Blitz nelle aziende agricole del Padovano: 23 denunciati e oltre 438mila euro di sanzioni
PADOVA - Ventitré persone denunciate, cinque attività imprenditoriali sospese e oltre 438mila euro tra ammende e sanzioni. È il bilancio della campagna di controlli condotta nel settore agricolo dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (Nil), insieme al Comando provinciale di Padova.
Le verifiche, iniziate a giugno e condotte in tutta la provincia, hanno interessato aziende vitivinicole e ortofrutticole, vivai e coltivazioni, ma anche allevamenti di bovini, suini e pollame. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, le irregolarità hanno riguardato soprattutto la sicurezza dei lavoratori, la formazione, la sorveglianza sanitaria, la gestione delle emergenze e la regolarità dei rapporti di lavoro.
Lavoratori in nero e attività sospese
Tra le situazioni più rilevanti c'è quella riscontrata a Vo', dove in un'azienda vitivinicola i Carabinieri hanno trovato due lavoratori irregolari sui quattro controllati. Contestato anche l'impiego di lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno. L'attività è stata sospesa per lavoro nero e al titolare sono state contestate anche la mancata elaborazione del Documento di valutazione dei rischi, carenze nella formazione e nella sorveglianza sanitaria.
Sempre a Vo', in un'altra azienda, è stato individuato un lavoratore in nero sui 14 controllati, mentre una quarta impresa vitivinicola è finita al centro degli accertamenti per somministrazione illecita di manodopera.
A Borgo Veneto sono stati trovati due lavoratori in nero sui quattro sottoposti a controllo in un'impresa di supporto alla produzione vegetale: anche in questo caso è scattata la sospensione. A Limena, invece, il provvedimento ha interessato un'azienda di riproduzione delle piante dove è stato individuato un lavoratore irregolare sui due controllati.
Le carenze sulla sicurezza
I controlli hanno fatto emergere anche numerose contestazioni sul fronte della sicurezza. A Teolo è stata sospesa un'azienda vitivinicola per gravi carenze: al titolare vengono contestate, tra le altre, l'omessa adozione delle misure di prevenzione incendi e carenze nella formazione, nella sorveglianza sanitaria e nella gestione del primo soccorso.
A Correzzola un'altra attività è stata sospesa dopo che, secondo quanto accertato dai Carabinieri, alcuni lavoratori utilizzavano attrezzature per le quali era richiesta una formazione specifica senza avere ricevuto il necessario addestramento.
Irregolarità sono state riscontrate anche a Codevigo, Lozzo Atestino, San Pietro Viminario, Piove di Sacco, Merlara, Arzergrande, Rovolon e Saonara.
I controlli negli allevamenti
Le verifiche hanno interessato anche gli allevamenti. A Villa del Conte, in un'azienda di bovini da latte, sono state contestate carenze che riguardano formazione, sorveglianza sanitaria, primo soccorso, sicurezza e rischi elettrici.
A Massanzago, in un allevamento di suini, la contestazione riguarda invece le misure contro i rischi elettrici, mentre a Villafranca Padovana, in un allevamento di pollame, sono state rilevate irregolarità nella formazione e nella sorveglianza sanitaria, oltre alla mancata revisione degli impianti elettrici.
Oltre 438mila euro di sanzioni
Il bilancio economico dell'operazione supera complessivamente 438mila euro. I carabinieri hanno contestato ammende per 400.174 euro e sanzioni amministrative per altri 37.822 euro, dei quali 10.300 collegati ai provvedimenti di sospensione delle attività. La campagna di controlli, avviata a giugno, aveva come obiettivo il contrasto al lavoro sommerso e allo sfruttamento lavorativo e la verifica delle condizioni di salute e sicurezza nelle aziende agricole della provincia.