Brondi Amico Speciale 4G provato da chi lo utilizza davvero: mia nonna Bianca
Nonostante i 90 anni inizino ad avvicinarsi (ma non ditelo a lei, che di solito inverte le cifre degli anni per dire che è più giovane, anche se quest'anno le è andata un po' così, visto che sono comunque... 68 anni!), Nonna Bianca è come sempre fuori a dare acqua ai fiori.
Che ci siano 20, 30 o 40 gradi, poco importa: fermarla è impossibile, proprio come quando lavorava nell'allevamento di suini. Fatto sta che, quando rientra in casa, nonna guarda spesso la televisione (o, perlomeno, la ascolta mentre lava i piatti) e si lamenta per la troppa pubblicità che passa. Nel corso degli anni c'è tuttavia una tipologia di spot che ha attirato la sua attenzione, anche per via della presenza di una ragazzina che interpreta Cappuccetto Rosso: parliamo proprio degli spot della Brondi e mentirei se dicessi che l'ispirazione per l'articolo di inizio 2026 sulla storia del marchio di telefonia non è arrivata anche dal fatto che sono ormai diversi anni che Nonna Bianca chiede di provarne uno per imparare a fare qualcosa di un po' digitale senza che ci sia suo nipote di mezzo.
L'intero testo è approvato da Nonna Bianca (nonostante non sia scritto in dialetto veneto).
Come nasce la prova e le richieste iniziali della nonna
In seguito all'articolo pubblicato su queste pagine a inizio anno, Brondi mi ha contattato per sapere se ero interessato a una prova di un loro prodotto.
Il punto è che, per quanto mi piaccia scavare nella storia imprenditoriale del nostro Paese, la mia prova di un prodotto per anziani sarebbe stata filtrata da un punto di vista sbagliato.
Prima di rispondere, dunque, sapevo già di dover mostrare ogni singolo modello del catalogo Brondi a mia nonna, che sarebbe stata esigente nella scelta e che, infatti, ha subito messo le cose in chiaro: i modelli con auricolari assolutamente no, perché lei ci sente bene e non vuole avere nulla che ostacoli le sue orecchie mentre lava i piatti.
Per questo poi la scelta è ricaduta su Brondi Amico Speciale 4G, che ha una base di ricarica più simile a quella dei telefoni fissi cordless che di solito usa e che, soprattutto, non arriva con alcun tipo di auricolare.
Già meglio, ma nonna era comunque un po' scettica.
Dopo averle spiegato un po' le funzionalità indicate sul sito Web di Brondi, però, alla fine ha deciso di voler provare, visto che era da tanti anni che chiedeva un telefono per anziani... "tanto al massimo ci sei tu".
La riattivazione della SIM e la configurazione
Il corriere che ha portato il Brondi Amico Speciale 4G è arrivato ovviamente in una calda giornata estiva mentre Nonna era fuori a dare acqua ai fiori, dunque l'ha persino ritirato lei in pesona.
Nelle fasi successive, però, ha avuto bisogno di me per inserire la SIM (in formato nano, che qualcuno potrebbe ancora non avere, ma nel caso si può portare in negozio) e montare la batteria.
Poi però ho scoperto una cosa, che in realtà era già accaduta l'anno precedente: utilizzando solamente il cordless, nonna non aveva effettuato chiamate con il cellulare per qualcosa come 13 mesi e quindi, per il secondo anno di fila e senza troppi preavvisi, la sua SIM era stata messa in standby.
La colpa di quell'icona X di assenza segnale in alto a sinistra, insomma, non era certo del buon cellulare Brondi che, anzi, ha persino uno slot Dual SIM.
Avendo già dovuto risolvere questo problema in passato, sappiate che mi ero già preoccupato di creare un account associato al suo numero (nel nostro caso, l'operatore era TIM) e che quindi è stato sufficiente scaricare l'app MyTIM, recuperare l'account e dare conferma della riattivazione della linea.
Fatto sta che, una volta riattivata la linea, è arrivato il fatidico momento del test di chiamata. Ovviamente abbiamo subito telefonato a una delle sue sorelle e, dopo essersi dette le solite cose, ha subito messo giù con il rosso in maniera molto intuitiva, visto che bisognava tornare a piegare la biancheria.
In ordine, quindi, nonna è riuscita a premere correttamente il pulsante in alto per selezionare la rubrica, scegliere il numero della sorella e avviare la chiamata mettendolo poi sulla base stile cordless (anche se i numeri in rubrica, la configurazione di data e ora e la prima ricarica sono state operazioni che ho portato a termine personalmente). Ha anche cambiato l'orologio da analogico in digitale sullo schermo esterno.
La prova di Nonna Bianca: i pro, i contro e le conclusioni
Nonna Bianca apprezza il design a conchiglia classico, questo è chiaro: le ricorda gli ultimi anni in cui i cellulari erano per lei ancora qualcosa di utilizzabile e non pura stregoneria come nell'epoca delle app.
