C’è un’Adamant rinnovata. Con tanta voglia di rilancio

Solo due i reduci dello scorso anno: il giovane Luigi Dioli, già ai box per un infortunio, e l’esterno Igor Jovanovic

Solo due i reduci dello scorso anno: il giovane Luigi Dioli, già ai box per un infortunio, e l’esterno Igor Jovanovic

L’Adamant Ferrara vuole consolidarsi nel campionato di Serie B Nazionale e se possibile evitare i rischi della passata stagione, quando la salvezza arrivò solamente ai playout passando per un cambio di allenatore e diversi mutamenti nel roster. Il campionato che partirà questo weekend dalla trasferta di Orzinuovi, però, sulla carta vede gli estensi nel novero delle squadre che dovranno lottare fino alla fine per mantenere la categoria.

E’ stata un’estate di grandi rivoluzioni, sia dentro che fuori dal campo: il patron Maiarelli ed il vicepresidente Piazzi hanno scelto di affidarsi ad un professionista del settore, il livornese Gianluca Mannucchi, per ricoprire il doppio ruolo di direttore generale e direttore sportivo, mentre il nuovo tecnico è Simone Bianchi, pavese di nascita ed in rampa di lancio tra gli allenatori giovani dopo la buona stagione a Piombino.

Troppo duro e negativo il ricordo della stagione passata, nella quale si è davvero rischiato di retrocedere in B Interregionale, per non pensare di fare una tabula rasa del passato. Anche gli staff sono stati completamente rinnovati: a fianco di Bianchi ci saranno Nando Maione e Edoardo Morea, il preparatore atletico sarà Marco Amadio e nel ruolo di fisioterapista si registra il ritorno di Matteo Giovanardi, già visto a Ferrara ai tempi del Kleb, in serie A2.

L’organico, in pratica, è del tutto nuovo: solo due i reduci dello scorso anno, ma uno, il giovane Luigi Dioli, è già ai box per un infortunio alla spalla. Confermato pure l’esterno Igor Jovanovic, tra i più positivi la scorsa stagione arrivando a campionato in corso. Tra i piccoli ecco i play Carlo Cappelletti e Francesco Paolin, la guardia Nicolò Isotta e l’ala piccola (neo capitano) Mattia Melchiorri. Tra i lunghi Ferrara ha scelto lo straniero, ovvero l’argentino Lucio Delfino (fratello del più celebre Carlos, ex Nba e da anni residente a Cento), coadiuvato da Bozo Misolic, Nicolò Ianuale e Leonardo Guerrieri.

Un organico fatto di tanti ‘mestieranti’, di giocatori che vogliono rilanciarsi o confermarsi, ma che dal punto di vista del talento vero e proprio, parte dietro a diverse squadre. I ranking stilati da alcuni siti specializzati mettono l’Adamant nella zona tra il tredicesimo ed il quindicesimo posto del girone, quindi ci sarà da sudare fino alla fine per conquistare la salvezza. La speranza è ovviamente quella di stupire, e guadagnare magari un approdo ai play in, salvandosi senza patemi.

Facendo un paragone, questa squadra si può accostare a quella dell’ultimo anno del Kleb prima del fallimento a campionato in corso, in A2 nella stagione 2022/2023: poco talento ma tanta voglia di sudare e di mettersi in evidenza. Allora, prima del triste epilogo, la squadra si fece apprezzare dal pubblico e dagli appassionati e, tra le altre cose, prima di ‘chiudere’ stava disputando un discreto campionato, viaggiando al nono posto: chissà che la storia non possa ripetersi quest’anno, mettendo piano piano da parte quel briciolo di scetticismo che si respira in queste settimane.

Sarà il parquet, come sempre, a fornire le opportune verifiche: l’obiettivo della società è salvarsi per poi costruire, nel giro di un paio di anni, una squadra che possa lottare per posizioni differenti. L’auspicio è che si vada incontro ad una stagione senza particolari patemi, anche per riportare al palazzetto un entusiasmo che nell’ultimo anno si è un po’ sopito. Ma Ferrara, quando serve, sa come si fa per amore della maglia.