Caro energia, l’Isola paga di più  - L'Unione Sarda.it

Prezzi.

04 ottobre 2026 alle 00:23

La Cna: «Penalizzati rispetto ad altre regioni, una stangata per le imprese» 

In Sardegna il caro energia corre più della media italiana. A fine settembre, nei distributori delle compagnie che non hanno sforbiciato i prezzi, il gasolio costava nell'Isola 2,339 euro al litro, contro i 2,207 della media nazionale: 13,2 centesimi in più, pari al 6%. Per la benzina il prezzo medio era di 2,122 euro, contro 2,028 in Italia, con un differenziale di 9,4 centesimi. Su 100 litri, significa spendere 13,20 euro in più per il diesel e 9,40 per la benzina rispetto alla media nazionale. In Sardegna il conto del caro energia esploso dopo l'inizio del conflitto in Iran è più salato.

Il raffronto

Secondo l'aggiornamento della Cna al 30 settembre, a livello nazionale famiglie e imprese hanno sostenuto da marzo una spesa aggiuntiva di circa 16,5 miliardi di euro rispetto ai prezzi medi di febbraio. Quasi 5 miliardi, tra 4,6 e 5,2, sono stati accumulati nel solo mese di settembre. Ma nell'Isola la pressione sui costi si somma agli svantaggi dell'insularità. Il prezzo del gasolio rilevato dal Mimit colloca la Sardegna al terzo posto tra le regioni, a pari merito con la Calabria, alle spalle di Sicilia e Valle d'Aosta. Solo la provincia autonoma di Bolzano registra un prezzo superiore. E per un'economia nella quale la mobilità su gomma è indispensabile, il carburante rappresenta un costo difficile da comprimere. A farne le spese, in particolare, micro e piccole imprese: furgoni e veicoli da lavoro sono utilizzati quotidianamente e il differenziale sul prezzo dei carburanti finisce direttamente sui costi. Per la Cna Sardegna il risultato è una compressione dei margini e il rinvio degli investimenti.

Elettricità alle stelle

La pressione non arriva però soltanto dai distributori. Anche l'elettricità ha registrato un forte aumento. Il Pun Index Gme medio di settembre è intorno a 208 euro per megawattora, contro i 114,41 di febbraio: quasi l'82% in più. E le imprese sarde stanno già misurando gli effetti del rincaro. Secondo l'indagine Cna il 76,5% ha registrato nell'ultimo semestre un aumento della spesa energetica; per il 19,1% l'incremento è stato superiore al 20%. Per l'84% delle imprese interpellate il costo dell'energia ha avuto un impatto rilevante sull'attività. Il 56,8% ha visto ridursi la propria marginalità, il 20,4% è riuscito a trasferire almeno in parte i maggiori costi sui prezzi. Il rischio è che la situazione peggiori nei prossimi mesi: nel quarto trimestre, ai 16,5 miliardi di extracosti già accumulati potrebbero aggiungersene altri 16.

Il contenimento dei prezzi di benzina e gasolio potrebbe ridurre il peso della spesa tra 400 milioni e oltre un miliardo, a seconda della durata e dell'estensione. La Cna chiede di andare oltre le misure d'emergenza, con più trasparenza nella formazione dei prezzi, interventi accessibili alle micro e piccole imprese e l'utilizzo dell'eventuale maggiore gettito fiscale generato dai rincari per alleggerire il costo dell'energia. Per la Sardegna, infine, il presidente e il segretario regionale, Luigi Tomasi e Francesco Porcu, chiedono una politica energetica che tenga conto della specificità dell'Isola e un’accelerazione sugli investimenti infrastrutturali necessari a ridurre il divario energetico con il resto del Paese.

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