Veronesi. Sul sito si legge: “Si chiama ‘pruning’, potatura, un processo cerebrale importantissimo caratterizzato dallo sfoltimento selettivo di alcune delle tante connessioni (sinapsi) formatesi mentre cresciamo. Quelle non più necessarie vengono diradate e scartate. È un fenomeno che si verifica in tutta la vita ma che caratterizza prevalentemente l’adolescenza. L'obiettivo è quello di rendere più agile il cervello, favorendo un funzionamento rapido ed efficiente evitando che ‘si ingolfi’ con troppi collegamenti”.

Il commento sulla scuola

Essendo madre di due figli che vanno ancora a scuola, Balivo si è poi lasciata andare a qualche considerazione su come l'istruzione in Italia dovrebbe cambiare. La scuola la definisce “anacronistica”. “Oltre a una riforma sui contenuti, bisognerebbe ripensare anche alla durata: che senso ha tenere a casa i ragazzi per tre mesi? Quasi sempre entrambi i genitori lavorano, i bambini passano da un centro estivo a un’attività sportiva o nella natura, con costi non sempre e non per tutti sono sostenibili”, ha sottolineato.

Lei le estati le trascorreva leggendo, passione che cerca di trasmettere ai figli con “grandissima fatica e ricorrendo talvolta a minacce e urla”. Anche perché l'uso dei social e degli smartphone è un richiamo molto forte. “Io stessa quest'estate mi sono presa una pausa, sentivo il bisogno di dedicarmi completamente alla mia famiglia e non volevo che i ragazzi mi vedessero con il telefonino sempre in mano. Non tanto Guido Alberto che tiene molto alla sua privacy, ma Cora spesso mi chiede di farci un selfie, di riprenderla… Non sarò mai sua ‘complice’ in un post o in una storia sui social. Sono molto preoccupata”, ha spiegato la conduttrice. 

Balivo ha poi spiegato che la figlia Cora non ha un telefono “e non lo avrà almeno fino a 13 anni. Però abbiamo trovato una soluzione per lasciare la libertà di chiamare genitori, amichette, nonni in modo autonomo. In casa abbiamo un telefono fisso, lo usa per comunicare. Tornando al vero motivo per cui quest’apparecchio è nato”.

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