Burqa vietato, minori allontanati e tetto agli stranieri in classe: cosa c'è davvero nel decreto sulla scuola del governo
Redazione 24 settembre 2026 21:51
Il burqa e il niqab vengono vietati a scuola, arriva il tetto del 30% per determinati studenti senza cittadinanza italiana e i genitori stranieri che non partecipano ai corsi di lingua potranno essere multati. Ma nel decreto Scuola approvato dal governo Meloni non trova conferma una delle misure più discusse nelle ore precedenti al Consiglio dei ministri: l'allontanamento dei figli dalle famiglie che non collaborano al percorso di apprendimento dell'italiano.
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"Le pare che noi facciamo l’allontanamento del minore?", risponde il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara a chi gli chiede se corrisponde al vero l'ipotesi di allontanare il minore dalla famiglia - Non so chi vi dà queste bozze, evidentemente qualcuno dell'opposizione". Il testo definitivo del decreto diramato da Palazzo Chigi permette di chiarire i dubbi dopo le bozze circolate precedenti all'approvazione. Ma cosa prevedono effettivamente le disposizioni approvate?
Minori allontanati dalle famiglie: cosa dice il decreto sui genitori che non imparano l'italiano
È il punto che ha provocato maggiori discussioni. Una delle bozze circolate prima della riunione del governo prevedeva la possibilità di collocare il minore fuori dalla famiglia qualora i genitori non partecipassero ai corsi di italiano e non collaborassero al percorso educativo del figlio. Nel documento ufficiale diffuso dopo il Consiglio dei ministri questa previsione non compare. Al suo posto viene descritta una procedura che coinvolge la scuola e i servizi sociali, con corsi gratuiti di italiano e sanzioni amministrative.
"Per rafforzare il coinvolgimento delle famiglie nel percorso educativo, le scuole segnalano ai servizi sociali i casi in cui le difficoltà linguistiche dei genitori stranieri impediscono un’efficace collaborazione tra scuola e famiglia. I servizi sociali possono prevedere per i genitori la frequenza gratuita di corsi di lingua italiana presso i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti, finalizzati al conseguimento almeno del livello A2. In caso di mancata partecipazione, previa diffida e salvi i casi di esenzione, è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria".
La mancata partecipazione può comportare una multa, ma soltanto dopo una diffida e fatti salvi i casi di esenzione. Il comunicato non specifica quali siano queste esenzioni. In conferenza stampa il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha indicato l'importo della sanzione: da 200 a 1.000 euro per i genitori che si rifiutano di partecipare ai corsi.
Burqa e niqab vietati a scuola: come cambia la norma rispetto alle bozze
Confermato il divieto di partecipare alle attività scolastiche con il volto coperto. La disposizione non riguarda soltanto le studentesse, ma anche le persone che prendono parte alle attività organizzate dagli istituti, compresi i rapporti tra scuola e famiglia.
"È inoltre vietato partecipare alle attività scolastiche con il volto coperto o con modalità che impediscano il riconoscimento, salvo specifiche ragioni sanitarie, debitamente certificate, o ragioni inerenti alle attività didattiche o formative". Il divieto, quindi, non si limita agli indumenti religiosi. Riguarda qualsiasi modalità che impedisca il riconoscimento del volto.
C'è però una differenza rispetto alla bozza circolata nelle ore precedenti al Consiglio dei ministri. La formulazione iniziale contemplava eccezioni per specifiche ragioni sanitarie o di sicurezza. Il documento ufficiale fa invece riferimento a ragioni sanitarie debitamente certificate e a esigenze inerenti alle attività didattiche o formative.
Valditara aveva anticipato la linea del provvedimento dichiarando che "burqa e niqab non hanno spazio nella scuola italiana". In conferenza stampa ha poi chiarito che il "divieto di mascheramento" riguarda anche altri oggetti che impediscono il riconoscimento, come i caschi. Il ministro ha indicato una sanzione da 200 a 1.000 euro per i genitori in caso di violazione del divieto da parte dei figli.
Il tetto del 30% agli studenti stranieri: chi viene conteggiato davvero
L'altra misura riguarda la composizione delle classi e scatterà dall'anno scolastico 2027/2028. Anche in questo caso, il testo approvato non introduce un limite indistinto a tutti gli studenti stranieri.
