Campi Flegrei, nuovo decreto. Musumeci: «Fondi a chi lascia l’area»
Il nuovo decreto sui Campi Flegrei è pronto ad approdare in Consiglio dei ministri. Sarà un provvedimento «pluriennale e urgente», con una governance unica, un fondo dedicato e la possibilità di una delocalizzazione volontaria e incentivata. Ad annunciarlo è stato il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, al question time alla Camera, replicando ad una interrogazione del deputato M5s Antonio Caso. E mentre Palazzo Chigi prepara il testo, il territorio si mobilita: giovedì 8 ottobre comitati e cittadini saranno a Roma per chiedere risposte dopo due mesi segnati dalla scossa del 31 luglio.
L’intervento
«L'evoluzione del fenomeno bradisismico impone un riordino dell'attività legislativa finora prodotta», spiega Musumeci. Da qui la scelta di superare la successione di decreti emergenziali e costruire una cornice destinata a durare negli anni. «Il governo sta lavorando a un provvedimento pluriennale e urgente sui Campi Flegrei che nei prossimi giorni conto di sottoporre all’esame del Consiglio dei ministri». Un’impostazione che segue l’intesa avviata nei giorni scorsi con la Regione Campania su un intervento «organico e strutturato».
Il principio, insiste il ministro, è uscire dalla logica dell’«eterna emergenza» per puntare sulla prevenzione dei diversi rischi dell’area. Quattro gli assi indicati: «La resilienza dell’area, una governance unica con poteri di responsabilità e catene decisionali inequivocabili, una delocalizzazione volontaria e incentivata, un fondo pluriennale dedicato». Il governo punta a lavorare d’intesa con Regione e Comuni, dopo il confronto delle ultime settimane e il naufragio in commissione degli emendamenti elaborati anche sulla base delle richieste arrivate dal territorio.
Le prospettive
Musumeci rivendica inoltre gli interventi messi in campo dal 2023, ricordando i decreti adottati negli ultimi anni e i 20 milioni annui stanziati dal 2025 al 2029 per la riduzione della vulnerabilità sismica. Le risorse delle prime due annualità, ha spiegato, sono già state trasferite alla Regione, mentre ai Comuni sono stati affidati i procedimenti per la concessione dei contributi destinati all'edilizia privata. «È necessario cambiare passo» ha poi replicato il deputato Caso.
L’iniziativa
Ma proprio mentre a Roma prende forma il nuovo provvedimento, dai Campi Flegrei parte la mobilitazione. I comitati hanno fissato per l’8 ottobre la manifestazione nella Capitale. Non una delegazione ristretta, ma una protesta alla quale sono chiamati cittadini, associazioni, sindacati, sindaci e amministrazioni. Sono previste partenze in pullman da Pozzuoli, Bacoli, Bagnoli, Quarto e Monte di Procida.
Al centro della piattaforma ci sono le sistemazioni per gli sfollati, l’adeguamento sismico degli edifici, gli aiuti alle attività economiche e ai lavoratori, la tutela delle fasce più fragili, i servizi pubblici e la messa in sicurezza del territorio. «Adesso il tempo è scaduto», è il messaggio dei promotori, che contestano l'insufficienza delle misure adottate finora e soprattutto la mancata approvazione degli emendamenti sollecitati dal territorio. L'annuncio del nuovo decreto, dunque, non ferma la protesta.
Intanto a Bacoli arriva un primo sostegno alle attività economiche colpite dagli effetti del bradisismo. Il Comune riconoscerà ai commercianti che ne faranno richiesta un contributo pari al 90% di quanto pagato nel 2026 per l'occupazione di suolo pubblico, utilizzando una parte delle risorse stanziate dalla Regione. Il sindaco Josi Della Ragione annuncia inoltre un nuovo contributo per le famiglie raggiunte da ordinanze di sgombero dopo la scossa del 31 luglio.