Cacciuto, mister 400 gol non si ferma - L'Unione Sarda.it
Il bomber.
20 luglio 2026 alle 01:44
Sarà protagonista nel debutto assoluto in Promozione dell’Accademia SulcitanaOltre 400 gol in 26 anni di carriera, 8 campionati vinti e il record di 4 titoli di miglior marcatore della Promozione. Christian Cacciuto è uno dei bomber storici del calcio sardo e, a 43 anni da compiere il prossimo 2 settembre, continua a essere un trascinatore. Ne sa qualcosa l’Accademia Sulcitana, che ha portato al suo primo storico approdo in Promozione segnando al 92’ il gol vittoria nello spareggio di Elmas contro la Gioventù Sarroch, lo scorso 16 maggio. E con cui giocherà anche nel 2026-2027, visto il rinnovo già firmato. Ha sempre segnato tantissimo, dai playoff di Serie D sino alla Prima Categoria, e non ha certo intenzione di smettere.
Cacciuto, l’ultimo anno è stato un trionfo.
«Quando ho firmato per l’Accademia, ad agosto 2025, era una scommessa: dovevo riconfermarmi. Alla mia età bisogna trovare una società che ti dia gli stimoli giusti: ho trovato un club serio e organizzato, con un grande gruppo, e l’epilogo del gol decisivo allo spareggio è stato bellissimo».
Che effetto fa tornare in Promozione?
«La sensazione è buona. Stiamo allestendo una bella squadra, con buona parte del gruppo precedente che era un lusso in Prima Categoria. L’obiettivo non sarà vincere, ma fare un campionato positivo».
Più di 400 gol in carriera: qual è il suo segreto?
«Tutti gli anni dove ho giocato in Promozione ero sempre in una squadra che voleva vincere il campionato. In questi casi, un attaccante ha di certo più possibilità. Ricordo tanti gol con piacere, da quello valso la finale playoff di Serie D a Seregno contro l’Arzachena fino a quelli in Eccellenza e Promozione. E ovviamente l’ultimo, quello dello spareggio».
Da giovane ha sfiorato la B.
«Mi aveva preso l’Ascoli, con cui ho fatto un ritiro, poi alle visite mediche mi hanno detto che avevo problemi alle ginocchia ed è saltato il contratto. Non mi era mai successo nulla, poi però in 3 anni e mezzo ho avuto 3 infortuni gravi allo stesso ginocchio: probabilmente avevano ragione loro».
Come si è dovuto rilanciare?
«Sono rimasto fermo una stagione intera, a 26 anni, e pensavo di smettere. Poi Fabrizio Frediani, il preparatore dell’Atletico di Tonino Orrù, ha trovato la soluzione al mio problema e sono ripartito segnando il gol salvezza nella sfida da ex contro il San Teodoro».
È riuscito a conciliare il lavoro con gli allenamenti?
«Dopo gli infortuni avevo iniziato a lavorare con mio padre al mercato. Mi svegliavo alle 2 di notte, una volta finito mi riposavo un po’ e andavo ad allenarmi. Da 5 anni sono responsabile dell’ittico fresco a Macchiareddu, un lavoro diverso e con orari d’ufficio che mi permette di gestirmi meglio».
Quali stagioni ricorda con più piacere?
«Quelle all’Arzachena, dove sono esploso, e all’Atletico dove ho esordito nel 2000 contro il Sinnai nel campionato vinto in Eccellenza. Ho avuto la possibilità di giocare in C, ma dopo Ascoli non mi sono più spostato dalla Sardegna: fra i campionati migliori quello al Samassi, 29 gol segnati, e l’annata fantastica a Orroli con la promozione in Eccellenza ottenuta con un mese d’anticipo contro ogni pronostico».
Fra gli allenatori, da chi ha imparato di più?
«Senza sminuire nessuno voglio ricordare Virgilio Perra, che mi ha portato in prima squadra e fatto esordire giocando con Gigi Corellas e Tore Mereu, e Carmine Nunziata che mi ha dato tantissimo».
Cosa la porta a continuare a giocare?
«Lo stimolo principale è il piacere di giocare a calcio. Finché il fisico regge continuo, per me è una passione e una valvola di sfogo. Ci metto sempre grande serietà, poi devo continuamente dimostrare: da 10 anni dicono che sono finito, ma ogni volta qualche sassolino dalla scarpa me lo tolgo».
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