Carburanti, l'allarme di FederPetroli: Gasolio verso i 3 euro al litro - News - Automoto.it
Mentre lo sconto governativo di 17 centesimi evapora sotto i colpi del mercato, all'orizzonte si profila uno scenario catastrofico legato all'escalation in Medio Oriente. Le associazioni di categoria denunciano l'inefficacia delle misure attuali e chiedono un intervento d'emergenza che includa anche la benzina
19 agosto 2026
Se il rientro dalle vacanze vi è sembrato un salasso al momento di fare il pieno, preparatevi al peggio. L'attuale rosicchiamento dello sconto governativo sulle accise rischia di trasformarsi in una semplice nota a piè di pagina rispetto alla vera tempesta perfetta che si sta addensando sui tabelloni dei distributori italiani.
A lanciare un avvertimento che suona come un bollettino di guerra è Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia. Analizzando le tensioni geopolitiche internazionali, il numero uno dell'associazione ha delineato uno scenario da brividi ai microfoni di adnkronos: nei prossimi mesi, il prezzo del gasolio potrebbe sfondare l'inimmaginabile soglia dei 3 euro al litro.
Non si tratta di mero allarmismo estivo o di un rincaro atteso per domani mattina, ma di una fredda proiezione macroeconomica. La variabile impazzita è l'escalation della crisi in Medio Oriente. Marsiglia ha spiegato chiaramente che se la situazione, in particolare nel delicatissimo snodo dello Stretto di Hormuz, non dovesse trovare una rapida stabilizzazione, il mercato andrebbe incontro a uno "stravolgimento" totale nel giro di pochissimi mesi.
I fondamentali dell'energia, d'altronde, stanno già mandando segnali inequivocabili. Le quotazioni internazionali del greggio Brent viaggiano ormai su livelli di assoluta emergenza, orbitando tra i 92 e i 93 dollari al barile, a cui si aggiunge un prezzo del gas tornato a farsi minaccioso (63 euro al Megawattora). Dinamiche che, inevitabilmente, si scaricheranno a cascata sulle pompe di erogazione di tutta Europa.
L'urlo delle imprese: "Sconti inefficaci, costi fuori controllo"
La profezia dei 3 euro al litro si innesta in un tessuto economico già logorato dalle fluttuazioni delle ultime settimane. L'illusione dello sconto straordinario di 17 centesimi sul diesel (che scadrà il prossimo 25 agosto) si è infatti scontrata con la dura realtà: i continui micro-rincari hanno rapidamente assorbito il beneficio fiscale, rendendolo di fatto impercettibile alla cassa.
La Fapi (Federazione Autonoma Piccole Imprese) guarda con estrema preoccupazione a questa dinamica, chiedendo a Palazzo Chigi di mettere urgentemente in cantiere nuovi e più strutturati interventi sulle accise. Le fa eco, con toni ancora più perentori, Confimprenditori, che bolla gli attuali provvedimenti del Governo come "del tutto inefficaci". Il terrore del mondo produttivo è legato all'effetto domino: un gasolio fuori controllo fa lievitare istantaneamente i costi logistici, di produzione e di distribuzione, minacciando la tenuta di migliaia di aziende e preparando il terreno per una nuova ondata inflazionistica sui beni di largo consumo.
In questo clima di tensione, c'è un'altra categoria di automobilisti che si sente doppiamente beffata: chi viaggia a benzina. Il carburante verde, infatti, era stato inspiegabilmente escluso dal paracadute governativo varato per il gasolio.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti e a denunciarlo è il Codacons: oggi, i listini della benzina hanno ampiamente superato (sia sulle tratte autostradali che sulla rete urbana ordinaria) i livelli toccati lo scorso 27 luglio, data antecedente al varo dello sconto fiscale. L'associazione a tutela dei consumatori chiede a gran voce un intervento correttivo immediato, pretendendo non solo la proroga del taglio sulle accise, ma la sua estensione obbligatoria anche alla benzina verde.