Carrie torna a scuola, il romanzo di King diventa serie tv: 'Che paura i social' - Tv - Ansa.it
(di Lucia Magi)
Quando Amazon MGM Studios gli
ha proposto di riportare 'Carrie' sullo schermo, Mike Flanagan
si è fatto la domanda più ovvia: perché un altro adattamento? Il
primo romanzo di Stephen King, fulminante e terribile,
pubblicato nel 1974, già vanta una trasposizione diventata un
classico con il film di Brian De Palma del 1976, 'Carrie - Lo
sguardo di Satana'. Prima di accettare, il veterano del cinema
del terrore ('Midnight Mass', 'The Haunting of Hill House' e un
nuovo 'Esorcista' nel 2027) e degli adattamenti da King ('Il
gioco di Gerald', 'Doctor Sleep' e 'The Life of Chuck'), ha
chiamato lo scrittore.
"Su due piedi, mi ha risposto: 'No, lascia stare quella
povera ragazza' - confessa Flanagan in un'intervista all'ANSA -
Gli ho dato ragione, ma poi ho proposto: 'Se facessimo qualcosa
di completamente diverso?'. Gli ho raccontato la mia idea e lui
l'ha trovata interessante. 'È una grande occasione di indagare
il mondo dei giovani d'oggi', ha convenuto". Con la benedizione
del maestro dell'horror, Flanagan ha accettato l'incarico.
Il risultato è arrivato su Prime Video dal 7 ottobre, a
cinquant'anni esatti dal debutto del film di De Palma nelle sale
degli Stati Uniti. Otto episodi, quattro diretti dallo stesso
Flanagan, portano questa storia di formazione tra i corridoi di
un liceo contemporaneo, popolato da studenti senza empatia,
pochi valori, forti solo dietro gli schermi dei telefonini e
falsi account social. "Una storia sull'orrore dei social media',
l'ha definita lo scrittore, che figura tra i produttori
esecutivi.
Carrie White (Summer H. Howell) è cresciuta segregata in casa
con genitori cospirazionisti e bigotti, convinti che il mondo
esterno sia corrotto e pericoloso. Quando il padre muore in un
incidente, madre e figlia sono costrette a uscire allo scoperto.
Margaret (Samantha Sloyan) deve trovarsi un lavoro per
dimostrare ai servizi sociali di poter mantenere la famiglia;
Carrie deve iscriversi per la prima volta a scuola, dove viene
emarginata e schernita, vittima di un bullismo spietato che
corre sui video condivisi in Rete. La sua frustrazione cresce
mentre, come a difesa e reazione, scopre di avere terribili
poteri telecinetici. Nel cast anche un volto noto per gli
appassionati del genere, Matthew Lillard, nelle vesti di un
preside incapace di gestire i conflitti.
Flanagan ha deciso di portare la macchina da presa in un
liceo di oggi pensando a suo figlio, sul punto di entrare alle
superiori: "Mi ha colpito quanto l'ambiente sia diverso da
quello degli anni Novanta, che ho sperimentato io, e da quello
degli anni '70, che descrive King. È cambiato tutto: abbiamo
normalizzato la violenza nelle scuole e la crudeltà corre su
internet e sui social a un livello che nessuno di noi avrebbe
potuto immaginare", considera lo showrunner.
"Costringiamo i nostri ragazzi ad attraversare i loro anni
più vulnerabili e formativi - quando è intrinseco commettere
errori e cercare di trovare se stessi - in un mondo in cui tutto
è pubblico, registrato digitalmente, commentato e amplificato,
forse in modo indelebile", riflette Flanagan, che ha invitato un
gruppo di adolescenti a collaborare con gli sceneggiatori.
"Abbiamo chiesto loro di raccontarci le loro giornate, cosa li
rende ansiosi, come vengono bullizzati e anche le volte in cui
sentono di dover essere loro ad essere crudeli. È stato
illuminante: mi ha lasciato un enorme rispetto per la forza di
questa generazione. Nonostante le difficoltà di quegli anni, io
andavo a scuola con un gran senso di ottimismo addosso. Il mondo
che abbiamo lasciato ai nostri figli, invece, offre ben poche
ragioni per aver fiducia nel futuro".
I 'teenager' della 'writer's room' hanno contribuito anche a
modernizzare il ruolo degli adulti e di Margaret, in
particolare, assai più complessa e brillante di quella
interpretata da Piper Laurie per De Palma. "Molti ci hanno
detto: 'I miei genitori mi amano, ma dobbiamo avere pazienza con
loro perché non hanno idea di come funzioni adesso'. È stata
una doccia fredda - confida il regista 48enne nato a Salem, nel
Massachusetts - Penso abbiano ragione. In fondo, noi adulti non
sappiamo cosa stiamo facendo e come manovrare la baracca.
Viviamo in bolle di verità alternative a seconda di dove
prendiamo le informazioni. Come possiamo guidare questi
ragazzi?".
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