Palazzo Chigi definisce requisiti diversi per le scuole primarie e per quelle secondarie. "Nella scuola primaria, gli alunni con cittadinanza non italiana che non sono nati in Italia o non hanno frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia non possono superare il 30 per cento degli alunni di ciascuna classe prima", si legge nel testo di Palazzo Chigi.
Per la scuola secondaria di primo e secondo grado, invece, il limite riguarda gli studenti con cittadinanza non italiana che non hanno frequentato con esito positivo il sistema scolastico nazionale per almeno tre anni. Il criterio, quindi, tiene conto sia della cittadinanza sia del percorso scolastico già svolto. Non equivale a stabilire che in ogni classe possano esserci al massimo tre studenti stranieri ogni dieci.
Il ministro Valditara ha spiegato che il limite "si riferisce a quei ragazzi stranieri che non conoscono o che non conoscono adeguatamente la nostra lingua". La finalità dichiarata dal governo è evitare concentrazioni di studenti con difficoltà linguistiche e favorire l'integrazione. Meloni ha parlato della necessità di evitare le "classi-ghetto" e di costruire "una scuola che integra senza rinunciare alle regole".
Cosa succede se una scuola supera il limite del 30%
Il governo conferma anche il meccanismo per gestire gli istituti nei quali il numero delle iscrizioni non consente di rispettare la soglia. "Quando le iscrizioni non consentono il rispetto del limite, gli uffici scolastici di ambito territoriale adottano le misure organizzative per un’equilibrata distribuzione tra istituzioni scolastiche limitrofe, nel rispetto del principio di prossimità al domicilio".
Saranno dunque gli uffici scolastici territoriali a organizzare la distribuzione degli studenti tra le scuole vicine, senza prescindere dalla prossimità al domicilio. Valditara ha chiarito che non si tratta di mandare gli alunni a decine di chilometri di distanza, ma di indirizzarli verso istituti di prossimità quando viene superato il limite previsto. Sono inoltre annunciate risorse per attività extracurricolari dedicate al potenziamento delle competenze di base nella lingua italiana, destinate a sostenere l'inserimento scolastico.
Latino alle medie, licei tecnologici e contributi per i libri: le altre novità
Dall'anno scolastico 2027/2028 viene introdotto l'insegnamento facoltativo del latino per l'educazione linguistica, a partire dal secondo anno della scuola secondaria di primo grado, per un totale di 33 ore annue. Cambiano anche le denominazioni degli istituti: i tecnici diventano licei tecnologici e i professionali licei professionali, con una revisione del relativo monte ore.
Sul fronte economico, il governo annuncia l'incremento delle risorse destinate alla gratuità totale o parziale dei libri di testo. Dal 2027 viene inoltre istituito un fondo da 20 milioni di euro annui per contributi erogati direttamente alle famiglie con Isee non superiore a 40mila euro.
Previsto anche un incremento del fondo contro il cyberbullismo. Le risorse per l'educazione al rispetto e il contrasto della violenza di genere vengono destinate direttamente alle scuole e aumentate di tre milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027.
Le altre decisioni del Consiglio dei ministri: diesel Euro 5, giustizia e Campi Flegrei
Tra gli altri provvedimenti approvati in Consiglio dei Ministri, un decreto-legge che rinvia dall'1 ottobre 2026 al 1 ottobre 2027 il termine entro cui Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna devono prevedere limitazioni strutturali alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5. Le Regioni conservano comunque la possibilità di introdurre anticipatamente le restrizioni.
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Via libera anche a un decreto sulla giustizia che proroga fino al 31 gennaio 2027 il personale a tempo determinato dell'Ufficio per il processo e interviene sul coordinamento delle indagini relative ai minorenni. Per i Campi Flegrei è stato approvato un secondo programma di interventi urgenti sulle infrastrutture e sui servizi essenziali, con un finanziamento complessivo di 45,25 milioni di euro.
Il governo ha inoltre deliberato di impugnare la legge dell'Emilia-Romagna sul suicidio medicalmente assistito, ritenendo che alcune disposizioni contrastino con la normativa statale e con la Costituzione.