Caso Schengen Italia-Spagna, Tajani: "Ritorsione inaccettabile, spero presto nella revoca" | Famiglie italiane bloccate a Minorca
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"rischio dai movimenti secondari dei non marocchini"
Il vicepremier e ministro degli Esteri in un'intervista sottolinea: "Non abbiamo rotto i rapporti diplomatici, dovevamo proteggere i confini da possibile minaccia jidahista"
09 Ago 2026 - 08:52
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© Afp
Sono scattati a mezzanotte tra venerdì e sabato, e fino al 7 settembre, i controlli in porti e aeroporti spagnoli nei confronti dei viaggiatori provenienti dall'Italia. La mossa era stata annunciata dal governo Sanchez in ritorsione alle misure analoghe prese da Roma dopo la crisi migratoria di Ceuta. Con la Farnesina rafforza l'assistenza consolare, da Il Messaggero la testimonianza di famiglie italiane con bambini bloccate a Minorca. Sulle tensioni Italia-Spagna interviene il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che in un'intervista a La Stampa, afferma: "È Sanchez che ha drammatizzato, la ritorsione spagnola è inaccettabile, spero presto nella revoca. Noi ripristineremo Schengen a pericolo finito, c'è una minaccia jidahista: il rischio, come dice anche la stampa spagnola, sono i movimenti secondari dei non marocchini". E precisa: "Non abbiamo rotto i rapporti diplomatici".
"A Ceuta qualcosa non ha funzionato, dovevamo proteggere i confini"
"Non abbiamo fatto nessun putiferio. Abbiamo sospeso Schengen, come prevedono i Trattati, perché a Ceuta è successo qualcosa di straordinario", risponde il vicepremier Tajani nell'intervista a La Stampa.
"Ancora oggi il sindaco Vivas dice che lì sono rimasti tra 8mila e 11mila migranti. E migliaia sono sub-sahariani che non possono essere rimpatriati. Piuttosto, ciò che è incomprensibile e del tutto inaccettabile è la reazione spagnola. Non si revoca Schengen solo per ritorsione, senza una ragione, creando un danno al turismo. Possiamo dire invece che qualcosa non ha funzionato, davanti alle immagini di Ceuta e a centomila in fuga dal Marocco?", continua.
"Noi siamo per favorire l'immigrazione regolare utile alla nostra economia. Ma la dignità delle persone non si rispetta consegnando i migranti ai trafficanti di esseri umani, alla morte in mare, a un'accoglienza priva di una prospettiva di integrazione. La nostra formula è quella di Berlusconi: accordi con i Paesi di origine, formazione in loco, flussi regolari, integrazione", aggiunge Tajani.
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© Withub
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La minaccia jihadista
"La Spagna non ha vigilato come avrebbe dovuto. E la politica del 'venite tutti e sarete regolarizzati', come ha fatto con un milione di immigrati, è un messaggio negativo che mette a rischio la sicurezza di tutti. A me sembra che questa preoccupazione sia condivisa in Europa", aggiunge il vicepremier Tajani, che precisa: "Noi non siamo contro la Spagna, ma abbiamo il dovere di proteggere i nostri confini. E non c'è dubbio che gli arrivi dall'Africa sub-sahariana rappresentino una minaccia jihadista. La stessa polizia spagnola ha fermato persone sospette".
"Noi abbiamo preso la decisione per porti e aeroporti, e riguarda cittadini di Paesi terzi. Secondo l'intelligence spagnola c'è il rischio di una nuova ondata entro Ferragosto: non revocare la misura è una precauzione. Ci auguriamo di poter revocare la sospensione presto, appena non ci sarà più rischio", conclude.
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Il primo bilancio del muro contro muro Spagna-Italia
La barriera fatta di controlli incrociati tra Spagna e in Italia nei rispettivi porti e aeroporti, "rallenta" migliaia di viaggiatori, in vacanza e non. Su Il Messaggero la testimonianza di famiglie italiane con bambini bloccate a Minorca.
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