'Becoming Her: Prima di diventare grandi', quando nasce una calciatrice - Notizie - Ansa.it
(dell'inviata Cinzia Conti)
"Spero di essere
un'ispirazione per tutte le bambine che vogliono giocare a
calcio". Il viso angelico e la voce dolce di Anna Copelli non
devono trarre in inganno, perché nascondono due piedi da giovane
attaccante di razza su cui la Juve da tempo ha messo gli occhi
nel settore giovanile a Vinovo e che preoccupano più di una
portiera. Con Sofia Cholovskaya e Samantha Lee, appartenenti
alle Juventus Academy di Al Khobar (Arabia Saudita) e Los
Angeles (Stati Uniti), è protagonista di 'Becoming Her: Prima di
diventare grandi', nuovo documentario prodotto dallo Juventus
Creator Lab che debutta a settembre su Disney+, nella sezione
Espn ed è stato presentato in anteprima a Giffoni Film Festival.
La voce narrante è stata affidata a Francesca Michielin, tifosa
della Juventus e da sempre sostenitrice della valorizzazione
femminile, anche lei al festival campano.
Il documentario parla di donne in un mondo che finora erano
appannaggio dei maschi, di strada ne è stata fatta tanta... "La
strada - dice rispondendo all'ANSA - secondo me purtroppo è
ancora molto lunga, però c'è un fattore positivo. Ne stiamo
parlando sicuramente molto di più di quando io, ad esempio, ero
adolescente e avevo l'età delle protagoniste. Ne stiamo parlando
in spazi belli, importanti e pieni di ragazzi come Giffoni.
Quindi finché c'è la possibilità di dare spazio, visibilità e
voce, si crea sicuramente una coscienza, si crea ispirazione
alle nuove generazioni".
Di questo parla anche Copelli, che gioca da quando aveva 5
anni e per anni è stata l'unica bambina in squadre di soli
maschi: "Mi ha formato tantissimo, sia calcisticamente sia
umanamente. Non avere una compagna a cui appoggiarti ti
costringe a crescere in fretta". Tra i suoi modelli Copelli cita
Alessandro Del Piero e, soprattutto, le veterane della Juventus
Women: "Cristiana Girelli e le altre giocatrici della prima
squadra sono esempi di determinazione e passione. Allenarmi con
loro mi ha fatto capire quanto sacrificio e dedizione ci siano
dietro questo sport".
Michielin racconta la sua fede bianconera: "Sono juventina da
sempre, tra i miei idoli Del Piero, Buffon e Trezeguet, ma la
cosa che mi ha colpito di più è il sistema valoriale che questo
progetto vuole trasmettere. Non dà soltanto visibilità al calcio
femminile: crea consapevolezza. Crescere è molto più complicato
di quanto immaginiamo, perché comporta una scelta. E la crisi,
in greco krisis, significa proprio scelta". La cantante ricorda
anche di essere da sempre "fan dello sport con un passato da
atleta di ginnastica artistica" anche se, confessa, "non ho mai
sognato di fare la calciatrice". Per Michielin il documentario
va oltre il racconto sportivo: "Mi ha emozionato il fatto che
non mitizzi il calcio, ma entri in profondità negli aspetti
umani. È tutto un cadere e rialzarsi. Ti porta a chiederti ogni
giorno che persona vuoi essere, ancora prima che atleta".
Nel doc non ci sono solo gioie, ma anche le difficoltà e gli
ostacoli che gli atleti prima o poi si trovano davanti.
Michielin, che in passato ha coraggiosamente raccontato ai fan
anche i suoi problemi di salute legati ai reni, racconta come
durante la registrazione si sia messa a piangere in più di
un'occasione nei punti in cui si racconta l'infortunio al
ginocchio di Anna Copelli: "Ho sperimentato cosa voglia dire
essere infortunata. Chi lavora con il corpo sa che non è una
macchina che esegue gli ordini, ma un'armonia con noi stessi.
Dopo un intervento importante e un periodo difficile, ho
imparato a fidarmi di nuovo del mio corpo. Oggi non mi preoccupo
più se cadrò ancora: mi preoccupo di farlo con grazia e di
raccogliere il massimo da quell'esperienza, senza confrontare il
mio percorso con quello degli altri". Per Copelli "l'infortunio
è stato una batosta a livello psicologico: da un giorno
all'altro ho perso una parte di me, anzi il 50% di me ed è
difficile da accettare. Per fortuna sono circondata da persone
che mi vogliono bene e che mi hanno aiutato in quel processo di
accettazione della situazione".
E di rinascita parla anche il nuovo album di Francesca
Michielin, "Magia bianca", che la cantautrice descrive come un
"percorso di riconnessione profonda. D'altronde la magia bianca
da sempre è associata all'idea di cura e guarigione e in effetti
il disco mi ha dato la voglia di dare fiducia al mio corpo. Non
vedo l'ora di portare le canzoni a teatro il prossimo inverno. E
prometto che sarà più di un concerto".
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