Caso Delmastro, rinviato il voto alla Camera sull'uso delle chat dopo la lettera dei pm. Forza Italia protesta: «Anomalia»

Caso Delmastro. Torna al centro del dibattito pubblico il caso che ha portato l'ex sottosegretario alla Giustizia a presentare le dimissioni - lo scorso 24 marzo a seguito dello scandalo delle quote di un ristorante legate al clan criminale dei Senese - dopo lo slittamento del voto alla Camera sull'uso delle chat.

Il rinvio

Slitta l'esame e il voto dell'aula della Camera sulla domanda di autorizzazione all'uso delle chat di corrispondenza tra l'ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e Mauro Caroccia. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Alla luce della lettera pervenuta questa mattina dal Procuratore Lo Voi, il caso è tornato in Giunta autorizzazioni, in corso in questo momento. Dopo le valutazioni della Giunta sarà nuovamente calendarizzata la discussione in aula. «Stamattina eravamo pronti a votare» in Aula «sulla proposta della giunta per le autorizzazioni sul sequestro delle chat» di Delmastro. «Il presidente della Camera ha detto di aver ricevuto un'ora prima della capigruppo la lettera del procuratore di Roma, peraltro annunciata dalle agenzie già ieri sera. E' una procedura anomala, non è possibile riaprire l'istruttoria solo perché la Procura pensa di mandare ulteriori documenti». Lo ha detto il capogruppo di FI Enrico Costa al termine della capigruppo della Camera. «Se noi apriamo un precedente che un'ora prima della votazione, si manda un documento e si blocca l'Aula».

Il caso 

Classe 1976, biellese, Andrea Delmastro Delle Vedove si è dimesso lo scorso 24 marzo, da sottosegretario alla Giustizia del governo Meloni. Il deputato di Fratelli d'Italia era finito nella bufera politica per la vicenda delle quote possedute in una società e in un ristorante in cui figurava anche Miriam Caroccia, figlia di Mauro, uomo vicino al clan criminale dei Senese attivo nella Capitale. In passato Delmastro era stato coinvolto nei casi Cospito e Pozzolo. A far trapelare la notizia è stato il Fatto Quotidiano tirando fuori la storia di una società, "Le 5 Forchette Srl", di cui il sottosegretario deteneva una quota. La Srl aveva l'unità locale a Roma in via Tuscolana, al civico 452, dove è stato aperto il ristorante “Bisteccheria d’Italia".

Tra la fine di febbraio e il marzo scorso, dopo la sentenza definitiva della Cassazione nella maxi indagine dei magistrati di piazzale Clodio, Delmastro ha ceduto definitivamente la sua quota.

Le chat

Al centro dell'inchiesta c'è anche il nodo delle chat. I magistrati avevano chiesto alla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera il permesso di acquisire le conversazioni presenti sul dispositivo sequestrato a Caroccia, ma le chat non possono essere utilizzate senza il via libera parlamentare perché riguardano un deputato. La decisione aveva provocato proteste in Senato, dove i parlamentari del Movimento 5 Stelle avevano occupato i banchi del governo mostrando cartelli con la scritta "Fuori le chat". Questa mattina, giovedì 30 luglio, la questione sarebbe stata discussa nelle aule di Montecitorio, ma il voto è slittato.