Cade dalla bicicletta a 10 anni e il freno gli entra nella schiena. Se ne accorge dopo 3 anni

Redazione cronaca

Redazione cronaca 14 ottobre 2026 13:25

La leva del freno nel corpo del bambino

Per tre anni ha vissuto con una leva del freno di una bicicletta nella schiena. A rivelarne la presenza è stata una radiografia. Ancora più incredibili sono le modalità con cui quel corpo estraneo è entrato nel corpo di un bambino di 10 anni: penetrando dal fianco attraverso una piccola ferita e arrivando, nel tempo, fino alla regione lombare a contatto con una radice nervosa. Per rimuovere la leva del freno è stato necessario un intervento di chirurgia ad alta complessità eseguito dall'équipe ortopedica dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Palidoro (Fiumicino, Roma).

Cosa è successo

La vicenda ha come protagonista un bambino che tre anni fa, quando aveva 10 anni, cade dalla bici. Un episodio come ne accadono tanti nella vita quotidiana dei più piccoli. Se non fosse che, proprio a seguito di quella caduta, la leva del freno della bicicletta, un pezzo metallico lungo cinque centimetri, riesce a penetrare dentro il corpo del bambino, attraverso una ferita sul fianco. Da lì arriva fino alla regione lombare, ed entra in contatto con una radice nervosa. Questi movimenti, però, avvengono senza fare rumore. Il bambino non si accorge di nulla e continua a fare sport, conduce una vita normale. Finché, tre anni dopo, il peso di quella presenza esterna nella schiena comincia a farsi sentire.

La scoperta

Il ragazzo, oggi 13enne, avverte dolore alla gamba destra e, successivamente, un fastidio meno definito a entrambi gli arti inferiori. Gli accertamenti neurologici non evidenziano alterazioni. È una radiografia della colonna, eseguita per approfondire quei disturbi, a rivelare la presenza di un oggetto metallico allungato e ricurvo nella regione lombare, a sinistra della colonna. La posizione della leva, a stretto contatto con una radice nervosa e con strutture profonde dell'area lombare, rendeva particolarmente complessa la sua rimozione.

La leva lunga 5,5 centimetri

Per questo motivo il giovane è stato indirizzato al Bambino Gesù della sede di Palidoro, dove sono stati completati gli accertamenti, valutata la posizione del corpo estraneo e programmato l'intervento in condizioni di sicurezza. Attraverso un esame di tomografia computerizzata è stato possibile ricostruire anche il percorso dell'oggetto: lungo circa 5,5 centimetri, era penetrato nel fianco sinistro e aveva raggiunto la regione lombare con la punta a ridosso del forame di coniugazione tra la terza e la quarta vertebra lombare, ovvero il canale attraverso il quale passa la radice nervosa. Nel tempo, intorno al corpo estraneo si era formato un involucro di tessuto fibroso che lo aveva inglobato e isolato dai tessuti circostanti.

Il freno estratto

L'operazione di rimozione

Il ragazzo è stato operato dal dottor Leonardo Oggiano, dell'équipe di ortopedia e traumatologia del Bambino Gesù di Palidoro, guidata dal dottor Pier Francesco Costici, responsabile dell'unità operativa. L'intervento, durato circa tre ore, è stato eseguito attraverso una piccola incisione nella parte posteriore della schiena, in corrispondenza della colonna. Per raggiungere il corpo estraneo è stato necessario creare lo spazio attorno alla radice nervosa e procedere con una neurolisi, cioè la procedura di "liberazione" della radice dall'oggetto e dalle aderenze dei tessuti circostanti. La radice è stata protetta in tutte le fasi dell'intervento fino alla completa separazione dalla leva del freno, poi estratta integra.

"La difficoltà principale era rappresentata dalla posizione della leva, che si era portata nello spazio foraminale, proprio nel punto in cui dalla colonna fuoriesce la radice nervosa - ha spiegato il dottor Oggiano, responsabile di alta specializzazione in chirurgia vertebrale -. Abbiamo dovuto liberare progressivamente il nervo dal corpo estraneo lavorando con estrema precisione per preservarne la funzionalità. Il monitoraggio neurofisiologico ci ha permesso di verificare durante tutte le fasi dell’intervento che le strutture nervose continuassero a funzionare correttamente. Una volta completata questa manovra di distacco dell’oggetto, siamo riusciti a estrarre la leva integra".

Il dottor Costici aggiunge: "È stato un caso del tutto particolare anche per la storia clinica. Il ragazzo era rimasto per ben tre anni senza sintomi significativi, continuando a svolgere normalmente le proprie attività, nonostante la presenza di un corpo estraneo di queste dimensioni in una sede anatomica molto delicata. Una volta individuata la leva e ricostruito il suo percorso, abbiamo potuto comprendere come fosse rimasta a contatto con la radice nervosa senza determinarne una lesione".

Come sta il ragazzo

Il decorso post-operatorio del giovane paziente è stato regolare. Il ragazzo si è alzato già la mattina successiva all'intervento ed è stato dimesso dopo pochi giorni. Il recupero è stato completo: al momento del controllo non è stata rilevata nessuna complicanza, né a livello neurologico né fisico.