Bmw R 1300 RS, la prova su strada

Bmw R 1300 RS, la prova de Il Fatto.it – Boxer sportivo, ma senza dimenticare il comfort – FOTO

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La nuova BMW R 1300 RS è una moto che non nasce per stupire con numeri da superbike, ma per accompagnare il pilota lungo centinaia di chilometri con il sorriso sotto il casco.
La sigla RS, del resto, ha un peso importante nella storia di BMW Motorrad. Debuttò nel 1976 con la R 100 RS, la prima moto di serie al mondo dotata di una carenatura sviluppata nella galleria del vento. Cinquant’anni dopo, BMW celebra quell’intuizione con un modello completamente nuovo, che conserva la filosofia della sport tourer ma la interpreta con contenuti tecnici decisamente moderni.

Il protagonista resta il motore boxer bicilindrico di 1.300 cc, il più potente mai realizzato dalla Casa bavarese per una moto di serie. I numeri parlano di 145 cavalli a 7.750 giri e 149 Nm di coppia a 6.500 giri, ottenuti anche grazie al sistema ShiftCam di fasatura variabile. Ma sono dati che raccontano solo una parte della storia. Su strada il boxer sorprende soprattutto per la fluidità. Riprende senza incertezze già ai bassi regimi, spinge con decisione nell’arco di tutta l’erogazione e, quando si supera quota seimila giri, cambia voce e carattere, mostrando un allungo che le precedenti generazioni non avevano.

La posizione di guida è leggermente più caricata sull’anteriore rispetto alla R 1250 RS, ma senza diventare estrema. I polsi non si affaticano, la sella da 790 mm permette di trovare facilmente l’appoggio a terra e la protezione aerodinamica è efficace anche alle velocità autostradali. È una moto che invita a guidare con precisione, sfruttando ogni curva. Merito anche della ciclistica completamente ripensata.

Il nuovo telaio principale in lamiera d’acciaio lavora insieme a un telaietto posteriore in alluminio pressofuso, mentre davanti debutta una forcella upside-down da 47 mm che sostituisce il Telelever adottato sulla GS. Una scelta che rende l’avantreno più comunicativo e diretto, senza sacrificare la stabilità. Dietro continua invece a lavorare l’EVO Paralever con trasmissione cardanica, silenziosa e praticamente esente da manutenzione. Con un peso in ordine di marcia di 245 kg la RS non è certo una moto leggera, ma una volta in movimento cambia direzione con sorprendente naturalezza.

Il costruttore bavarese ha poi trasferito sulla R 1300 RS molta dell’esperienza maturata nel settore automobilistico. Il display TFT da 6,5” è il centro di comando della moto e permette di gestire navigazione, smartphone e modalità di guida. A richiesta arrivano anche i sistemi radar del Riding Assistant, con Active Cruise Control e Front Collision Warning, ormai familiari sulle auto dell’Elica. Non manca il Dynamic ESA, che adatta automaticamente le sospensioni al fondo stradale e al carico, mentre l’ABS Pro e il controllo di trazione DTC lavorano anche a moto inclinata.

La novità più curiosa è però l’ASA, l’Automated Shift Assistant. In pratica la leva della frizione scompare: si può continuare a cambiare marcia manualmente con il pedale oppure lasciare che sia la moto a gestire automaticamente innesti e frizione. Dopo qualche chilometro il sistema convince per dolcezza e precisione, soprattutto nei tratti più turistici, lasciando comunque al pilota la possibilità di scegliere una guida più coinvolgente quando la strada si fa interessante.

La nuova R 1300 RS è disponibile negli allestimenti Base, Triple Black, Performance e Option 719 Cuyamaca, tutti personalizzabili con numerosi pacchetti dedicati al comfort e al turismo. Il listino italiano parte da 17.100 euro, ma scegliendo le versioni più ricche e aggiungendo l’ASA, il Riding Assistant e gli altri optional si superano facilmente i 22 mila euro. Una cifra importante, certo, ma in linea con una moto che punta a rappresentare il nuovo riferimento tra le sport tourer di alta gamma.