Bologna, Palladino si presenta: "Serve un click contro il Torino" - Toro News
Avvio di stagione molto complicato per il Bologna. Dopo la separazione con Vincenzo Italiano il club ha optato per Domenico Tedesco come nuovo allenatore. Tuttavia i risultati non sono arrivati e il club ha deciso di esonerare l'allenatore e di affidare la panchina rossoblù a Raffaele Palladino, rimasto senza squadra dopo la conclusione della sua esperienza con l'Atalanta. Oggi l'ex giocatore di Juventus e Genoa ha sostenuto la conferenza stampa di presentazione.
"Volevo ringraziare la proprietà e la società, in questi ultimi tre giorni mi hanno dato dimostrazione di grande fiducia. Mi hanno prospettato non una panchina, ma un progetto. Sono molto felice, ho avuto sensazioni bellissime in un ambiente positivo, in cui bisogna ritrovare l'entusiasmo che magari si è un po' perso. Sono molto determinato per intraprendere questo percorso assieme. Volevo anche ringraziare i tifosi per il calore con cui mi hanno accolto"
Ha già pensato di passare ad una difesa a 3? "Nel mio percorso da allenatore ho avuto la fortuna di cambiare diversi sistemi di gioco e ho molta esperienza su tre moduli. Ogni allenatore deve essere flessibile in base agli interpreti che ha a disposizione. Credo che questa squadra sia stata costruita per giocare a quattro, ma ha le potenzialità anche per una difesa a tre: può essere un gruppo camaleontico. Vedremo nel corso della stagione; intanto ho percepito una grande predisposizione a cambiare e una totale apertura nel recepire i miei principi. Bisogna solo lavorare a testa bassa con grande impegno e avere un po' di pazienza all'inizio".
Aveva già visto il Bologna dal vivo quest'anno? Che impressione le aveva fatto? "Sono venuto a vedere Bologna-Lazio. In quel weekend ho guardato tre partite diverse per studiare i nuovi allenatori, ed ero curioso di osservare Tedesco così come Gattuso. Sono arrivato da due giorni e mi interessa stare il più possibile con la squadra: oggi abbiamo fatto una doppia seduta proprio perché devo capire le loro sensazioni, le loro emozioni e conoscerli a fondo. Ogni minuto è fondamentale per cercare di ottenere il massimo già sabato. In questo momento dobbiamo dare qualcosa ai tifosi e alla società: serve ritrovare l'entusiasmo che Bologna ha sempre avuto, e sono sicuro che lo ritroveremo".
Possono convivere Orsolini e Bernardeschi nella stessa formazione? "Riccardo è rientrato oggi e l'ho visto bene. Orsolini e Bernardeschi formano una coppia formidabile e cercherò sempre di schierare quanta più qualità possibile: più ce n'è in campo, meglio è. Ci sono due fasi, possesso e non possesso, e dovremo difendere tutti insieme: nel mio credo i primi difensori sono gli attaccanti, e qui ci sono le basi per fare bene".
Quali sono i suoi obiettivi nell'immediato? "Innanzitutto far bene sabato, poi sfruttare la sosta per svolgere una sorta di mini-ritiro in cui migliorare la condizione fisica. Dopodiché non dobbiamo porci limiti né guardare la classifica, ma solo lavorare sodo".
In questi giorni era stato contattato da altre squadre? "Qui ho sentito grande fiducia e ci siamo messi d'accordo in pochissimo tempo. Sentivo che in questo momento della carriera avevo bisogno di aprire un nuovo ciclo e costruire qualcosa di importante. Sono una persona che si fida delle sensazioni a pelle e qui ho avvertito subito la scintilla. Sono ambizioso e la società è come me; i ragazzi devono sentirsi allo stesso modo. Questo è un club importante, con grandissimi tifosi che meritano il meglio".
Come ha trovato la squadra dal punto di vista fisico? "Ho visto dal vivo solo Bologna-Lazio, le altre gare le ho seguite da casa in tv analizzando ogni minimo dettaglio della rosa. Se sono qui è perché credo in questi ragazzi, che hanno valori importanti: altrimenti avrei rifiutato, come ho fatto con altre proposte ricevute. La condizione fisica è da ritrovare e i ragazzi ne sono consapevol"».
Cosa porta nell'immediato? "Voglio trasmettere la mia energia, il mio entusiasmo e le mie idee. Non ho la bacchetta magica in soli tre giorni, ma sono certo che ai ragazzi serva una scintilla prima di tutto mentale. Serve un click immediato per preparare la partita fondamentale di sabato, poi avremo più tempo per lavorare".
Come ha visto Piccoli e Dovbyk? "Piccoli lo conosco bene e credo molto in lui, così come in Dovbyk che purtroppo è stato fermo a lungo ma che vogliamo rimettere nelle giuste condizioni. Poi c'è anche Erem: abbiamo una bella batteria di centravanti e dobbiamo portarli a segnare il più possibile".
Cosa si prova ad entrare nuovamente in corsa? "Sono abituato subentrare a stagione in corso. In poco tempo bisogna capire quali problemi ci sono stati: il mio diventa un lavoro sia psicologico che tecnico. Questo gruppo ha fatto grandi cose in passato e oggi non merita di stare lì sotto, seppur stia raccogliendo meno di quanto meritasse".
Quanto coraggio ci è voluto per accettare la panchina del Bologna? "Prima di Monza-Juventus il presidente Berlusconi mi chiese se avessi il coraggio di partire dall'inizio. Lì ci volle coraggio, qui invece non è servito: mi è bastato parlare con il presidente e i direttori per avvertire subito la fiducia e la giusta scintilla".
In che posizione vede Ferguson? "È un giocatore versatile ed intelligente: può fare la mezzala, il mediano e anche il trequartista. Sono felice di allenarlo".
Sa già quanti giocatori perderà durante la sosta per le Nazionali? "Faremo i conti a breve, ma mi interessa lavorare al massimo con chi rimarrà qui. Mi avrebbe fatto piacere averli tutti a disposizione, ma se vanno in Nazionale significa che sono giocatori forti. Con chi resta lavoreremo tanto".
Le piacciono le nuove regole arbitrali? "Vedere le partite da fuori mi fa impazzire per l'intensità che c'è adesso: ci sono meno pause e più ritmo, ed è proprio per questo che bisogna alzare la condizione fisica. Ringrazio Tedesco che ha allenato questa squadra prima di me, ma cambiando la tipologia di allenamento dovremmo adeguare anche il livello di intensità".
Come si sente ad allenare una squadra che meno di due anni fa ha alzato al cielo la Coppa Italia? "Quello che hanno fatto questi ragazzi e questa società negli ultimi anni mi stimola e mi dà un forte senso di responsabilità. Credo nel Bologna perché è un ambiente sano. Non sono qui per il triennale, ma per fare qualcosa di importante come è stato fatto in passato. Ora siamo indietro e bisogna pedalare, inserendo pochi concetti alla volta per poi premere sull'acceleratore".
Ha avuto contatti con il Bologna prima di Napoli? "Conosco questa proprietà da due anni e abbiamo sempre avuto un rapporto di cordialità ogni volta che ci siamo affrontati o che ho incontrato i direttori. C'è sempre stata sinergia, ma ci siamo sentiti solo in occasione di Bologna-Lazio quando sono venuto a studiare Tedesco e Gattuso. Non ci sono stati altri contatti prima, ero a casa mia a Napoli".
Ha già deciso una gerarchia tra i portieri? "Ancora no, abbiamo due valide opzioni e deciderò vedendoli in allenamento".