Benzina e trivelle, la mossa sui pozzi "congelati": i Comuni dove si torna a scavare (e quanto guadagneranno) | La mappa
Prima i tagli sulle accise per scontare il prezzo di benzina e gasolio, poi la moral suasion sugli operatori energetici (Eni, Ip, Q8, Tamoil) così da far applicare tetti volontari nei propri distributori. Il governo di Giorgia Meloni si sta muovendo su più fronti per affrontare i rincari dei carburanti dovuti al conflitto tra Stati Uniti e Iran. L'ultima mossa è quella di aumentare la produzione nazionale in due modi: raffinare ed estrarre di più. L'8 ottobre il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, e il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, incontreranno petrolieri e raffinatori per chiedere proprio un aumento della produzione. Nel frattempo, con un decreto legge si punta a nuove risorse.
Cosa dice il nuovo decreto legge
Il 10 settembre 2026 il governo Meloni ha varato il decreto legge numero 157 "Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali e di infrastrutture e attività energetiche strategiche". Il provvedimento si suddivide in due parti. La prima, la più nota, riguardava la proroga fino al 17 settembre della riduzione dell'accisa sul gasolio, equivalente a circa 17 centesimi al litro. La seconda, invece, punta ad accelerare le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi su terraferma. In sostanza, il governo intende sbloccare l'iter burocratico delle istanze ancora in stallo.
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Nella relazione illustrativa al decreto legge, il governo mette sotto accusa l'inerzia delle Regioni in grado di "determinare ritardi incompatibili con le esigenze di sicurezza energetica del Paese". Per questo l'esecutivo è deciso a intervenire nei casi in cui le istanze degli operatori rimangono bloccate nell'iter burocratico. Il provvedimento riguarda soltanto le intese su cui la Regione non si è espressa, difatti fermando tutto, e non i casi di diniego.

L'articolo 2 disciplina tutto questo. Se l'ente, entro 45 giorni, non si pronuncia sull'intesa presentata, allora il presidente del Consiglio assegna un ultimatum di massimo 60 giorni per pronunciarsi. Un periodo che può essere accorciato a 30 giorni in alcuni casi, ma che prevede comunque l'apertura di un tavolo di confronto. Se la Regione è ancora inadempiente, e sono a rischio gli interessi nazionali, allora il Consiglio dei ministri nomina un commissario ad acta che ha l'incarico di esprimersi sull'intesa. Questo funzionario, che comunque non riceve compensi, gettoni di presenza, rimborsi spese, può essere scelto anche dal presidente del Consiglio.
Va inoltre ricordato che dalla fine del 2024, per effetto del decreto-legge n. 153, non è più consentito concedere nuovi permessi per la ricerca e produzione di idrocarburi liquidi. I titoli già conferiti prima dell'entrata in vigore della legge proseguono per la durata di vita utile del giacimento.
Le istanze per i nuovi titoli minerari
Per arrivare all'estrazione degli idrocarburi bisogna prima cercarli e poi "coltivarli". Gli operatori sottopongono allo Stato e alle Regioni le istanze di permesso di ricerca e quelle relative alla concessione di coltivazione. I titoli minerari vengono rilasciati dal ministero dell'Ambiente di intesa con la Regione interessata per quanto riguarda le attività sulla terraferma. In mare il governo deve richiedere il parere del Comitato per la sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi.
Il decreto approvato da Meloni riguarda solo le istanze relative alla terraferma. Come riporta il Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse (numero di settembre 2026), al momento sono vigenti 27 permessi di ricerca sulla terraferma (di cui 13 in Emilia-Romagna, 7 in Abruzzo e 5 in Lombardia). A questi si sommano 3 titoli in Sicilia, che ha competenza normativa autonoma. Il numero delle concessioni di coltivazione lungo la Penisola è nettamente maggiore: 82 (33 in Emilia-Romagna, 13 nelle Marche, 11 in Basilicata). Al totale si devono aggiungere le 13 della Sicilia.

Oltre a queste ci sono le concessioni cessate in attesa di ripristino minerario dell’area, ma quelle che ci interessano sono altre. Secondo l'ultimo bollettino del ministero dell’Ambiente, sono 15 le istanze per il conferimento di nuovi titoli minerari: 12 permessi di ricerca e 3 concessioni di coltivazione. Tra le aziende coinvolte ci sono Eni (Anzi, in Basilicata; Agosta, in Emilia Romagna), Aleanna Italia (Valle del Mezzano, San Patrizio e La Stefanina, Emilia Romagna; Gallia, Lombardia), Apennine energy (Solfara Mare, Calabria; Posta del giudice, Puglia), Delta energy (Il perito e La capriola, Basilicata; Pietra Spaccata, Campania).
