Carburanti alle stelle, benzina e diesel più cari di 5-7 cent al litro. L'Unc attacca il governo: «Non fa nulla da mesi»

Mentre il governo valuta di prorogare ancora il taglio delle accise sul gasolio - come già da diverse settimane a questa parte - misura che non ha di fatto portato alcun beneficio sul prezzo alla pompa, i prezzi dei carburanti aumentano ancora: la benzina (su cui non si interviene ormai da tempo) è alle stelle, così come lo stesso diesel, entrambi ampiamente oltre i 2 euro al litro.

Su di oltre 5 cent in un mese

Nel dettaglio, secondo i dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy rilevati dall'Osservatorio sui prezzi dei carburanti, oggi sabato 5 settembre 2026 il prezzo medio in modalità 'self service' lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,052 euro al litro per la benzina (2,046 euro il prezzo di ieri) e 2,164 euro al litro per il gasolio (2,157 euro il prezzo di ieri). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,138 euro per la benzina e 2,237 euro per il gasolio. Esattamente un mese fa, il 5 agosto, i prezzi sulla rete stradale erano di 1,997 euro al litro per la benzina e 2,097 euro al litro per il gasolio. L'aumento è stato dunque di 5,5 centesimi al litro per la verde e 6,7 centesimi al litro per il diesel. 

Unc: ecco cosa dovrebbe fare il governo

«Dal 1° settembre a oggi, in appena 4 giorni, in autostrada un pieno da 50 litri di gasolio costa 1,65 euro in più, uno di benzina 1,70 euro. Nella rete stradale il balzo è di 1,70 per il gasolio e 1,50 per la benzina» denuncia Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. «Il Governo continua a prorogare uno sconto sulle accise sul gasolio che è pari alla metà di quello che servirebbe, mentre sulla benzina non fa più nulla da 2 mesi, dal 4 luglio, lavandosene le mani».

«Ancora peggio il fatto che non abbia mai messo in campo, in 1.414 giorni, alcuna misura per bloccare le speculazioni - continua Dona - I provvedimenti strutturali di cui parla ora il Governo sono solo una presa in giro per stanziare meno soldi, riducendo le accise, invece che a tutti, solo a poche categorie di italiani, magari scaricando il costo sulle imprese come con i bonus per i pendolari, ma non impediscono alle compagnie petrolifere di fare extraprofitti milionari. Da anni chiediamo di fare cose serie, ad ogni legge annuale sulla concorrenza, ma la politica non fa nulla».

 Questi alcuni dei provvedimenti strutturali chiesti dall'associazione e che ridurrebbero gli extraprofitti:

  • proibizione per le compagnie petrolifere di consigliare il prezzo ai distributori consentendo per questa via un allineamento del prezzo e una riduzione della concorrenza;
  • modifica degli articoli 501 e 501 bis del Codice Penale per poter combattere le speculazioni, visto che fino ad oggi le Procure della Repubblica non hanno potuto fare nulla, nemmeno quando Cingolani parlò di colossale truffa e, grazie al nostro esposto, fu sentito dalla Procura di Roma come persona informata dei fatti;
  • rafforzamento della definizione di abuso di posizione dominante e di intesa restrittiva della concorrenza visto che l'Antitrust ha archiviato ben 5 nostri esposti perché non risultavano elementi di diritto "sufficienti a giustificare ulteriori accertamenti ai sensi della legge 10 ottobre 1990, n. 287, o degli articoli 101 e 102 del TFUE";
  • definizione di prezzo anomalo e modifica del Codice del Consumo rispetto alle fattispecie di pratica commerciale scorretta;
  • rafforzamento dell'articolo 15 comma 5 del Codice del Consumo che prevede per i distributori di carburanti l'obbligo di esporre in modo visibile dalla carreggiata stradale i prezzi praticati dei carburanti;
  • multe serie e non ridicole per i distributori che non comunicano i prezzi alle 8 e immediato invio della Guardia di Finanza;
  • modifica dell'App carburanti, finalmente varata, ma attualmente inutile essendo solo un doppione del sito.

Ultimo aggiornamento: sabato 5 settembre 2026, 12:54

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