Benzina e gasolio alle stelle, sconti coi distributori comunali: dove sono. “Un aiuto per tutto il territorio”

Il distributore di Force; nei riquadri, sopra il sindaco Amedeo Lupi; sotto, il collega Antonio Del Duca

Il distributore di Force; nei riquadri, sopra il sindaco Amedeo Lupi; sotto, il collega Antonio Del Duca

Ascoli, 27 agosto 2026 – Quando il distributore rischia di chiudere, a fare benzina ci pensa il Comune. Succede da anni anche nella provincia di Ascoli, dove Force e Montedinove hanno scelto di mantenere un impianto di carburante sul proprio territorio per garantire un servizio essenziale ai cittadini. Una scelta nata dalla necessità di evitare che i residenti fossero costretti a spostarsi nei Comuni vicini, ma che oggi ha anche un altro effetto: in alcuni casi, fare rifornimento alla pompa comunale può significare risparmiare diversi centesimi al litro.

Il caso di Valle Castellana

Il caso di Valle Castellana, in Abruzzo, ha riportato in questi giorni l’attenzione sui distributori gestiti direttamente dai Comuni. Nel piccolo centro del teramano l’amministrazione ha rilevato nel 2022 l’unico impianto presente sul territorio, ormai destinato alla chiusura, e ha iniziato a vendere carburante sostanzialmente al prezzo di acquisto, aggiungendo soltanto quanto necessario per coprire i costi di gestione.

Un distributore di benzina

Un distributore di benzina

A Force il distributore comunale è stato aperto nel 2016

Un modello che, però, nell’ascolano esiste già da diversi anni. A Force il distributore comunale è stato aperto nel 2016, dopo la chiusura del precedente impianto. L’amministrazione decise di intervenire direttamente per evitare che anche questo servizio venisse meno. “Il Comune aggiunge solo sette centesimi al litro su ogni ricarico. Sono i soldi necessari a fare la manutenzione, non ci sono guadagni da parte del Comune. Il distributore lo abbiamo aperto nel 2016, perché chiuse quello vecchio e l’allora amministrazione pensò bene di farlo”, spiega il sindaco Amedeo Lupi. La scelta, a distanza di dieci anni, continua a essere apprezzata dalla popolazione. E non soltanto da quella di Force. “Servizio molto apprezzato, perché i prezzi sono più bassi e vengono anche dai Comuni limitrofi per approfittare della differenza di costo. Viene gestito interamente dal Comune tramite i nostri dipendenti”, racconta Lupi. E la differenza di prezzo, in effetti, è evidente.

Quanto costa la benzina a Force

Al momento, infatti, a Force la benzina self-service costa 1,838 euro al litro, mentre il gasolio self-service costa 1,928 euro al litro. Prezzi che spiegano anche perché l’impianto venga utilizzato non soltanto dai residenti. La possibilità di risparmiare sul rifornimento porta infatti a Force anche automobilisti provenienti dai Comuni limitrofi, come sottolinea lo stesso sindaco. Poco distante, a Montedinove, l’esperienza comunale è ancora più vecchia. Il distributore, con tutti i servizi annessi, è stato inaugurato nel 2014, quando l’amministrazione decise di assicurare direttamente al territorio un servizio considerato indispensabile.

Il prezzo a Montedinove

“In questo momento il prezzo è più alto, ma ovviamente non dipende da noi”, dice il sindaco Antonio Del Duca . Il primo cittadino sottolinea anche il carattere pionieristico dell’iniziativa: “Credo che siamo stati tra i primi, se non il primo, Comune in Italia ad avere un distributore comunale, anche se ora abbiamo affidato la gestione a una società partecipata”. A Montedinove il prezzo è di 1,999 euro al litro per la benzina self-service e 2,159 euro al litro per il gasolio self-service. I due casi raccontano esperienze simili in cui il punto di partenza, però, è lo stesso: non lasciare il territorio senza carburante. Per un piccolo Comune montano la chiusura di un distributore non equivale soltanto alla perdita di un’attività commerciale. Significa costringere residenti, lavoratori e imprese a spostarsi nei centri vicini anche per un rifornimento. In territori caratterizzati da piccoli numeri e distanze importanti, mantenere una pompa di benzina può quindi diventare una vera e propria risorsa per evitare lo spopolamento.