Bosco Ospizio, la lotta continua. Il presidio fisso degli attivisti continuerà fino al 17 agosto

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Il sit-in per impedire la costruzione di un nuovo supermercato Conad è iniziato lunedì scorso. I permessi saranno validi altri dieci giorni: la richiesta è di prorogarli fino alla fine del mese.

Il presidio degli attivisti davanti al bosco urbano di Ospizio, lungo la via Emilia

Il presidio degli attivisti davanti al bosco urbano di Ospizio, lungo la via Emilia

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Non si ferma la protesta contro la costruzione di un nuovo supermercato Conad e di una palazzina destinata a servizi pubblici nel quartiere Ospizio. Il sit-in, iniziato il 3 agosto - data che coincideva con l’inizio dei lavori - proseguirà, nelle intenzioni degli organizzatori, almeno sino al 17 agosto; inoltre ieri è stata inoltrata una nuova domanda alla questura per prorogarla sino alla fine del mese.

I sostenitori fanno parte dell’Assemblea permanente bosco Ospizio, realtà nata due anni fa che ha promosso diverse iniziative per mantenere lo spazio verde ampio 45mila metri quadrati così com’è, dov’è invece prevista la realizzazione degli edifici previsti dal Pru Ospizio, il Piano per la riqualificazione urbana siglato nel 2015 dal Comune e dalla cooperativa di consumo, per il quale sono stati concessi i permessi di costruire in febbraio.

L’occupazione è monitorata dalla Digos, dagli agenti della questura insieme ai carabinieri, impegnati nella soveglianza e nel dialogo. Lunedì e martedì i manifestanti, che stazionano costantemente davanti alla recinzione dell’area verde, hanno impedito alle ruspe e ai trattori di farvi ingresso; poi da mercoledì i mezzi non si sono più presentati. Alla sera i partecipanti si riuniscono in assemblea plenaria per confrontarsi nell’attiguo parco Campo di Marte 2, dove qualcuno di loro resta anche a dormire sotto le tende. Alla staccionata sono stati appesi cartelli di protesta e ora campeggia anche un allestimento di stile ferragostano: un ombrellone sotto il quale sta seduto uno scheletro con le scritte "Di cemento si muore" e un coccodrillo gonfiabile.

Il progetto, che ha una storia ventennale ed è approvato dal Comune, prevede oltre al nuovo supermercato una palazzina che accoglierà la casa della salute, un polo per servizi e una biblioteca. A compensazione dei tagli di alberi – secondo quanto riferito al Carlino dall’assessore all’Urbanistica Carlo Pasini 90 sui 300 esistenti – è prevista la piantumazione di altri 1.550. Di recente il Tar, a cui è stato presentato ricorso, ha rigettato la richiesta di sospensione immediata dei lavori: per i giudici "non è individuabile alcun bosco" e sono state pianificate opere di riequilibrio.

Ieri si è presentato al presidio Danny Labriola, ex portavoce dei Verdi di Bologna. In passato il partito felsineo è uscito dalla maggioranza di centrosinistra, poi i ’ribelli’ sotto le due Torri sono stati commissariati dai vertici nazionali. Con lui c’era pure Davide Celli, consigliere comunale che si è dimesso dal partito. "Se un’amministrazione progressista porta avanti progetti dannosi, i partiti ambientalisti, anche se in coalizione, non li devono sostenere – attacca Labriola –. Mi spiace che i Verdi di Reggio non partecipino a questa lotta per il bosco Ospizio: se questa cementificazione fosse stata prevista in una città guidata dal centrodestra sono certo che sarebbero insorti, ma quando sono alleati del centrosinistra diventano tiepidi. Un assessore verde dovrebbe chiedere al sindaco di fare dietrofont e schierarsi accanto ai cittadini". Un chiaro riferimento all’assessore Carlotta Bonvicini, il cui partito, insieme ad Avs, ha fatto sapere che sarebbe opportuna una sospensione dei lavori in attesa del definitivo pronunciamento del Tar, ma senza dirsi contro al progetto.

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