Caso VAR Lissone: la FIGC archivia l'indagine su Rocchi
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Il calcio italiano allontana definitivamente lo spettro di una Calciopoli 2.0. La Procura federale della FIGC, diretta da Giuseppe Chinè, chiude ufficialmente con un'archiviazione l'indagine nei confronti di Gianluca Rocchi, ex designatore degli arbitri di Serie A e Serie B. L'indagine sportiva puntava i fari sulle presunte irregolarità nei rapporti all'interno della sala VAR di Lissone, guidata ovviamente dal designatore Rocchi. La Procura Generale dello Sport accoglie in pieno la richiesta di archiviazione, ritenendo prive di rilevanza disciplinare le cosiddette bussate agli arbitri di Lissone.
Le accuse di frode sportiva e gli altri indagati
Il fascicolo ipotizzava il reato di concorso in frode sportiva per i diretti interessati, alimentando il timore che questa indagine potesse travolgere anche alcuni club di vertice del nostro campionato, come l'Inter. La Procura non indagava solamente su Rocchi, ma coinvolgeva direttamente anche l'ex supervisore VAR Gervasoni e i due ex varisti Nasca e Di Vuolo. Il provvedimento scagiona totalmente tutte le parti coinvolte. L'inchiesta penale della Procura della Repubblica di Monza aveva già anticipato questa decisione archiviando il caso alcune settimane fa, spingendo così la giustizia sportiva a muoversi esattamente sulla medesima scia.
Le motivazioni ufficiali e la fine dell'incubo
"Non sono emerse fattispecie di rilievo disciplinare. Pertanto, con provvedimento a parte e previa condivisione dello stesso da parte della procura generale dello Sport, è stata disposta l'archiviazione del procedimento". Lo sottolinea la Procura federale tramite un comunicato ufficiale, precisando di non aver riscontrato alcun comportamento illecito da parte dei protagonisti della vicenda.
Questa decisione spazza via definitivamente le nubi dal quartier generale arbitrale, dimostrando che il fantasma di Calciopoli, evocato troppo in fretta dai teorici del complotto, rappresentava soltanto un'illusione ottica lontanissima dalla realtà dei fatti. Il campionato in corso può quindi proseguire con maggiore serenità, lasciando le sterili polemiche fuori dalla sala di Lissone e riportando l'attenzione esclusivamente sul campo.