Caos in Commissione, Controcorrente occupa gli uffici della Bilancio, passa emendamento 5 stelle in IV

Ufficio occupati per protesta. I deputati di Controcorrente protestano così contro la loro mancata rappresentanza nella commissione più importante dell’Ars.

“L’avevamo detto. Eravamo pronti ad azioni eclatanti perché la democrazia va difesa e per questa ragione, dopo aver chiesto più volte di essere inseriti nella commissione bilancio come precisa il regolamento dell’Assemblea regionale siciliana, abbiamo deciso di occupare la commissione bilancio” dicono i deputati del gruppo parlamentare di Controcorrente formato da Ismaele La Vardera, Josè Marano, Alessandro De Leo e Carlo Gilistro.

“Non è accettabile che un gruppo parlamentare che rappresenta i cittadini siciliani non possa controllare, votare e discutere eventuali proposte nella commissione bilancio. Abbiamo chiesto al presidente Galvagno, di essere presenti in commissione, gli abbiamo scritto a luglio e sollevato il problema in aula e nella riunione dei capigruppo la scorsa settimana. Siamo alla vigilia della variazione di bilancio, una variazione di oltre un miliardo di euro di soldi pubblici e non è accettabile che possiamo solo assistere come uditori e non poter partecipare ai lavori con diritto di voto. Il parlamento siciliano, il parlamento più antico al mondo, rispetti la democrazia, noi da qui non ci muoviamo” concludono.

I lavori della manovra in IV Commissione

Poco prima che andasse in scema la protesta di Controcorrente, in un’altra commissione, la IV, era passato un emendamento 5 stelle riguardante la distribuzione dei fondi della manovra previsti per i comuni. “Non più figli e figliastri tra i 391 Comuni della Sicilia e stop alle mancette che hanno fatto la parte del leone in tante manovre varate da sala d’Ercole. I fondi della variazione di bilancio ora all’esame dell’Ars destinati ai Comuni per infrastrutture e opere pubbliche saranno erogati in base alle fasce di popolazione, con un minimo di 100 mila euro ed un massimo di 350 mila euro per tutelare le comunità più piccole” annunciano i pentastellati.

Lo prevede un emendamento del M5S al ddl variazioni a firma Adriano Varrica e Cristina Ciminnisi approvato oggi dalla quarta commissione dell’Ars “che, se reggerà ai prossimi passaggi parlamentari – dice Varrica – dovrebbe scrivere, almeno per questa manovra, la parola fine ai casi che hanno portato enormi, arbitrari e anomali squilibri tra i vari Comuni nel corso di questa legislatura. Un esempio è il comune di Maletto dove, a dispetto dei suoi soli suoi 3.584 abitanti, con le varie leggi finanziarie sono arrivati più soldi che a Comuni molto più grandi come Trapani e perfino Catania”.

“Questo – dice Varrica autore recentemente di un dettagliatissimo studio che ha passato ai raggi X tutte le risorse assegnate direttamente ai 391 Comuni dell’isola, dal minuscolo Roccafiorita a Palermo – è solo un esempio delle tante sperequazioni generate dal sistema dei finanziamenti regionali diretti a specifici Comuni siciliani con le leggi finanziarie, leggi collegate ad esse e variazioni di bilancio approvate nel corso della legislatura. Il mio emendamento prova a mettere al bando la discrezionalità e a tarare i finanziamenti su precisi criteri oggettivi come la popolazione dei Comuni”.

Per rendere sempre operativi questi criteri, Varrica da oltre un anno e mezzo, ha depositato all’Ars un apposito disegno di legge che non è mai stato incardinato in commissione e “che richiama la virtuosa esperienza del fondo pluriennale del governo Conte”.