Bollo auto in scadenza, tutte le nuove regole: le date, chi paga (e chi è escluso), le multe per i “ritardatari"
Bollo auto in scadenza per molti automobilisti. L’estate si chiude, infatti, con una scadenza fiscale da non dimenticare. Il 31 agosto è l’ultimo giorno utile per effettuare il pagamento per chi ha il bollo scaduto nel mese di luglio. La regola generale prevede infatti che la tassa automobilistica venga pagata entro il mese successivo a quello di scadenza. Chi invece ha una scadenza fissata ad agosto avrà tempo fino al 30 settembre.
Cosa è il bollo auto
Tra le novità del 2026 Il bollo auto è la tassa sulla proprietà di autoveicoli e motoveicoli immatricolati in Italia. La gestione spetta generalmente alle Regioni e alle Province autonome di Bolzano e Trento, mentre per Friuli-Venezia Giulia e Sardegna la tassa è gestita dall’Agenzia delle Entrate. L’obbligo riguarda, alla data di scadenza, chi risulta registrato al PRA come proprietario del veicolo.
Sono tenuti al pagamento anche utilizzatori, usufruttuari e acquirenti con patto di riservato dominio, oltre agli utilizzatori di veicoli con contratti di noleggio a lungo termine senza conducente.
Chi non è tenuto a pagarlo
Tra le novità del 2026 c'è la possibilità di non pagare il bollo nel caso di reddito basso. Chi percepisce un reddito personale annuo pari o inferiore a 8.000 euro può fare domanda di esenzione del bollo. La misura richiede la presentazione della documentazione ufficiale rilasciata dall’Agenzia delle Entrate, che sia sotto la Certificazione Unica o la dichiarazione dei redditi dell’anno precedente. Insieme al criterio economico resta centrale il capitolo ambientale. In caso di vetture ibride ed elettriche immatricolate dal 2022 in poi sarà possibile ottenere l’esenzione dal bollo della durata di cinque anni, calcolati a partire dalla data di prima immatricolazione.
Anche qui il riconoscimento non avverrà in modalità automatica, bensì occorrerà avanzare apposita domanda presso gli uffici erariali o tramite gli sportelli regionali incaricati della gestione della tassa, previa classificazione del veicolo nelle banche dati ufficiali del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Le scadenze
Le modalità e le scadenze variano in base alla regione di residenza e alle caratteristiche del veicolo. Esistono inoltre alcune agevolazioni: ad esempio, in diverse Regioni le auto elettriche sono esentate dal pagamento per un determinato periodo, mentre per le ibride sono previste esenzioni che possono variare da tre a cinque anni. Dal 1° gennaio 2028 è inoltre previsto un nuovo sistema di pagamento: la scadenza sarà collegata alla data di prima immatricolazione del veicolo. È possibile verificare online sia la scadenza sia lo stato dei pagamenti. Uno dei metodi più semplici è utilizzare i servizi dell’ACI, inserendo la Regione di residenza e i dati anagrafici e del veicolo. È inoltre possibile consultare i pagamenti attraverso i servizi online di Poste Italiane.
Cosa succede se si paga in ritardo
Il mancato pagamento entro i termini comporta sanzioni e interessi, che aumentano progressivamente con il passare del tempo. Per i ritardi fino a 14 giorni è prevista una sanzione dello 0,1% per ogni giorno di ritardo, mentre dal 15° al 30° giorno la sanzione sale all’1,5%. Tra 31 e 90 giorni arriva all’1,67%, mentre tra 91 giorni e un anno è pari al 3,75%, oltre agli interessi. Per ritardi superiori a un anno la sanzione può arrivare al 30% dell’importo del bollo, a cui si aggiungono gli interessi previsti. La situazione può diventare più seria in caso di mancato pagamento prolungato. Dopo gli accertamenti e la notifica degli atti previsti, il mancato saldo può portare anche al fermo amministrativo del veicolo. Nei casi più gravi, e qualora il debito non venga regolarizzato, si può arrivare anche al pignoramento dell’auto.
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