Black Torch fa in 13 episodi ciò che Naruto costruì in centinaia di puntate

Black Torch ha attirato rapidamente l’attenzione degli appassionati di shonen, visto che sembra prendere alcuni degli elementi che hanno reso celebre Naruto e portarli in una storia decisamente più compatta.

Il risultato non è una semplice imitazione, perché i personaggi e il mondo di Black Torch seguono una direzione propria, ma i riferimenti sono abbastanza evidenti da rendere il confronto inevitabile.

Il protagonista Jiro Azuma, per esempio, arriva da una famiglia legata alle arti ninja e si ritrova a convivere con un potere sovrannaturale. È una combinazione che ricorda immediatamente Naruto, soprattutto nelle prime fasi dell’avventura. Anche la composizione del gruppo principale ricorda il celebre Team 7, con Ichika e Reiji che ricoprono ruoli destinati a diventare sempre più importanti.

La storia di Reiji cambia tutto

A rendere particolarmente interessante il paragone con Naruto è però Reiji. Il suo passato nasconde una tragedia familiare e, soprattutto, un fratello che rappresenta ancora oggi il centro del suo conflitto personale.

Shinji ha infatti ucciso la propria famiglia dopo essere entrato in possesso di un nuovo potere, risparmiando soltanto Reiji. Da quel momento il ragazzo ha vissuto con l’obiettivo ben preciso di ritrovare suo fratello e ottenere finalmente delle risposte.

La situazione cambia completamente nel corso dell’ultima missione. Il Team Black Torch deve affrontare diversi Mononoke, creature che hanno intrappolato alcuni esseri umani per assorbirne l’energia vitale. Quando i protagonisti si dividono per occuparsi dei nemici, Reiji si ritrova davanti proprio alla persona che stava cercando. Shinji è lì, davanti a lui, e impugna la stessa lama Mononoke utilizzata durante il massacro della famiglia.

Il confronto arriva molto prima

È questo il punto in cui Black Torch riesce a distinguersi davvero da Naruto. Il rapporto tra Reiji e Shinji richiama inevitabilmente quello tra Sasuke e Itachi, ma la differenza più evidente riguarda i tempi.

Naruto ha avuto bisogno di centinaia di episodi per costruire, approfondire e portare al culmine la relazione tra i due fratelli Uchiha. Black Torch, invece, sta preparando un confronto analogo quando la sua storia è ancora lontana dalla conclusione.

Non significa necessariamente che il nuovo anime voglia replicare la stessa dinamica. Anzi, proprio le motivazioni di Shinji potrebbero rappresentare la sorpresa maggiore. Potrebbe aver agito per impedire che un potere pericoloso finisse nelle mani sbagliate, trasformando così la sua figura da semplice carnefice a personaggio molto più ambiguo.

Tredici episodi per raccontare tutto

La vera particolarità di Black Torch sta quindi nella velocità. In appena 13 episodi la serie sta concentrando rivalità, traumi familiari, poteri misteriosi e scontri che altre produzioni avrebbero costruito per intere saghe.

È questo che rende il paragone con Naruto particolarmente curioso. Black Torch non ha bisogno di replicarne la durata per utilizzare alcuni dei suoi ingredienti più riconoscibili. Li prende, li modifica e li porta rapidamente al momento decisivo.

Se il confronto tra Reiji e Shinji manterrà le aspettative, potrebbe diventare uno dei passaggi più importanti dell’anime. E, soprattutto, dimostrare che per costruire una grande rivalità non servono necessariamente centinaia di puntate.

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