Cade per la buca nascosta e fa causa al Comune: risarcita con 25mila euro

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L’incidente in via Borsellino, in un tratto dissestato e coperto da foglie: “Il pericolo non era segnalato”. Santarcangelo, la donna era stata costretta a operarsi dopo l’incidente

L’ospedale di Santarcangelo, dove la donna è stata operata nel 2022

L’ospedale di Santarcangelo, dove la donna è stata operata nel 2022

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Santarcangelo (Rimini), 29 luglio 2026 – Una buca nascosta dal buio e dal fogliame. Un piede che sprofonda e una caduta che le provoca varie fratture alla mano destra. A distanza di oltre 4 anni dall’incidente, il tribunale ha dato ragione alla donna vittima della caduta, una 64enne residente a Santarcangelo, stabilendo che la responsabilità fu interamente del Comune, condannato dal giudice a risarcirla con 25mila euro e a pagare gli interessi e le spese legali.

La vicenda risale al 2022. Erano circa le 19 quando la donna stava percorrendo il marciapiede che collega via Paolo Borsellino a via Orsini, a Santarcangelo. Secondo quanto è stato ricostruito durante il processo, la donna è inciampata in un tratto completamente dissestato e dove mancava parte della pavimentazione, finendo rovinosamente a terra. L’impatto è stato violento. Il giorno successivo la donna si è presentata al pronto soccorso, dove i medici le hanno diagnosticato diverse fratture alla mano destra. Pochi giorni dopo è stata sottoposta a un intervento chirurgico e nei mesi successivi ha dovuto affrontare un lungo percorso di cure e riabilitazione.

Convinta che la caduta fosse stata provocata dal cattivo stato del marciapiede, la 64enne ha citato in giudizio il Comune chiedendo il risarcimento danni. L’amministrazione si è difesa sostenendo che la responsabilità fosse della stessa donna. Secondo la tesi del Comune, il dissesto era conosciuto, in passato sarebbe stato segnalato con una transenna e la caduta avrebbe potuto essere evitata prestando maggiore attenzione. Ricostruzione che non ha convinto il giudice. Nel corso del processo è emerso infatti che nel punto della caduta non c’erano transenne né cartelli di pericolo. 

I testimoni hanno confermato che il tratto di marciapiede era privo di segnalazioni e che la pavimentazione presentava un evidente dissesto. Il tribunale ha evidenziato come l’incidente sia avvenuto inoltre in piena oscurità, in un tratto senza illuminazione pubblica. A rendere ancora più difficile accorgersi della buca c’era anche il fogliame, che copriva parte del tratto dissestato e avrebbe reso impossibile evitare la caduta.

Per il giudice in quelle condizioni il pericolo non era oggettivamente percepibile da un normale pedone e non si può quindi parlare di imprudenza della donna. Il tribunale ha quantificato un danno non patrimoniale di 19mila euro oltre a spese mediche e altri costi, per un totale di circa 25mila euro. Il processo si è concluso con la condanna del Comune al pagamento del risarcimento.

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