Caro energia e dazi: Arvedi-Ast fa i conti sulle bramme dall’Indonesia

©Fabrizio Troccoli

Fra la stretta sulle importazioni da Paesi extra Ue e il caro prezzi dell’energia, Acciai speciali Terni è costretta a fare quotidianamente i conti con difficoltà produttive che ora rischiano di minare anche l’assetto occupazionale. Paradossalmente, allo stabilimento ternano, nonostante i dazi, potrebbe convenire importare semilavorati.

Il tema del caro energia, così impattante per l’acciaieria di Terni Arvedi-Ast (circa il 40% dei costi di produzione), non è nuovo. Il gruppo cremonese già in passato aveva intrapreso iniziative per sollecitare le istituzioni ad adottare misure a favore delle aziende energivore per garantire la sostenibilità delle proprie produzioni; ma in questi giorni, le dichiarazioni dell’Ad Dimitri Menecali hanno rimesso il tema al centro del dibattito. L’azienda è arrivata persino a mettere in discussione la continuità occupazionale ed è evidente che un eventuale taglio del personale all’interno della principale industria dell’Umbria per numero di addetti, sarebbe un colpo durissimo.

La situazione denunciata dal colosso di viale Brin nei giorni scorsi fa emergere con tutta forza quelle che il sindacato individuava come lacune nei contenuti dell’Accordo di programma, già ai tempi della sottoscrizione nel 2025. Seppure la Regione, infatti, rivendica il conseguimento dei propri impegni rispetto all’intesa firmata in sede ministeriale, era chiaro già allora che i provvedimenti previsti non avrebbero prodotto effetti prima del 2029. Un orizzonte temporale lontanissimo per chi ogni giorno fa i conti con la produzione. Da quanto trapela, l’Ast in questi giorni starebbe facendo letteralmente i conti con le bramme dall’Indonesia, di cui ciclicamente si è servita negli ultimi anni. Nonostante i dazi introdotti, infatti, non è escluso che questo sistema possa giovare alle casse aziendali. Potrebbe essere cioè vantaggioso importare i semilavorati da avviare a laminazione, piuttosto che colare internamente. A lungo andare, va da sé che questo metterebbe via via in discussione l’intera area a caldo dello stabilimento.