Bollette, la grande truffa da 650 milioni di euro: "Ecco cosa non dire mai al telefono"
Redazione 19 agosto 2026 13:34
Sono 2,9 milioni gli italiani che dichiarano di aver subito una truffa o un tentativo di truffa legato alle bollette di luce e gas, con perdite economiche stimate complessivamente in quasi 650 milioni di euro. È quanto emerge da un'indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e realizzata tra il 18 dicembre 2024 e il 3 gennaio 2025 attraverso 1.878 interviste a persone di età compresa tra 18 e 74 anni.
Il fenomeno, secondo Facile.it, sarebbe comunque in diminuzione: tre anni prima gli italiani coinvolti erano stimati in circa 4 milioni, il 27% in più.
La truffa arriva soprattutto per telefono
Il telefono resta il principale strumento utilizzato per ingannare i consumatori. Secondo l'indagine, il 68,2% delle truffe è stato portato a termine attraverso falsi call center. Nel 24,9% dei casi è stata utilizzata una falsa email, mentre il tradizionale porta a porta compare nel 12,9% degli episodi. Seguono le applicazioni di messaggistica istantanea, con il 9,5%, e i social network, utilizzati nel 6% dei casi.
Lo schema può cambiare, ma l'obiettivo è spesso ottenere informazioni utili per attivare o modificare una fornitura. Tra i dati più delicati ci sono Pod e Pdr, i codici che identificano rispettivamente la fornitura di energia elettrica e quella di gas. Facile.it raccomanda di non comunicarli a interlocutori la cui identità non sia stata verificata.
I più colpiti non sono gli anziani
Uno dei dati più sorprendenti riguarda l'età. A dichiarare più frequentemente di aver subito una truffa o un tentativo di frode non sono gli anziani, ma le persone con meno di 44 anni.
A fronte di una media nazionale del 7%, la quota sale al 9,2% tra i 25 e i 34 anni e raggiunge il 10,1% nella fascia tra 35 e 44 anni. Anche un livello di istruzione elevato sembra offrire poca protezione: secondo l'indagine, tra i laureati l'incidenza risulta più che doppia rispetto alla media.
Sei su dieci non denunciano
C'è poi un altro dato significativo: il 59,2% di chi è caduto nella trappola sceglie di non denunciare quanto accaduto. Le motivazioni sono soprattutto economiche. Il 36,1% sostiene che il danno subito sia troppo basso per giustificare una denuncia, mentre il 22,7% è convinto che, anche rivolgendosi alle autorità, non riuscirebbe comunque a recuperare il denaro perso.
Ma pesa anche l'imbarazzo. Il 16,8% ammette di non aver denunciato perché si sentiva ingenuo per essere caduto nella truffa, mentre il 4,2% ha preferito tacere per evitare che i familiari venissero a conoscenza dell'accaduto.