Balza subito all'occhio l'istanza di Agosta, nel territorio dei Comuni ferraresi Comacchio e Ostellato, che dall’elenco risulta presentata il 1° settembre 2003. La domanda ha una storia burocratica complessa. Basti pensare che il ministero dello Sviluppo economico aveva dato l'ok alla concessione di coltivazione nel 2004, condizionandolo alla pronuncia di compatibilità ambientale. Nel 2006 la Regione Emilia-Romagna aveva indetto la conferenza dei servizi. L’ente nel 2014 ha però sospeso l'iter. Che è ripreso solo nel 2015.
| Istanza | Richiedenti | Presentazione | Regione | Comuni |
| ANZI (di permesso di ricerca in terraferma) | Eni (100%) | 01/09/2005 | Basilicata | Abriola, Anzi, Brindisi Montagna, Calvello, Pignola, Potenza, Trivigno |
| FONTEVIVO (di permesso di ricerca in terraferma) | Pengas Italiana (100%) | 19/12/2015 | Emilia Romagna | Busseto, Collecchio, Fidenza, Fontanellato, Fontevivo, Medesano, Noceto, Parma, Polesine Zibello, Salsomaggiore Terme, San Secondo Parmense, Sissa Trecasali, Soragna, Torrile. |
| GALLIA (di permesso di ricerca in terraferma) | Aleanna Italia (100%) | 20/12/2013 | Lombardia | Ferrera Erbognone, Galliavola, Lomello, Mede, Mezzana Bigli, Ottobiano, Pieve del Cairo, Sannazzaro de' Burgondi, Sartirana Lomellina, Scaldasole, Semiana, Valeggio, Villa Biscossi |
| GUSSOLA (di permesso di ricerca in terraferma) | Pengas Italiana (100%) | 19/12/2015 | Lombardia | Bozzolo, Calvatone, Cappella de' Picenardi, Casalmaggiore, Casteldidone, Cella Dati, Cicognolo, Cingia de' Botti, Derovere, Gussola, Isola Dovarese, Malagnino, Martignana di Po, Motta Baluffi, Pessina Cremonese, Piadena Drizzona, Pieve d'Olmi, Pieve San Giacomo, Rivarolo del Re ed Uniti, Rivarolo Mantovano, Sabbioneta, San Daniele Po, San Giovanni in Croce, San Martino del Lago, Scandolara Ravara, Solarolo Rainerio, Sospiro, Tornata, Torre de' Picenardi, Torricella del Pizzo, Voltido |
| IL PERITO (di permesso di ricerca in terraferma) | Delta energy (100%) | 28/02/2011 | Basilicata | Montescaglioso, Pomarico |
| LA CAPRIOLA (di permesso di ricerca in terraferma) | Delta energy (100%) | 02/04/2012 | Basilicata | Bernalda, Montalbano Jonico, Montescaglioso, Pisticci, Pomarico |
| LA STEFANINA (di permesso di ricerca in terraferma) | Aleanna Italia (100%) | 29/10/2014 | Emilia Romagna | Argenta, Alfonsine, Comacchio, Ravenna |
| PIETRA SPACCATA (di permesso di ricerca in terraferma) | Delta Energy (100%) | 28/02/2011 | Campania | Baselice, Castelpagano, Circello, Colle Sannita, Foiano di Val Fortore, Molinara, Pesco Sannita, Reino, San Giorgio La Molara, San Marco dei Cavoti |
| POSTA DEL GIUDICE (di permesso di ricerca in terraferma) | Apennine Energy (100%) | 31/01/2006 | Puglia | Casalvecchio di Puglia, Castelnuovo della Daunia, Lucera, Pietramontecorvino, San Severo, Torremaggiore |
| SAN PATRIZIO (di permesso di ricerca in terraferma) | Aleanna Italia (100%) | 30/12/2010 | Emilia Romagna | Bagnacavallo, Conselice, Fusignano, Imola, Lugo, Massa Lombarda, Medicina, Mordano, Sant'Agata sul Santerno |
| SANTA MARIA DEL PIANO (di permesso di ricerca in terraferma) | Pengas Italiana (100%) | 17/11/2018 | Emilia Romagna | Felino, Parma, Langhirano, Lesignano de' Bagni, Traversetolo, Montechiarugolo. |
| SOLFARA MARE (di permesso di ricerca in terraferma) | Apennine Energy (100%) | 27/11/2008 | Calabria | Calopezzati, Caloveto, Cariati, Corigliano Calabro, Cropalati, Crosia, Mandatoriccio, Paludi, Pietrapaola, Rossano, Scala Coeli, Terravecchia |