Il touch screen proprio non le va a genio e, soprattutto, con lei non si può proprio parlare di intelligenza artificiale - ogni volta che in TV si parla di intelligenza artificiale sostiene che abbiano proprio sbagliato a dare questo nome e, tra l'altro, viste le modalità di utilizzo degli ultimi tempi non mi sento neanche di darle torto.
La prima volta che ha aperto il telefono ha comunque provato a toccare lo schermo per vedere se era touch o meno, visto che mi vede sempre farlo sullo smartphone, ma quando le ho spiegato che non si poteva fare è stata molto contenta: "Meno cose fa e meglio è, non voglio neanche le fotografie!". D'altronde, la presenza in casa di più o meno 10 foto a fronte di una vita di duro lavoro parlano chiaro, anche se poi ha mille foto di nipoti e parenti.
Il principale pregio di Brondi Amico Speciale 4G secondo Nonna Bianca sta nella sua semplicità di utilizzo: quattro tasti (o addirittura un singolo tasto) ed è già in chiamata con una delle sue sorelle per aggiornarsi sull'andamento della famiglia. Non solo: grazie alla funzione Vedi e Chiama, è possibile aggiungere delle foto ai riquadri dei numeri in rubrica, in modo da poterli chiamare con un colpo d'occhio.
Il metodo più rapido per aggiungere la foto è quello di sfruttare la fotocamera da 13MP con flash LED del Brondi, che è posta in un punto strano (nella parte bassa della scocca sul retro).
Qui però arriva una critica di Nonna Bianca: palesemente, Brondi Amico Speciale 4G non è un cameraphone e la qualità della fotocamera è quella che ci si aspetterebbe da un dispositivo di questo stile e con un prezzo che si trova spesso sotto gli 80 euro.
Diciamo che è abituata bene con gli smartphone che provo quotidianamente e, dipendesse da lei, i suoi amati nipoti li vorrebbe in 8K, dunque qui mi permetto di ridimensionare un po' la sua critica.
Fatto sta che probabilmente a Nonna la funzione Vedi e Chiama servirà fino a un certo punto, perché ci vede benissimo, sa leggere i nomi e i numeri e, una volta imparati i tasti per chiamare, quello basta e avanza.
D'altronde, poter parlare con le persone che contano nella sua vita è tutto ciò che desiderava.
A tal proposito, il dispositivo presenta, oltre a un comodo pulsante SOS (che invia comunicazioni ai numeri scelti), la possibilità di chiamare i propri numeri preferiti tenendo premuto per qualche secondo un solo tasto, visto che è possibile associare i tasti M1, M2 e da 1 a 9 ai contatti più importanti per le chiamate "al volo".
Tra gli altri aspetti che hanno convinto Nonna ci sono poi i grandi tasti retroilluminati, mentre come torcia preferisce quella classica.
Il Brondi Amico Speciale 4G ha inoltre funzionalità un po' più avanzate per ascoltare la musica, aggiungere foto da file esterni, slot per la microSD e così via, ma Nonna non sa nemmeno cosa voglia dire "4G" e non ne vuole proprio sapere del resto.
Le ho detto che una recensione andrebbe fatta in modo completo, ma lei ha detto che il telefono va più che bene così.
Per dovere di cronaca, quindi, lo schermo interno è di tipo TFT da 2,8 pollici, quello esterno è invece da 1,77 pollici e c'è il supporto al Bluetooth. La porta di ricarica, invece, è di tipo USB-C.
Sul come e quando nonna porterà con sé in borsa il Brondi non ci è dato saperlo, visto che giustamente vuole la sua privacy.
Quello che posso dirvi da nipote, però, è che far tornare mia Nonna a chiamare da sola con un cellulare non era semplice e, perlomeno nel mio caso, il cellulare per anziani è riuscito effettivamente nel suo scopo.
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Tra gli aspetti che ho notato, in chiamata è meglio attivare il vivavoce perché a volte l'audio si sente un po' basso (abbiamo scoperto, probabilmente, a cosa servono gli auricolari degli altri modelli) e l'autonomia della batteria da 1.000 mAh è valida ma ovviamente per un uso totalmente diverso rispetto a quello dei moderni smartphone, visto che è previsto di poterlo lasciare sulla base di ricarica.
Tirando le somme, di certo quella con Nonna Bianca è stata una prova diversa dal solito, ma è sempre giusto ascoltarsi tra generazioni.
Per ulteriore supporto, comunque, la funzionalità di Controllo Remoto del Brondi mi permetterebbe di intervenire da casa inviando degli SMS con comandi specifici (per esempio, in genere si può modificare il volume, attivare/disattivare la funzione SOS e salvare un nuovo numero in rubrica, i codici vengono comunque spiegati nel manuale). Tuttavia, lo avrete capito, Nonna Bianca è in gamba e probabilmente non ce ne sarà bisogno.






