Carico Moore, l’arma in più in casa Virtus
L’americano, l’ultimo arrivato, ha iniziato ad allenarsi con i compagni nonostante le assenze dei nazionali. Sarà fondamentale per Mumbrù

Wendell Moore Junior impegnato alla palestra Porelli nel primo allenamento

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Prima il viaggio, poi la nuova casa, quindi il parquet. Per Wendell Moore Junior è cominciata una nuova vita, cestistica e non solo. L’americano classe 2001, nato a Richmond, in Virginia, è stato l’ultimo dei nuovi acquisti della Virtus a mettere piede a Bologna, arrivando al Marconi giovedì scorso.
Da lunedì, invece, ha cominciato a fare sul serio, prendendo parte ai primi allenamenti di squadra, anche se a ranghi ridotti per via della finestra delle nazionali. Per Moore sarà una preparazione diversa dalle altre. Non soltanto perché è la prima con la maglia bianconera, ma perché per la prima volta in carriera dovrà imparare un basket lontano da casa. Fino a oggi, infatti, il suo mondo è stato esclusivamente americano: Nba e G-League. Adesso ci sono Bologna, l’Europa, l’Eurolega e un modo di intendere la pallacanestro che dovrà scoprire giorno dopo giorno. Avrà quindi qualche settimana per mettere nel proprio bagaglio tutto ciò che ancora non conosce. Il sistema di gioco, i compagni, i ritmi e soprattutto le differenze rispetto alla pallacanestro americana. Un percorso di adattamento che sarà tanto più importante considerando il ruolo che la Virtus ha immaginato per lui.
Moore non è arrivato sotto le Due Torri per fare da comparsa. Anzi. Era un giocatore seguito anche da Partizan e Bc Roma, ma alla fine è stata la Virtus a spuntarla, convincendolo con un progetto nel quale avrà un ruolo di primo piano. Sarà uno dei giocatori chiamati a dare equilibrio al roster, una sorta di collante tra il reparto delle guardie e quello delle ali.
E, soprattutto, dovrà essere uno dei leader tecnici della squadra. Del resto, il talento non gli manca. La Virtus punta molto sulla sua capacità di giocare in più ruoli, mettere fisicità, attaccare il ferro e dare un contributo su entrambi i lati del campo.
Caratteristiche che, in una stagione lunga e impegnativa come quella che aspetta Bologna, possono diventare preziose. Anche perché, al di là delle statistiche, Moore dovrà essere uno di quei giocatori capaci di tenere insieme i pezzi nei momenti più delicati.
A Bologna, intanto, è arrivato anche con una piccola storia personale da raccontare. Si è sposato con Lexi, ex giocatrice di basket e conosciuta proprio ai tempi di Duke, l’università dalla quale sono usciti entrambi. Adesso, però, spazio al campo. Queste prime settimane serviranno a prendere confidenza con l’ambiente e con i nuovi compagni, poi arriveranno le amichevoli e sarà quello il momento in cui anche il pubblico virtussino comincerà davvero a conoscerlo.
Il primo vero esame, invece, è già cerchiato in rosso sul calendario: il 19 settembre, a Bologna, la Supercoppa contro Milano. Un debutto ufficiale tutt’altro che banale e, per Moore, anche una curiosa coincidenza: sarà il giorno dopo il suo 25esimo compleanno. Un quarto di secolo e, insieme, l’inizio della prima stagione europea. Il regalo più bello, per lui, sarà probabilmente scoprire di essere già diventato uno dei pezzi più importanti della nuova Virtus.
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