| AGOSTA (concessione coltivazione in terraferma) | Eni (100%) | 01/09/2003 | Emilia Romagna | Comacchio, Ostellato |
| COLLE SANTO (concessione coltivazione in terraferma) | LNEnergy (100%) | 24/02/2009 | Abruzzo | Archi, Atessa, Bomba, Colledimezzo, Pennadomo, Roccascalegna, Torricella Peligna, Villa Santa Maria |
| VALLE DEL MEZZANO (concessione coltivazione in terraferma) | Aleanna Italia (100%) | 28/07/2017 | Emilia Romagna | Ostellato |
Il 28 aprile 2017 l'Emilia Romagna ha espresso parere negativo con la delibera di giunta numero 539, ma il 9 giugno dello stesso anno è però arrivato il parere positivo con prescrizioni della Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale (Via e Vas). E nel 2023 il ministero dell'Ambiente ha comunicato il suo giudizio favorevole di compatibilità ambientale per il progetto di messa in produzione. Se si arriverà alla fase di intesa e la Regione tarderà a rispondere, allora il governo potrà intervenire.
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D'altronde l'esecutivo ha più volte ribadito l'urgenza di investire nelle riserve italiane. Che sono anche abbastanza limitate: circa 34 miliardi di metri cubi di gas e a 76,9 milioni di tonnellate di petrolio. Nell'ultimo decennio, tuttavia, si è assistito a un calo drastico dei permessi di ricerca, da 111 (2016) a 44 (2026). Mentre quelli legati all’estrazione hanno subito una lieve flessione, da 202 (2016) a 182 (2026). Un rallentamento dovuto sia alla moratoria del governo Conte I (2019) sia al Piano della transizione energetica sostenibile delle aree idonee (2022), poi annullato con alcune sentenze del Tar del Lazio a febbraio 2024.
Quanto può guadagnare un Comune
Per i territori coinvolti da queste nuove attività ci potrebbe essere una compensazione economica non indifferente. La direttiva europea 2013/34 raccomanda alle imprese attive in settori come il petrolio e il gas di indicare in una relazione annuale i pagamenti a favore degli enti pubblici.
Nell’anno 2025 Eni, tra royalties, diritti e altri corrispettivi, ha versato 144 milioni di euro. Di questi, 55,6 sono andati al ministero dell’Economia, 38,3 alla Regione Basilicata e il resto ai comuni e agli altri enti dove insistono le strutture. Il Comune di Gela (Caltanissetta) ne ha incassati 6,6 milioni di euro, Viggiano (Potenza) 4,2 milioni, Bronte (Catania) 2,6. È un discorso che si può fare anche per gli altri operatori: TotalEnergies ha distribuito 114 milioni di dollari, Shell invece 144 milioni di dollari.
L'incontro dell'8 ottobre 2026
Sono molteplici gli interessi che si incrociano e il governo vuole farli convergere nel tavolo dell'8 ottobre. A palazzo Piacentini, alle 16:30, sono stati convocati petrolieri e raffinatori: l'Unem (Unione energie per la mobilità), Sonatrach, Socar-IP, Iplom, Kpi, Alma Petroli, Ludoil/Isab, Eni, Saras e Innovhub. In rappresentanza del governo ci saranno il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, e quello delle Imprese, Adolfo Urso.
"Si tratta di fare un punto nazionale, ma anche un punto di come valutiamo la questione rispetto all'Unione Europea", ha dichiarato Fratin. Ma durante l'incontro si esaminerà come le 10 raffinerie italiane, più le bioraffinerie di Gela e Marghera e quella di Livorno in fase di riconversione potranno aumentare la loro produzione per alleviare il rincaro carburanti. Considerando che il loro tasso di utilizzo si aggira intorno il 77 per cento.
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