Castellammare, acqua e fango dal Faito invadono città e galleria

Il giorno dopo fango e detriti sono ancora sulla strada, qualche automobilista arriva fino alla curva maledetta, scivola nel fango e torna indietro. «Siamo soli, senza mezzi di supporto e senza notizie sulla riapertura della strada». Luigi gestisce il ristorante che è stato travolto dalla cascata arrivata dalla montagna, ha le mani sporche e assieme ai suoi collaboratori fa la conta dei danni. Via Acton a Castellammare, la strada che dall’Acqua della Madonna conduce a Pozzano è un’autostrada di legna, fango, arredi strappati via lungo la furia dell’acqua. Non si passa da venerdì mattina quando due ore di pioggia hanno fatto esplodere il rivo che si trova alle spalle e che scende da Faito, le vasche di contenimento non hanno retto e solo per un caso fortuito non ha causato feriti. Il tunnel è stato liberato nella serata di ieri.

I precedenti

Una tragedia sfiorata alle prime luci del mattino, la strada ancora affollata nonostante la fine dell’estate era vuota visto l’orario. «Ho preso un bobcart privato per liberare l’area del ristorante dal fango e da tutto quello che ci è caduto alle spalle - racconta Luigi - dietro avevamo i magazzini, i frigoriferi, gli arredi esterni. Tutto distrutto, per fortuna salvata la zona interna». Due anni fa la rottura di una tubatura Gori aveva distrutto e creato una situazione simile, ma stavolta il fango ha invaso sia la zona collinare sia la costa. Persino le banchine che si trovano nel porto stabiese sono state invase da fango e detriti, i residenti del centro antico, da sempre zona critica per il dissesto idrogeologico proprio perchè addossato alla montagna e alle vasche di raccolta delle acque che non vengono ripulite da anni, hanno vissuto ore di angoscia. E poi ci sono le famiglie rimaste bloccate nelle case nella zona di Madonna della Libera.

I droni

I vigili del fuoco hanno sorvolato l’area con dei droni per capire le condizioni della montagna e se abitazioni o attività commerciali andassero sgomberate. Un’eventualità scongiurata ieri pomeriggio. «Valuteremo nelle prossime ore se saranno necessarie altre misure – ha detto il Prefetto Dario Caputo, capo della commissione straordinaria - a tutela della pubblica incolumità». Nelle ore precedenti anche il prefetto di Napoli, Michele di Bari, si era interessato alle frane che avevano colpito Castellammare e aveva convocato con urgenza il Centro Coordinamento Soccorsi (CCS), per fare il punto della situazione. Intanto è polemica sui fondi stanziai negli anni e mai utilizzati. L’Accordo di Programma del novembre 2010 aveva stanziato 10 milioni per la “Sistemazione idrogeologica di alvei torrentizi ed opere idrauliche”.

I tempi 

«Sono trascorsi 14 anni: è una vergogna! – denuncia il gruppo Democratici e Progressisti - . Nel 2022 già si affermava che i 10 milioni stanziati nel 2012 sarebbero bastati, considerato l’aumento dei prezzi, solo per intervenire per gli alvei Rivo Sciuscelle al Cognulo e Rivo Piazza Grande-Castello, e che fosse necessario integrare il finanziamento con altri 13 milioni, oltre a ulteriori 10 milioni per intervenire sulla strada panoramica e sugli alvei portuali, compresa la strada per Faito. Dal 2022 sono trascorsi altri quattro anni e, nonostante la progettazione completata consentisse di andare in gara, tutto — per varie e inaccettabili ragioni — è rimasto ancora bloccato».