Campeggio ‘Il Conero’, tutti contenti tranne uno: Guido Guidi. “Portonovo gioiello raro: va tutelata”

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Favorevoli quasi tutti gli operatori: “Porta gente, con la tassa di soggiorno ci guadagna anche il Comune”. L’albergatore: “La bellezza deve essere protetta”

La Baia di Portonovo. A destra, l’imprenditore Guido Guidi

La Baia di Portonovo. A destra, l’imprenditore Guido Guidi

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Ancona, 2 agosto 2026 – Aprirà il prossimo anno, a Portonovo, il Campeggio Conero nel luogo dove qualche anno fa sorgeva il Camping Adriatico, sopra la spiaggia di Ramona. Un’area che potrà ospitare fino ad un massimo di 516 ospiti, con 104 piazzole e 66 posti auto. Dopo anni di ricorsi iniziati, nel 2010, il Comune lo scorso 8 giugno, nel silenzio, ha dato l’ok al permesso di costruire. La Provincia il 24 giugno ha approvato il PAUR (Provvedimento autorizzatorio unico regionale) e il Parco del Conero ha dato parere favorevole alla riapertura di una struttura di accoglienza turistica.

I favorevoli al nuovo campeggio

Favorevoli gli operatori di Portonovo. Ma non tutti. “Penso che sia una cosa positiva - afferma Marcello Nicolini Presidente del Consorzio la Baia - Se le cose sono state tutte sistemate secondo le norme è una cosa bella per Portonovo che avrà una nuova struttura di pregio”.

Anche Cristiano Falcitelli, titolare del Camping la Torre si dimostra soddisfatto: “Siamo contenti della riapertura. Giornalmente siamo costretti a mandar via gente perché siamo sempre al completo. Quindi ben venga un nuovo campeggio”. Articolato il pensiero di Flavio Fiorini dell’hotel Internazionale: “Una attività turistica in più per Portonovo sarà un vantaggio - sottolinea - non solo per la baia ma anche per la città di Ancona e per tutto l’indotto che è sempre anconetano. Se questo può rappresentare un problema per le auto la baia deve essere totalmente pedonale. Se si parla di sicurezza allora guardiamo quante persone ci sono nelle spiagge libere. Il rispetto di una ogni tre metri c’è? Sarà una struttura in più che porterà al Comune ulteriori entrate, con la tassa di soggiorno e guadagno a tutta la città perché chi viene a Portonovo va poi anche ad Ancona che a parte Fincantieri ha come volano economico solo Portonovo”. Anche Maurizio Mantini di Pesci fuor d’acqua è favorevole: “Noi siamo contentissimi. Porterà più gente a Portonovo, più movimento altrimenti diventiamo come Palombina e Senigallia dove il movimento non c’è più. Per il problema auto servono navette più piccole e più frequenti, parcheggi a monte e a scendere siano solo lavoratori, fornitori e chi ha una disabilità”.

Una foto d'archivio di un campeggio

Una foto d'archivio di un campeggio

Guido Guidi in disaccordo

Ma non tutti sono concordi su questa linea. Guido Guidi, erede dello spirito che ha sempre animato Aldo Roscioni pioniere della baia, si allontana fortemente da queste tesi. “La Baia di Portonovo è un gioiello raro. Da sempre nella mia visione e in quella di chi mi ha preceduto, Aldo e Marisa, dovrebbe restare il più possibile incontaminata: un luogo in cui la natura continua a parlare con voce chiara, senza essere sovrastata. Credo fortemente che la sua bellezza vada protetta attraverso una gestione consapevole dei flussi, non attraverso una maggiore intensificazione. Portonovo non è uno spazio da saturare ma da custodire. L’idea di vedere un pezzo di monte trasformato in un’area densamente occupata mi appare in contrasto con l’essenza stessa di questo luogo. Rispetto, ovviamente le scelte di chi agisce in forza di titoli autorizzativi. Allo stesso tempo è fondamentale anche lo spazio dei cittadini residenti perché possano continuare a godere della loro spiaggia e della baia senza sentirsi esclusi. Qualità dell’accoglienza e rispetto per chi qui vive ogni giorno non sono alternative, ma due facce della stessa responsabilità. Da anni sostengo che l’accesso veicolare alla baia andrebbe fortemente limitato, a fronte di un investimento serio e strutturato a monte con parcheggi efficienti e un sistema di navette comode, frequenti e sostenibili. Portonovo ha un potenziale unico. Merita di puntare su un turismo di qualità, rispettoso, lento, capace di valorizzare ciò che già possiede: la natura, il silenzio, la bellezza discreta. Questa è per me la direzione più autentica e duratura nell’interesse di tutti”.

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