Caldo, l’estate senza fine della Sardegna: certificato nuovo record. Ora la quinta ondata a 40 gradi

Nel paradiso sempre bollente c’è un dato che è passato quasi inosservato. Pochi giorni fa l’Arpas, l’agenzia regionale per la protezione ambientale sarda, dopo un lungo iter ha certificato che il 19 luglio, nel Comune di Orani, le centraline meteo hanno registrato la temperatura più alta di sempre mai toccata in Sardegna: 48,4 gradi ad Orani, paese che ora strappa la palma di luogo più caldo della Sardegna a Jerzu e Lotzorai (48,2 gradi nel 2023). Siamo poco sotto al record europeo, sempre italiano, di 48,8 gradi in provincia di Siracusa (2021).

Se questo record è passato quasi senza lasciare traccia è anche perché ormai la Sardegna sta diventando il forno-laboratorio perfetto del caldo senza fine, la condizione di come la crisi del clima ha cambiato radicalmente l' estate, abituandoci a temperature costantemente oltre i trenta gradi.

Quest’anno infatti l’isola paradiso e amata da tanti vacanzieri ha sperimentato praticamente un’unica e continua ondata di calore che va da maggio fino a settembre.

Quinta ondata di calore

La quinta ondata di calore in arrivo già da questo martedì inizierà in zone come l’oristanese o il cagliaritano, soprattutto nelle aree interne, a portare nuovamente intorno o addirittura sopra i 40 gradi la colonnina di mercurio. Le temperature elevate continueranno poi a farsi sentire fino al weekend: anche ai primi di settembre in molte località sarde sono previsti picchi di oltre 33 gradi.

Praticamente, a parte per poche giornate di instabilità con un lieve raffreddamento generale o intense e rapide precipitazioni di poche ore, in Sardegna l’effetto caldo è stato costante per tutta l’estate, a partire dalla tarda primavera astronomica.

Ci sono state, scrivono gli esperti come il meteorologo sardo Matteo Tidili, ormai “36 giornate nelle quali in Sardegna è stata superata la soglia dei 40°C, con picchi di oltre i 48°C e un Mediterraneo eccezionalmente caldo. Arriviamo ormai nell’ultima decade di agosto e dobbiamo ancora parlare di masse d’aria eccezionalmente calde per il periodo”.

Le notti tropicali

Questa condizione di caldo senza fine è stata attraversata da innumerevoli notti tropicali, da ricoveri soprattutto fra la popolazione anziana, da roghi e incendi diffusi e da situazioni di siccità, dopo un inverno e una primavera piovosi, tali da iniziare a compromettere anche le buone riserve idriche che la Sardegna aveva accumulato nel 2026.

Ora, mentre si attende “l’espansione del promontorio subtropicale nordafricano, favorita dall’approfondimento di una saccatura atlantica verso l’Europa occidentale e la Penisola Iberica, il conseguente richiamo meridionale trasporterà nuovamente verso la Sardegna una massa d’aria estremamente calda di origine subtropicale continentale”, avverte sui social Tidili, l’isola dovrà prepararsi dunque a un nuovo impatto dell’ondata di calore.

Le acque caldissime

Il tutto avviene in un contesto di acque caldissime, con punte in Sardegna di temperatura superficiale del mare di 31 gradi: ciò significa possibili ripercussioni, vista l’energia accumulata, in autunno, ovvero quando l’incursione di aria più fresca potrebbe portare ad alluvioni ed eventi meteo sempre più intensi.

A impressionare poi sono le anomalie termiche che sta toccando la Sardegna. L’Arpas spiega ad esempio come le temperature massime di luglio sono state in media di almeno +4 gradi rispetto alla norma climatologica. Non solo: le punte che sperimenteremo nel Cagliaritano questa settimana a una certa altitudine sono previste intorno ai 29 gradi, a fronte di una media climatologica (1991-2020) di 18 gradi. Parliamo quindi di anomalie termiche di almeno + 10 gradi rispetto ai valori tipici di fine agosto.

Boom di presenze turistiche fuori dai mesi estivi classici

Forse anche nel tentativo di sfuggire dal grande caldo, oltre che per le lunghe operazioni di destagionalizzazione in corso, è interessante osservare come sia previsto un boom di presenze turistiche in Sardegna fuori dai mesi estivi classici. L’assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu, osservando i dati delle prenotazioni, ha spiegato come se agosto quest’anno sta vedendo un +5,5%, a sorprendere sono “settembre con un +16,2%, mentre ottobre è intorno a +7,9%”.

Per paradosso però anche settembre e ottobre, con il nuovo clima, potrebbero essere completamente diversi rispetto al passato: il Copernicus Climate Change Service per esempio ha appena diffuso una nota in cui spiega come la temperatura media giornaliera globale della superficie del mare abbia raggiunto il livello più alto mai registrato, superando il precedente record stabilito nel marzo 2024: il record, con una temperatura di 21,1 °C , è stato registrato il 22 agosto. Si tratta di un ulteriore segnale di instabilità che, con ogni probabilità, porterà ad una intensificazione dei fenomeni meteo estremi, anche in Italia, dopo il grande caldo.

Il nuovo picco nel resto del Sud le perturbazioni al Nord

Grande caldo che, per ora, continuerà anche al di fuori del “laboratorio-Sardegna”: da oggi infatti e fino all’1-2 settembre gli esperti prevedono sull’Italia delle isole e meridionale - tra Sardegna, Sicilia, Calabria, Campania meridionale, Basilicata e Puglia - un nuovo picco delle temperature, con possibili valori appunto nuovamente vicini ai 40 gradi.

Al Nord invece, e sui versanti tirrenici, potrebbero arrivare nuovi temporali e perturbazioni, fenomeni brevi ma molto forti che, esattamente come per le piogge torrenziali della scorsa settimana, non basteranno però purtroppo a colmare la situazione critica della siccità.